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K.K.K. 2 mesi fa.
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Livio TassiSi sente spesso tanta gente scagliarsi contro chi non è eterosessuale, ma io, mi chiedo, qual è il problema? E lo dico da etero: sono uomo e mi piaccono le donne, ma non vedo alcuna differenza fra me, un omosessuale, un gender o altro. L’unico dubbio che avevo era sull’adozione dei figli da parte di una coppia omosessuale, ma poi mi sono informato bene e ho fugato anche questi dubbi dettati in passato dall’ignoranza. I figli di coppie omosessuali non crescono certo più traumatizzati di coppie etero che spacciano, rubano, si drogano o fanno andare i figli in giro a chiedere l’elemosina.
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MelissaConcordo in linea generale, ma ammetto ancora un po di mia ignoranza sul tema. omosessuali e Gender, anzichè fare sfilate pacchiane in giro per le strade e strilalre con isterismo, dovrebbero informare in modo pacato la gente per permettere così una formazione vera, adeguata e seria.
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SamieleLa tendenza sessuale non è definibile se non a partire dal dato incontrovertibile del sesso che ognuno di noi si ritrova quando viene al mondo, per cui, in un certo senso, coloro che pretendono di ridurre la sessualità a dato culturale, implicitamente legittimano la sessualità come dato biologico, e quindi come dato naturale.
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Cristiano G.Per quanto riguarda la libertà basta dire, a tutti coloro che la vorrebbero slegata dalla responsabilità o, come diceva lei, da qualsiasi onere, che ogni azione dell’uomo se non avesse una conseguenza in positivo o in negativo, allora ciò comporterebbe che la stessa libertà sarebbe priva di sostanza e di senso, poiché, in tal caso, l’attività dell’uomo sarebbe neutra ed il suo impegno su questa terra irrilevante.
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Preoccupato per sfascio famigliaLa famiglia di mamma e papà è ormai un oggetto misterioso, ridotta a specie in via di estinzione, guardata a vista, quasi con astio. Uccisa anche da chi l’avrebbe dovuta difendere ad oltranza. Tutto il resto viene di conseguenza. Dalla famiglia allargata e allargatissima alla famiglia di genere, agli uteri in affito, prestati, comprati e rivenduti è solo un passo.
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ChesterBasta sfogliare le pagine di cronaca nera dei giornali per capire che vivere in una famiglia tradizionale di tipo etero non sia affatto garanzia di sicurezza sociale o eticità. Viva la famiglia di tipo tradizionale, ma esistono tanti altri tipi di famiglie ugualmente imperfette ed altrettanto meritorie.
Il fatto che siamo nati in famiglie di tipo tradizionale non ci autorizza a ritenere che sia l’unica forma di famiglia lecita.
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RnW
Gender e omofobia, Rubiera si spacca al cinema parrocchiale
15 set 2015Lunedì sera si è svolta a Rubiera una conferenza presso la parrocchia dove era relatore Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la vita e autore del libro autore del libro “Gender(d)istruzione – Le nuove forme d’indottrinamento nelle scuole italiane”. Il tema oggetto della serata riguardava riguardava il gender ed il titolo della serata era “”Maschio e femmina li creò. Uguaglianza nella differenza”. Il cinema parrocchiale era gremito di gente, anche attivisti di Arcigay, come il Segretario Arcigay Gioconda Reggio Emilia Alberto Nicolini che non ha gradito le prese di posizione dell’avvocato Amato molto nette fino a sfociare in una dichiarazione pubblica alla quale sono conseguiti applausi scroscianti: “Sono omofobo”.
All’indomani dell’incontro Nicolini ha diffuso la seguente lettera aperta che riportiamo integralmente annunciando l’intezione di volersi “sbattezzare”:
“E’ da cittadino rubierese che scrivo oggi. Sono cresciuto dietro alla gelateria, ho frequentato gli scout, ho fatto parte delle compagnie teatrali parrocchiali. Ho formato le mie prime amicizie ed i miei valori anche in questo contesto.
Ieri sera abbiamo assistito a un atto di bullismo collettivo, nel cinema parrocchiale: un uomo aggrediva verbalmente gli “omosessualisti” (!), gridava con orgoglio (è il suo pezzo forte, ben calcolato) “sono omofobo” tra applausi scroscianti, mentre i pochi coraggiosi contrari cercavano di dissentire (ma non si poteva intervenire) e un quarto delle persone rimaneva zitta e attonita. Come chi assiste a un sopruso e non interviene.
Già, perché la Parrocchia di Rubiera ha ospitato nel cinema parrocchiale una “conferenza” di un personaggio noto per le sue posizioni aggressive e provocatorie. Un uomo che si vanta di avere lottato contro i libretti che davano indicazione di lotta al bullismo. Un uomo che in un liceo di Roma ha paragonato l’amore tra due uomini a quello tra un uomo e il suo cane… nel liceo in cui l’anno prima un ragazzo si era suicidato, vittima proprio di bullismo omofobico (ma questo, chissà come mai, non l’ha ricordato).
Il parroco, Don Stefano, nonostante la cosa fosse stata presentata sui volantini come una “conferenza/dibattito”, ha annunciato che non ci sarebbe stato spazio per interventi alla fine, né per domande, e che ognuno doveva andarsene a casa con quanto ascoltato. Non solo lascia che ti prendano a bastonate verbali, ma devi anche andare a casa tacendo, secondo questo “uomo di dio”!
Lo dico sempre: se si invita un uomo noto per la propria agenda antisemita a parlare, e non si da parola ai membri delle comunità ebraiche, è un gesto lecito? Si da spazio a chi non accoglie domande e riflessioni, in democrazia? Il tizio è poi sceso velocemente dal palco rifiutando appunto di rispondere a domande e interventi.
Si deve dare atto che il marketing rubierese è stato eccezionale: una decina di agenti della digos, camionetta dei carabinieri, articoli sui giornali annunciavano un clima caldo. Come se noi 4 gatti dell’Arcigay di Reggio Emilia avessimo mai fatto un gesto violento.
Sui contenuti sono disponibilissimo a parlare. Sono prontissimo a venire e confrontarmi sulle cosiddette “prove” del complotto (il fatto che esistono le magliette unisex, i semafori di Berlino Est ed il marketing di Miley Cirus…). Noi di Arcigay abbiamo cercato il dibattito pubblico da subito con le “sentinelle in piedi” (nome diverso, stessi gruppi integralisti), ma anche con chi crede nella democrazia, e siamo ancora disponibili a una tavola rotonda.
Io però, come persona, non voglio mai più essere associato con una parrocchia che organizza e perpetra una cosa del genere. Non lo voglio come vittima di bullismo alle elementari De Amicis, non lo voglio come ex capo Scout, non lo voglio come persona che crede nel confronto e nella democrazia. Non lo voglio come ragazzo cresciuto sotto il burbero Don Dossi, che però ripeteva sempre; “è di manica larga…”. Bej, la manica a Rubiera è strettissima, adesso. E io, proprio ora, ho mandato la richiesta di sbattezzo. Sono felice di uscire da questa chiesa che dà spazio a chi vomita odio e ferisce delle persone”.
In poche ore si è scatenato un acceso dibattito anche nei social network come varie prese di posizione da parte di singoli, politici e amministratori. Riportiamo l’intervento del Sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro dal diario Facebook:
“In diversi mi chiedono di “organizzare un dibattito”, dopo la conferenza di ieri sera. A me spiace che nessuno, ieri, abbia ricordato che sulla “teoria gender” le istituzioni si erano già pronunciate, escludendo – a firma del nostro dirigente scolastico – che qualcosa del genere venga diffuso nelle nostre scuole. Lo ricordo, nel primo giorno di scuola, perchè l’unica cosa che non può o deve accadere è che le tensioni che leggo qui sopra si “scarichino” sulla scuola o sui bambini, visto che le cose sono già state messe in chiaro in tempi non sospetti, dopo le preoccupazioni espresse da diversi genitori.
Io non credo che il Comune debba organizzare un altro dibattito sulla cosiddetta “teoria gender”. Lì mi pare siamo già a posto.
Credo che invece un momento di confronto qualificato, sereno, che cerchi di coinvolgere posizioni diverse e che aiuti il paese ad affrontare quelle che sì sono sfide per la società con intelligenza e ricchezza di contenuti possa essere una occasione di crescita e di conoscenza per tutto il paese. Penso al tema dei diritti, delle discriminazioni, delle pari opportunità, della famiglia, che al contrario di quanto magari qualcuno pensa non sono temi che riguardano “una minoranza”. Un momento di incontro che va costruito coinvolgendo anche altre istituzioni, magari nazionali, che possano dare un contributo di qualità alla discussione. Il nostro Statuto dice che “Obiettivi fondamentali dell’attività dell’Ente sono […] l’affermazione dei valori della persona umana e dei principi di solidarietà che stanno alla base della Repubblica quale Stato di diritto e di partecipazione, la civile ed equilibrata convivenza fra le diverse componenti del tessuto sociale”. Quindi un dibattito organizzato con questa filosofia, scevro di tensioni, possibilmente di un bel livello certamente non può che contribuire a creare un clima sereno e più “ricco” in paese. Mi auguro di trovare ampia disponibilità da parte di tanti a collaborare a costruire questo momento di riflessione. Rubiera ce la può fare a confrontarsi su questi temi con serenità e qualità, senza paura, non affidandosi solo ai commenti sui social”.
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amaroCredo che ogni cattolico dovrebbe rifuggire qualsiasi posizione o comportamento omofobo. Al contempo dovrebbe educare i propri figli al rispetto delle diversità. Poi se nel suo intimo scopre di essere un eterosessuale o sceglie di esserlo, buon per lui/lei. Allo stesso modo, massimo rispetto per tutti coloro che fanno finta di essere eterosessuali e per tutti coloro che non hanno scelto di essere omosessuali. I fautori delle teorie anti-gender stanno attuando una massiccia e violenta campagna mediatica, che non si fa scrupolo di usare i bambini come arma e poi farsene scudo. La società ha il diritto/dovere di affrontare ed approfondire certe tematiche, proponendosi come volano verso il legislatore al fine di colmare le lacune legislative esistenti, ma anche di formare gli adulti di domani. Essere eterosessuali non implica necessariamente essere anche omofobi. Ma qualsiasi azione intrapresa, collettiva o pubblica, mirate ad ottenere l’attuazione dei princìpi di pari opportunità, l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, viene vanificata se i soggetti destinatari si ritrovano poi a dover vivere in un contesto familiare-educativo pregno di omofobia, razzismo, pregiudizi, ignoranza. Questa azione violenta ed integralista, induce una riflessione: costoro non accettano ingerenze esterne su alcune tematiche e sui loro modelli educativi, diciamo personali e privati, perchè temono di doversi esporre e confrontare su un terreno neutro come lo è la società o la Scuola. Sembra proprio che non accettino di essere giudicati, un domani, per le loro inadeguatezze, nè dalla società nè dai propri figli,
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K.K.K.P………………!!!!!!!!!! solo così si può definire il vostro “attaccamento” ai bambini
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MarcelloHo letto il libro di Amato “genderdistruzione” e frequento diverse piattaforme che si interrogano sui diritti civili degli LGTB a dire la verità un paio di volte per caso mi sono trovato anche tra le sentinelle in piedi a manifestare per la difesa della FAMIGLIA TRADIZIONALE che per in tenderci era 1quelle dei nostri nonni e dei nostri padri sia che andassero o meno in Chiesa e devo dire che la piu grande INTOLLERANZA l ho vista provenire proprio da qusto mondo arcobalenizzato che ti ostracizza ti bolla come omofobico (parola inesistente ed insensata) ed arriva perfino ad sputarti in faccia solo perchè testimoni il tuo parere in silenzio. Personalmente non ho nulla contro le persone omosessuali o le persone che sono nate in un corpo che non sentono proprio e forse penso che i diritti all assistenza reciproca , alla successione, alla reversabilità, ecc debbano essere riconosciuti. E penso anche che sfotte un ragazzino per strada o sui social come FR..IO o qualsiasi altro epiteto debba pagare danni morali per migliaia di euro PERO’ IO ho ildiritto e secondo la mia cocienza il dovere di dire che non sono ne d accordo con la legge scalfarotto e cirinnà , che per me il bambini non necessitano solo di un amore decontestualizzato ma di un amore complementare di mamma e papà, che l utero in affitto è una nuova schiavitù e che per me l ‘omosessualità resta una risposta sbagliata dei recettori preposti all’acquisizione agli stimoli sessuali esterni . Io ho i diritto di pensare cosi e di poterlo dire senza che nessuno membro della GAYSTAMPO venga a urlarmi picchiarmi e minacciarmi. Si porti rispetto alle differenza iniziando ad accettare prima i limiti natura che queste comportanto . Grazie per l’attenzione
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GiadocontiLa libertà di gusti sessuali deve essere tutelata anche sotto la dittatura italiana. Libertà, comunque, non significa sopraffazione, e questo è esattamente quello che vogliono fare i nostri politici di sx e i loro sostenitori gay o lesbiche. Libertà non significa costringere gli altri ad abbracciare i vostri gusti, ma solo di non condannarli. La libertà, poi, degli omosessuali, FINISCE quando vuole indottrinare gli adolescenti. Fate pure i ca…voli vostri nelle vostre “alcove” ma non imponete alle persone normali di vedervi e magari di applaudirvi. Rendetevi conto del vostro handicap, accettatelo pure, ma non cercate di farvi passare come normodotati. Voi non lo siete. Questa vostra insistenza nel coinvolgimento dei bambini, comunque, E’ SOLO———- e come tale andrebbe condannata.
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amaroI bambini naturalmente non conoscono odio o discriminazioni, siano essi etnici, razziali, religiosi, sessuali o di genere. Questi concetti aberranti vengono assorbiti e fatti propri in un contesto familiare-educativo, in quelle c.d. famiglie tradizionali eterosessuali pregne di insegnamenti cattolici. Aggiungiamo anche che non si può insegnare ad un individuo ad essere eterosessuale come non lo si può obbligare a non essere omosessuale. Nella nostra Costituzione l’ art. 3 recita “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Sembra che buona parte della società civile si stia muovendo in tal senso, mentre una parte minoritaria si oppone. A quale scopo? Perchè una famiglia tradizionale eterosessuale dovrebbe educare i propri figli ad odiare e discriminare altri individui per razza, religione, orientamento sessuale? I loro figli saranno eterosessuali od omosessuali a prescindere dai loro precetti ed insegnamenti, loro possono solo scegliere se far crescere i propri figli in un contesto familiare ed in una società dove si accetta serenamente la propria ed altrui sessualità oppure se imporre il loro modello e far vivere la sessualità in modo conflittuale esternando sugli altri le proprie frustrazioni.
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antitrinarixAMARONE ci avrei scommesso che saresti intervenuto in difesa della causa. Di per sè hanno ragione a criticare il comportamento del bigottoide smunto e floscio avvocaxxo e di quella parvenza sbiadita di parrocaxxo del luogo.
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Scuola, “Sì a lezioni di sessualità, no ai progetti gender a spese della Regione”SCUOLA ER: MARCHETTI (LEGA), SI ALLE LEZIONI DI SESSUALITA’ NELLE SCUOLE, NO AI PROGETTI GENDER A SPESE DELLA REGIONE
BOLOGNA - “No ai progetti gender nelle scuole a spese della regione”. A raccogliere la denuncia di alcuni professori bolognesi e a portarla all’attenzione del Consiglio Regionale è Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord che ha preparato la richiesta di accesso agli atti per sapere quanto è costato il progetto incriminato e quanti istituti vi hanno aderito.
Nel mirino di Marchetti il manuale “W l’Amore” distribuito a tantissimi ragazzi di terza media nel quale si parla anche di “genere” e di come ognuno possa “scegliere” la propria identità. Per fare un esempio, agli studenti viene chiesto se condividono (o meno) il modello di “uomo e donna” che vivono in famiglia.
“Mi sembra assurdo. Forse qualcuno dimentica che la nostra società si fonda sulla famiglia e che la famiglia è formata da uomo e donna. Che a spese della regione si racconti dell’altro mi sembra davvero fuori dal mondo”.
Ma non solo: “Si parla di masturbazione e si introduce il concetto di ‘omologazione’ di ogni ‘modo di essere’, parificando ogni atteggiamento. Si parla poi di ‘rapporti orogenitali ed anali’ come un dato acquisito ed universalmente praticato. Allucinante – attacca Marchetti -. Ancora una volta si è riusciti a rovinare un progetto che aveva tutte le carte in regola per essere qualcosa di veramente utile e importante per i nostri ragazzi trasformandolo in un abominio”.
“Spiegare ai ragazzi la sessualità – tuona Marchetti – è una cosa difficile senza dubbio ma importante, e della quale la scuola deve farsi carico. Quello che avrebbe dovuto essere un corso per spiegare ai ragazzi i rischi derivanti dai rapporti non protetti, a non mercificare il proprio corpo, a scoprire il valore dell’amore senza fretta e con piena consapevolezza di sé e dell’altro, si è invece trasformato in un abominio. Un conto è illustrare ai ragazzi quali sono i metodi contraccettivi, quali sono i rischi di avere rapporti sessuali non protetti… un altro è parlare di autoerotismo ed elogiare le coppie omosessuali”.
“La Regione Emilia Romagna – conclude Marchetti - non può proporre stereotipi di questo genere e siccome il progetto è ‘sponsorizzato’ proprio dalla Regione, è evidente che qualche cosa deve essere chiarito”. -
MarcelloLa prima cosa che fa un bambino appena nato è cercare un seno materno
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amaroMarcello, un bambino appena nato fa queste cose: esiste, respira, piange. Poi cerca anche da mangiare. Se gli dai un guanto forato riempito di latte, assolvi anche alla funzione di nutrirlo. In quel momento non puoi assolutamente sapere se sarà eterosessuale o omosessuale, ma potrai sicuramente importi se educarlo ai principi di pari opportunità, educarlo alla parità dei sessi, ed al rispetto delle diversità di qualsiasi tipo. Sei tu genitore che determini se tuo figlio sarà disadattato razzista xenofobo omofobo islamofobo.
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Mauro Vicini (PD)“Il dibattito in corso sulla teoria gender, anche con le strumentalizzazioni sicuramente non giustificate dalla riforma La buona scuola, tocca inevitabilmente sensibilità e punti di vista spesso difficilmente conciliabili. In una società che cambia rapidamente e ci pone di fronte a sfide educative sempre nuove e complesse, è necessario un confronto serio che ponga però sempre al centro la dignità della persona.
Proprio per questa complessità e profondità del tema, è inaccettabile che il confronto e la polemica scadano in argomentazioni offensive verso sua Eccellenza il Vescovo di Reggio e Guastalla Monsignor Massimo Camisasca.
Il Partito Democratico della città di Reggio Emilia stigmatizza le dichiarazioni che il Consigliere Dario De Lucia ha rivolto al Vescovo Massimo Camisasca e comunica che le stesse non sono rappresentative del gruppo PD in Consiglio Comunale.”
Mauro Vicini – Segretario PD Unione Città di Reggio Emilia -
WWUn giorno la smetterete di considerare il PD un partito di sinistra e vivrete più sereni.
Marcello, che c’entra col discorso?
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RnWCourage, gruppo cattolico di aiuto a Reggio Emilia per “guarire” dall’omosessualità
10 dic 2015Si è insediata anche a Reggio Emilia “Courage”, organizzazione cattolica nata negli USA negli anni ’80 e poi diffusa anche in Europa e in Italia. Courage si occupa di “aiutare” gli omosessuali ad astenersi dall’attività sessuale vivendo una vita casta secondo i dettami della Chiesa.
Una sorta di gruppo di aiuto analogo a quelli che si occupano di dipendenze (droga, alcol, gioco d’azzardo eccc.). L’omosessualità viene pertanto trattata al pari di una malattia dalla quale si può guarire, insieme, con un prete che dispensa consigli.
Reggio Emilia è la terza città dove è presente il gruppo cattolico di aiuto, dopo Roma e Torino, ne ha dato notizia il settimanale “L’Espresso”.
Sulla vicenda, che sta creando discussione in città, è intervenuto Edoardo Tincani, portavoce del Vescovo Camisasca: “Il Vescovo conosce la realtà di “Courage” da un anno perché alcuni uomini con orientamento verso persone dello stesso sesso si sono a lui rivolti per essere aiutati a vivere nella preghiera, nella meditazione della Sacra Scrittura e nella castità.
“Courage” non intende essere una terapia riparativa e non chiede a nessuno di aderire a tali terapie. È un aiuto a vivere secondo quanto espresso dal Catechismo della Chiesa Cattolica e dalla Tradizione della Chiesa.
Circa il servizio pubblicato da “L’Espresso”, addolora che libere persone che si trovano a pregare siano violate così pesantemente nella loro privacy di cittadini italiani”.
Anche la deputata Maria Edera Spadoni è intervenuta “L’organizzazione facente capo alla Chiesa cattolica che si pone come obiettivo quello di curare i gay tramite la castità non fa altro che creare e alimentare una vera e propria discriminazione nel momento in cui l’essere omosessuali viene equiparato ad una terribile malattia dalla quale si può e si deve guarire”.
Una società che si definisce civile, deve attuare tutte quelle misure volte a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere.
L’arrivo di Courage nella nostra città non fa altro che una creare una violazione sistematica dei diritti fondamentali delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT). La risposta del portavoce reggiano dell’associazione -quando afferma che non può rilasciare interviste se non a televisioni e giornali cattolici- è davvero preoccupante”.
“Come si esprime il sindaco Vecchi a tal proposito? -conclude la parlamentare- La maggioranza non dovrebbe mobilitarsi e agire proteggendo i cittadini contro ogni forma di discriminazione? Rimanere in silenzio, in molti casi, significa approvare questa ingiustizia e difenderla in maniera attiva”.
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JenkoMa come si fa anche solo a pensare alla creazione di un gruppo così?!?!?! Reggio Emilia è tornata indietro al medio evo.
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RnWMondo politico unito trasversalmente contro Courage, per “guarire” dall’omosessualità
10 dic 2015Sta facendo discutere l’insediamento anche a Reggio Emilia di “Courage”, organizzazione cattolica nata negli USA negli anni ’80 e poi diffusa anche in Europa e in Italia. Courage si occupa di “aiutare” gli omosessuali ad astenersi dall’attività sessuale vivendo una vita casta secondo i dettami della Chiesa.
Una sorta di gruppo di aiuto analogo a quelli che si occupano di dipendenze (droga, alcol, gioco d’azzardo eccc.). L’omosessualità viene pertanto trattata al pari di una malattia dalla quale si può guarire, insieme, con un prete che dispensa consigli.
Reggio Emilia è la terza città dove è presente il gruppo cattolico di aiuto, dopo Roma e Torino, ne ha dato notizia il settimanale “L’Espresso”.
Sulla vicenda (vedi in calce) questa mattina era intervenuto Edoardo Tincani, portavoce del Vescovo Camisasca.
Di seguito pubblichiamo alcuni interventi di rappresentanti del mondo politico, sindacale e istituzionale sull’insediamento di “Courage” anche a Reggio Emilia.
Raffaella Curioni (Assessore educazione e conoscenza) e Valeria Montanari (Assessore partecipazione, agenda digitale e cura dei quartieri) Comune di Reggio Emilia: “Le sensibilità e le inclinazioni delle persone non sono uno scherzo.
Siamo seriamente preoccupate del clima di fraintendimento, pregiudizio, prevaricazione delle libertà personali che potrebbe generarsi in città, dopo aver appreso dell’apertura della sede dell’associazione Courage, che definisce l’omosessualità ‘una malattia da cui si può guarire’, che ritiene il coming out cioè rendere nota la propria omosessualità come ‘una trappola pericolosa, un ricatto emotivo’.
Reggio Emilia è una città con una storia importante e gloriosa sui diritti delle persone e dei cittadini, non possiamo ignorare affermazioni di questo tenore: qui non si tratta di difendere posizioni laiche o religiose, siamo ben oltre.
Come amministratrici pubbliche dobbiamo tutelare i cittadini, e abbiamo il dovere morale di mettere in guardia i reggiani e le reggiane verso tutte le forme di discriminazione – dirette e indirette – nelle quali potrebbero incorrere, e stigmatizzarle.
L’Italia è un paese dove molti casi raccontati anche dalla cronaca hanno visto perseguitare persone, anche ragazzi e ragazze, per la loro inclinazione sessuale, con conseguenze dannose sul piano fisico e morale.
Il nostro sistema sociale è continuamente frastornato da luoghi comuni, modelli devianti, fraintendimenti: serve la forza per prendere una posizione chiara e netta, soprattutto quando le proposte di chiunque su credenze aprioristiche e senza alcun fondamento scientifico, travalicano la dignità delle persone e il diritto di professare il proprio orientamento sessuale, diritto tutelato dalla Costituzione”.
Dalla parte della cittadinanza truffata dalla “bufala” della cura”, di Federconsumatori Reggio Emilia. Federconsumatori Reggio Emilia chiede che si pronunciano ufficialmente ed il prima possibile gli ordini dei medici e degli psicologi in merito alla recente apertura dell’associazione di COURAGE anche a Reggio Emilia.
Come associazione a tutela dei diritti dei consumatori anche in ambito sanitario riteniamo doveroso ed urgente un intervento competente che solo gli ordini sopra citati possono esprimere.
Questo perché la cura riguarda chi ha le competenze per esercitarla e chi soffre di una malattia da curare. In questo caso mancano entrambe le condizioni.
Mancano le competenze e manca la malattia stessa. Dichiarazioni come queste inducono a credere il falso.
E’ infatti assolutamente importante sottolineare che l’omosessualità NON E’ UNA MALATTIA. L’omosessualità è una variante naturale del comportamento umano che comporta l’attrazione sentimentale e/o sessuale tra individui dello stesso sesso. L’Organizzazione Mondiale della Sanità già da 25 anni, ovvero dal 1990, l’ha eliminata dall’elenco delle malattie mentali, definendola per la prima volta, lo ribadiamo, “una variante naturale del comportamento umano”.
Condividiamo quanto già espresso dal Prof. Galeazzi circa il rischio di creare gravissimi danni psicologici a ragazzi e ragazze giovani in quanto messaggi del genere , soprattutto nei confronti delle persone più fragili della società possono causare gravissime conseguenze sugli stessi .
Ci teniamo, come associazione, a schierarci in maniera chiara e netta in quanto riteniamo che se vogliamo contribuire alla creazione di una società più giusta ed accogliente per tutti, comportamenti come questi debbano essere stroncati sul nascere, in quanto creano solo solitudine e senso di inadeguatezza.
Nel 2015 non è accettabile che l’omosessualità venga paragonata all’alcolismo che invece è riconosciuto come malattia. Dal sito del Ministero della salute della Repubblica italiana infatti leggiamo quanto segue: L’alcolismo è una malattia cronica caratterizzata da alterazioni comportamentali, fisiche e psichiche causate dal consumo continuativo.
Paragonare questa malattia all’omosessualità è una truffa e noi, come associazione, ci battiamo contro ogni tipo di truffa”.
“Ognuno deve poter amare chi vuole senza essere discriminato”, di Gabriele Delmonte (Consigliere Regionale Lega Nord): “Non sono solito giudicare niente e nessuno, convinto che, sul piano personale tutti meritiamo lo stesso rispetto e che tutti abbiamo il sacrosanto diritto di vivere la nostra vita come meglio vogliamo purché sempre nel rispetto degli altri. Ora però faccio davvero fatica a tacere davanti a quello che sta accadendo a Reggio Emilia dove, a quanto si apprende dai giornali, l’associazione internazionale Courage si pone l’obiettivo di insegnare a guarire dall’omosessualità.
Sono senza parole. Nata nel 1980 a New York capillarmente diffusa dal Canada alla Gran Bretagna, dalle Filippine al Vietnam fino a giungere in Italia, l’associazione racchiude 125 circoli che funzionano come gruppi di auto aiuto. Ma aiuto per che cosa? Davvero nel 2015 c’è ancora qualcuno che paragona l’omosessualità a una qualsiasi dipendenza come ad esempio quella dall’alcol o dal gioco?
Scoprire poi che questa associazione sarebbe attiva in qualche modo in seno alla Chiesa, quella stessa Chiesa che si trova ora a celebrare il Giubileo della Misericordia ma che in qualche sua sfaccettatura sembra ancora ferma ai tempi bui dell’inquisizione, lascia a dir poco sbigottiti.
Ognuno nella propria camera da letto e nella propria vita deve poter amare chi vuole senza essere discriminato per questo. Forse chi si deve curare è qualcun’altro, magari per dipendenza da un certo bigottismo fortunatamente in via d’estinzione”.
“Reggio sia città aperta e inclusiva. Non c’è coraggio nell’oscurantismo”, di Silvia Prodi (Consigliera Regionale PD): “A Reggio Emilia si insedia Courage, associazione che basa le sue attività sulla negazione della scienza e della libertà di scelta. Un’associazione che considera malate persone perfettamente normali, promettendo loro di “guarirle” dall’omosessualità, in un alone di segretezza e anonimato, predicando l’astensione forzata e le teorie riparative. Un approccio coercitivo e dannoso dal punto di vista clinico ed esistenziale, come anche l’Ordine degli psicologi ha rilevato stigmatizzando questa visione. Prendiamo atto che ciò avviene a Reggio Emilia, terza sede in Italia, evidentemente privilegiata in ragione del sostegno che riceve localmente.
Crediamo opportuno ribadire, soprattutto nella Giornata internazionale dei diritti umani – ma in generale tutti i giorni – che non vi è nessun coraggio nel nascondere e condannare orientamenti sessuali differenti, nel diffondere teorie volte a mortificare le libertà di espressione e di vita, non vi è coraggio nell’oscurantismo.
Auspico che da parte delle istituzioni, come da parte della società civile, si ribadisca in ogni sede che la nostra dev’essere una città aperta, libera da stereotipi e censure, improntata ai valori della dignità umana e della laicità. Una città inclusiva, che coglie nell’evoluzione dei costumi e della società l’opportunità e il significato profondo di un’umanità in cammino, con coraggio e prospettiva, in piena libertà”.
Terapia tapioco per Courage e la Diocesi, dal Circolo Sel Loukanikos: La nostra città non può accogliere un’organizzazione che vuole curare gli omosessuali. Non deve, rispettando i principi di democrazia e libertà che uniscono la nostra collettività. L’apertura del centro Courage rappresenta un pericoloso fatto che va contrastato sul nascere. Le parole di padre Paul Check, direttore di Courage, svelano il pensiero malato (questo sì) di questo progetto:
“La Chiesa non disprezza il lavoro delle scienze psicologiche condotto secondo una corretta antropologia ma la parola “disordine” indica che qualche cosa è contraria alla natura umana. Perciò è sia giusto che caritatevole riflettere su ciò che potrebbe essere fatto per restaurare ciò che è andato perduto”.
Di perduto, in questo caso, c’è anche il buon nome della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla che scopriamo collaborare da più di un anno con Courage.
Il circolo sel Loukanikos si indigna ricordando che l’ omosessualità è stata tolta nel 1974 dal DSM (manuale diagnostico dei disturbi mentali) che elenca le psicopatologie. Inoltre l’ OMS (organizzazione mondiale della salute) il 17 maggio 1990 lo ha definito una variante naturale del comportamento umano.
È coraggioso colui che teme quel che deve temersi, e non teme quel che non deve temersi. (Lev Tolstoj)
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Sulla vicenda questa mattina era intervenuto Edoardo Tincani, portavoce del Vescovo Camisasca: “Il Vescovo conosce la realtà di “Courage” da un anno perché alcuni uomini con orientamento verso persone dello stesso sesso si sono a lui rivolti per essere aiutati a vivere nella preghiera, nella meditazione della Sacra Scrittura e nella castità.
“Courage” non intende essere una terapia riparativa e non chiede a nessuno di aderire a tali terapie. È un aiuto a vivere secondo quanto espresso dal Catechismo della Chiesa Cattolica e dalla Tradizione della Chiesa.
Circa il servizio pubblicato da “L’Espresso”, addolora che libere persone che si trovano a pregare siano violate così pesantemente nella loro privacy di cittadini italiani”.
Anche la deputata Maria Edera Spadoni è intervenuta “L’organizzazione facente capo alla Chiesa cattolica che si pone come obiettivo quello di curare i gay tramite la castità non fa altro che creare e alimentare una vera e propria discriminazione nel momento in cui l’essere omosessuali viene equiparato ad una terribile malattia dalla quale si può e si deve guarire”.
Una società che si definisce civile, deve attuare tutte quelle misure volte a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere.
L’arrivo di Courage nella nostra città non fa altro che una creare una violazione sistematica dei diritti fondamentali delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT). La risposta del portavoce reggiano dell’associazione -quando afferma che non può rilasciare interviste se non a televisioni e giornali cattolici- è davvero preoccupante”.
“Come si esprime il sindaco Vecchi a tal proposito? -conclude la parlamentare- La maggioranza non dovrebbe mobilitarsi e agire proteggendo i cittadini contro ogni forma di discriminazione? Rimanere in silenzio, in molti casi, significa approvare questa ingiustizia e difenderla in maniera attiva”.
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GiacomoHa ha ha… Il prete ti può aiutare….. Ha ha ha, forte questa. L’hanno detta a zeligh
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DanielaCourage, su, il courage ad esar couion. Ma che patetici. Se devono prendere il peggio dall’America almeno che vadano a fare in guru
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Luca Vecchi, Sindaco di Reggio EmiliaVecchi: “Reggio Emilia è da sempre in prima linea contro l’omofobia”
11 dic 2015Dovrebbe essere noto a chi sollecita risposte del Comune, soprattutto se siede in Parlamento o in Assemblea legislativa regionale, che una Amministrazione parla per atti, producendo fatti e tracciando una storia.
Atti e fatti del Comune di Reggio Emilia sul tema dei diritti, della lotta alle discriminazioni e contro l’omofobia testimoniano un impegno costante, continuativo e concreto in progetti e azioni che – sebbene non garantiscano sempre la visibilità mediatica che altri parrebbero avere adottato come bussola principale del loro agire – sono in campo tanto in questa consigliatura in città quanto in quelle passate, con i vari sindaci e le loro maggioranze che si sono succeduti alla guida di Reggio.
A chi ci chiede con politicismo alquanto strumentale di dire una parola sull’associazione Courage è bene dunque rispondere con la realtà, fattuale ma anche politica, che ha portato Reggio Emilia nel corso dei decenni ad essere uno degli avamposti più avanzati della difesa dei diritti civili. E ciò grazie all’incontro e al dialogo tra le principali culture politiche democratiche che hanno caratterizzato la storia politica e amministrativa della città.
L’Amministrazione comunale a Reggio è parte attiva e promotrice del tavolo interistituzionale contro l’omofobia. Sarebbe sufficiente scorrere le pagine di questi mesi per verificare come qui, e non altrove, siano stati trascritti i matrimoni gay contratti all’estero. O prestare un minimo di attenzione all’attività di Arcigay, con cui il Comune ha da tempo una convenzione per sviluppare un’attività culturale e di educazione che mira al contrasto della violenza di genere e di qualsiasi tipo di violenza, contro le discriminazioni e per una convivenza che sia costruita su basi di pari dignità. Questo per citare solo alcuni fra i tanti atti e fatti, per stare sul pezzo.
Non risulta altrettanta prontezza da parte dei parlamentari a 5 Stelle nel condannare gli insulti omofobi di Grillo a Vendola in piazza, né – men che meno – si segnalano interventi di Consiglieri regionali della Lega nord contro le discriminazioni.
I cittadini che sono toccati da forme odiose di ghettizzazione, le loro famiglie e i loro amici, chi vive davvero sulla propria pelle la ferita di non essere accettato – o peggio ancora di essere paragonato a un alcolizzato o a un soggetto affetto da dipendenze – sa d’altronde distinguere molto bene prese di posizione estemporanee dal lavoro paziente, spesso nell’ombra, faticoso e mai concluso una volta per tutte per costruire una società di persone che laicamente si riconoscano portatrici di diritti e di eguali opportunità.
Un lavoro nel quale il Comune di Reggio Emilia è in prima linea oggi come dieci anni fa e che auspichiamo possa vedere sempre più persone coinvolte e attive, 365 giorni l’anno.
D’altronde, come diceva Harvey Milk: “Per noi non si tratta di obiettivi personali o di vittorie, stiamo cercando di cambiare la nostra vita”, come comunità, mi piace aggiungere.
Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia
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giadocontiSIg. sindaco, perché non si occupa con lo stesso “interesse” ai reali problemi della città che DOVREBBE amministrare? Invece di blaterare sempre a favore degli omosex, degli zingari, dei neri provi a mettere lo stesso impegno alla risoluzione delle buche stradali, dell’illuminazione, del degrado del centro storico (grazie agli invasori), alla pulizia delle strade. Come il suo degno predecessore preferisce interessarsi di cose che ai cittadini non servono, ma che a voi politicanti sono molto utili in occasione di elezioni. Pessime feste
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stefanoMa scusate, ma se alcune persone vogliono liberamente partecipare ad una serie di incontri che li possono aiutare come coppia a voi che fastidio da???
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amaroCi preme far sapere al vescovo, che è presente ed attiva a Reggio Emilia l’ organizzazione laica “Open your mind, improve your soul” che si occupa di curare il fanatismo religioso cattolico, oscurantista e bigotto, che tanto affligge la nostra società. “Open your mind, improve your soul” non intende essere una terapia riparativa e non chiede a nessuno di aderire a tali terapie, ma si prefigge lo scopo di essere un valido aiuto per ogni buon cristiano, a vivere secondo il genuino messaggio originale di pace amore e fratellanza di Gesù Cristo.
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PierpaoloDopo Roma e Torino, figurati se i cretini ignoranti non sbarcavano anche a Reggio
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K.K.K.vorrei ricordare al “mondo politico” (che in Italia è dittatura) , di ascoltare anche gli italiani normali. Vorrei che i politici sinistronzi si interessassero maggiormente ai problemi della gente che ha la “SFIGA” di non avere l’handicap dell’omosessualità. Fra questi ci sono anche molti coglioni che li votano. Ricordatevelo, politicantucoli
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amaroK.K.K., l’ omosessualità non è più handicap di quanto lo possa essere l’omofobia. L’ unica differenza è che l’ omosessuale non sceglie di essere omosessuale, l’ omofobico invece sceglie di essere omofobico.
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Antitrinarix x Amaro che non ha sceltoHai ragione a lamentarti del mondo omofobico, però ammetti che a te nessuno mai ha rinfacciato la tua libera condizione di nascita. Non hai scelto, è la tua natura, dove sta il problema???
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amaroAntitrinarix, qualcuno una volta disse “Meglio fascista che frocio”. Forse, mentre lo diceva, aveva rimosso la viltà del nonno morto appeso ad una pensilina. L’ umanità intera può rinfacciarvi la vostra scelta omofobica.
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Collettivo Variabile Indipendente, Laboratorio AQ16, Casa Bettola, Città MigranteOmosessualmente guarito? Quando la paura viene chiamata “coraggio”
20 dic 2015Sabato pomeriggio a partire dalle 16:30 si è svolto anche a Reggio Emilia un flash mob organizzato da #seicomesei, gruppo di cittadini/e nato dal web che si sono mobilitati per la salvaguardia della libertà di essere, per l’autodeterminazione e contro l’omofobia.
Pubblichiamo di seguito l’intervento di Collettivo Variabile Indipendente, Laboratorio AQ16, Casa Bettola, Città Migrante.
“Pochi giorni fa, il 10 dicembre, abbiamo appreso dai giornali dell’apertura di un nuovo centro “Courage” a Reggio Emilia. Un centro, gestito da preti e comunità ultracattoliche, che propone una via per curare l’omosessualità attraverso la castità, per arrivare a riscoprire se stess* zittendo la propria affettività omosessuale. Scienza e medicina sono bandite, è un prete colui che tira le redini.
La curia, ovviamente, non ha perso l’occasione per schierarsi a favore di tale proposta. D’altra parte a cosa dovrebbe pensare tutto il giorno il ciellino Camisasca se non a gay e lesbiche?
Come collettivo riteniamo ridicolo che oggi certe realtà, possano avere presa sul territorio reggiano, da sempre terra dalle forti tradizioni solidali. Gruppi di stampo integralista come “Courage” allontanano l’essere umano da se stesso, così come dal proprio benessere. Invece di lavorare sulla propria omofobia interiorizzata, la si asseconda. L’essere umano allora, per cancellare la propria vergogna, la propria omosessualità, comincia a costruirsi una nuova identità basata sulla vergogna stessa, definendosi non più come gay, lesbica, ma come omosessuale guarito.
Ecco allora che il resto della sua esistenza diventa tutta quanta una conseguenza della propria sessualità negata. L’omosessualità allora non è più relegata a problema, ma diventa problema fondante per raggiungere il divino. Dell’omofobia interiorizzata guai a parlarne, è decisamente meglio negare un piacere della carne -sperimentando la fatica della tentazione- piuttosto che scoprirsi, mettersi a nudo e prendere in mano le proprie paure. E non c’è peggiore paura di quella scatenata da ciò che proviamo intimamente.
Ogni gruppo come “Courage”, o come quello delle “Sentinelle in piedi”, propone false soluzioni, poiché ciò che offre è una lettura distorta della realtà. Si tratta l’omosessualità come un problema, mentre il vero problema è l’accettazione di sé. È talmente tanta la paura, dell’omosessuale stesso e del suo “guaritore”, che l’unico modo che si ha per incanalarla è attraverso la negazione e il rifiuto della realtà.
Centri come “Courage” a Reggio Emilia non ne vogliamo, perché rifiutiamo la violenza promossa da tali fanatismi. Ci siamo battut* e ci battiamo affinché le “Sentinelle in piedi” non attraversino più le nostre piazze diffondendo, immobili, il loro odio silente. E proprio per esserci contrappost*, nella loro prima uscita pubblica in P.zza Prampolini, al silenzio moralista di chi ci reputa malat*, contagios*, abbiamo ricevuto 10 denunce. Ma questi provvedimenti non ci intimidiscono. Ci opporremo quindi allo stesso modo anche a questo centro patologizzante, per la libertà di essere di tutt*.
Ora più che mai non abbiamo bisogno di far aumentare le psicosi e le xenofobie.
Centri come “Courage” a Reggio Emilia non ne vogliamo e vogliamo che chiudano in qualsiasi parte del mondo, perché transessualità, bisessualità e omosessualità non sono malattie, ma realtà che ognun* può decidere di vivere.
Centri come “Courage” li vogliamo vedere a porte sbarrate, ovunque, perché ci deve essere un limite tra libertà d’espressione e incitazione all’odio verso se stess* e gli/le altr*. Perché per qualcuno è l’espressione del diritto di parola e di azione, ma per chi lo vive sulla propria pelle è un rigurgito totale di sé.
In una cosa però hanno visto lungo: “coraggio” è la parola giusta. Perché ce ne vuole parecchio di coraggio per appartenere ad una setta del genere.
Le denunce ricevute non ci fermeranno dall’agire per un futuro di diritti per tutt* “.
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amaroGiado, i culattoni e le lesbiche, come lei li definisce, sono sicuramente persone sane e sono stati anch’ essi bambini. Di sicuro non sono malati. Malato è colui/colei che non accetta la propria sessualità, la reprime e la nega e che tenta di uniformarsi agli altri per non sentirsi diverso, escluso, emarginato, discriminato. O semplicemente doversi vedere imporre leggi da chi la pensa in maniera diversa. Un bacio etero dato in pubblico davanti a bambini, non è meno scandaloso di un bacio omosex: dipende con quali occhi si guarda quel bacio. Provi ad ascoltare le reazioni dei bambini, sicuramente imparerà tante cose che fino ad ora le sono sfuggite.
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amaroLa domanda sorge spontanea: quale è la posizione ma soprattutto come si comportano Chiesa Cattolica e Courage nei confronti di tutti coloro che soffrono e vivono male la propria eteressualitá? È forse previsto un analogo sostegno morale per tutti coloro che hanno finto di essere eterosessuali? Le finalità e gki obiettivi di Chirsa Cattolica e Courage, sono realmente la felicità del’ individuo, oppure tengono solo alla autorefenzialitá delleproprie tesi?
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Collettivo Variabile Indipendente Reggio Emilia e FAI“Gay, lesbiche, bisessuali, transessuali dallo sterminio nazista ai giorni d’oggi”
In occasione del giorno della memoria, Collettivo Variabile Indipendente Reggio Emilia e FAI (Federazione Anarchica reggiana) hanno organizzato per sabato 23 gennaio alle ore 17.30, presso il Circolo Anarchico Berneri -via Don Minzoni 1/d- un incontro aperto al pubblico al fine di “recuperare e cercare di far conoscere la memoria di tutte quelle categorie di persone, discriminate e sottoposte a sterminio durante il periodo nazista, la cui oppressione e marginalizzazione è continuata anche in seguito”.Sabato 23 gennaio verrà approfondito il tema della discriminazione (“che ha portato anche allo sterminio durante il nazi-fascimo”) subita da chi esprimeva ed esprime una sessualità “non corrispondente alla norma imposte dai regimi totalitari, ma anche dalle democrazie” specificano gli organizzatori.
“Discriminazioni che vanno avanti anche al giorno d’oggi; discriminazioni su cui è strutturalmente fondata la nostra società eteronormativa”.
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K.K.K.Vergognatevi
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Andrea Capelli per il Gruppo PDADESIONE DEL GRUPPO CONSIGLIARE PD ALLA MANIFESTAZIONE “SVEGLIA Reggio Emilia - È ORA DI ESSERE CIVILI”
Spett.le ArciGay Reggio Emilia,
e, p.c., agli organi di stampa reggianiDesideriamo ringraziare gli organizzatori della manifestazione di Sabato 23 Gennaio e comunicare l’adesione e la partecipazione da parte del Gruppo Consigliare del Partito Democratico del Comune di Reggio Emilia.
Non più tardi di Lunedì scorso infatti abbiamo portato in consiglio comunale un corposo documento che è stato approvato da diversi gruppi dal titolo “Contro ogni forma di discriminazione e di violenza, in particolare quelle basate su genere e orientamento sessuale, per una estensione dei diritti civili. Per una corretta informazione sull’art. 16 della L.107/2015”.
La nostra posizione, maturata a seguito di approfondite discussioni, non può non vederci aderire e manifestare all’appuntamento “#SvegliaItalia – è ora di essere civile” che anche a Reggio Emilia vedrà scendere in piazza tutti quei cittadini e tutte quelle cittadine che ritengono improcrastinabile l’approvazione di una legge che riconosca i diritti civili da troppo tempo negati ad un numero importante di persone e che ne ledono la dignità e il pieno riconoscimento del principio di uguaglianza.
Abbiamo infatti letto l’appello degli organizzatori e con la nostra adesione e partecipazione convinta condividiamo il necessario sostegno al DDL Cirinnà che si accinge ad essere discusso in Senato.Dott. Andrea Capelli
Capogruppo PD in Consiglio Comunale -

Socialisti reggianiI socialisti reggiani,da sempre in prima linea per i diritti delle persone,
aderiscono con convinzione alla manifestazione #SVEGLIAITALIA
di sabato 23 gennaio alle ore 16 in piazza Martiri del 7 luglio a Reggio,
per l’approvazione al più presto nel nostro Paese
di una legge di stampo europeo a tutela delle unioni civili,
il riconosciamento dei diritti di reciproca assistenza
e la possibilità di adozione del fglio biologico di un membro
della coppia da parte dell’altro componente.
Anche in Italia come in tutta l’Europa , i socialisti
ritengono occorra finalmente garantire tutele e diritti
senza discriminazioni a tutti i cittadini.
Nell’anno del Giubileo della misericordia,se fosse in Parlamento italiano,
crediamo che anche Papa Francesco voterebbe
per la buona legge a favore delle unioni civili.Roberto Pierfederici e Gianluca Soliani (segretario comunale Psi Reggio) (segretario provinciale Psi Reggio)
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Cgil Reggio EmiliaLA CGIL ADERISCE ALLE MANIFESTAZIONI A SOSTEGNO DELLE UNIONI CIVILI SABATO 23 GENNAIO: #SVEGLIATITALIA
La Cgil aderisce ai presidi e alle manifestazioni che si svolgeranno sabato 23 gennaio in tutta Italia a sostegno dell’approvazione del Ddl Cirinnà sulle Unioni Civili, calendarizzato per la discussione in aula al Senato nella giornata di giovedì 28 gennaio.
Anche a Reggio Emilia si svolgerà un flash mob alle ore 16:00 alle ore 19:00 in piazza Martiri del 7 Luglio con lo slogan “E’ ora di essere civili. #svegliatitalia. Fai il primo passo verso l’uguaglianza”.
La Camera del Lavoro aderisce al flash mob promosso da Arcigay e dalle associazioni per i diritti delle persone lgbt, e invita tutti a partecipare.
La Cgil sarà presente nelle piazze italiane e invita ad esserci coloro che si battono per uno Stato laico, per i diritti di tutte le persone e per una civile convivenza. Dalle tante piazze italiane sarà rivolto un appello a Governo e Parlamento affinché si legiferi per il riconoscimento di dignità e di diritti anche a gay, lesbiche e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese, alle loro famiglie, ai loro figli e figlie, come da tempo accade nel contesto europeo e internazionale.
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Partito Democratico Reggio EmiliaIL PD ADERISCE A ‘SVEGLIATI ITALIA, E’ ORA DI ESSERE CIVILI’ SABATO 23 GENNAIO: UNA GIORNATA PER LE UNIONI CIVILI
Il PD Provinciale, insieme ai Giovani Democratici e al PD cittadino di Reggio Emilia, aderisce convintamente alla mobilitazione nazionale di sabato 23 gennaio alle 16 in Piazza Martiri del 7 luglio ‘Svegliati Italia. E’ ora di essere civili’, sul tema delle Unioni civili,.
Da sempre in prima linea per la lotta contro le discriminazioni ed in difesa dei diritti, sabato ci saremo.
A fianco di tante cittadine e cittadini, insieme alle Associazioni Lgbt e alle famiglie Arcobaleno che hanno promosso l’iniziativa a sostegno del Disegno di legge della senatrice PD Cirinnà per sostenere un provvedimento importantissimo, sensibilizzare le persone e scuotere le coscienze, in vista della fase conclusiva dell’iter della legge.
Sempre nella giornata di sabato la segreteria provinciale di Andrea Costa approfondisce il tema del ddl insieme a Vanna Iori e Marco Scarpati, relatori di un incontro a cui parteciperanno i parlamentari Gandolfi e Pignedoli, i membri del Direttivo e dell’assemblea provinciale Pd con i segretari di circolo. L’iniziativa è aperta ai circoli PD e a chiunque sia interessato. La Legge sulle Unioni civili, punto fondamentale nel programma di Governo del PD, riguarda le unioni fra persone dello stesso sesso e le convivenze ‘di fatto’ ed è estremamente urgente. Andrà finalmente a colmare un vuoto normativo per cui l’Italia è stata condannata dalla Corte europea per i diritti dell’uomo per il mancato riconoscimento di diritti civili e sociali,che hanno strettamente a che fare con progetti di vita e di amore delle persone.La società attuale da questo punto di vista è stata ed è molto più avanti del legislatore.
Estendere, grazie a questa importantissima legge, diritti e tutele alle coppie e ai loro figli vuole dire superare discriminazioni e disuguaglianze del tutto inaccettabili. L’unione civile determinerà più tutele per i genitori (possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero/gravi problemi di salute, assistenza reciproca in caso di malattia, diritto di eredità sui beni del partner, possibilità di subentro nei contratti, reversibilità della pensione, condivisione di obblighi e diritti del nucleo familiare, ecc.); e soprattutto per i minori: i figli potranno attraverso la cosiddetta ‘stepchild adoption’ essere adottati dal partner del genitore naturale, con un’assunzione di doveri precisi che l’affido non garantirebbe mai allo stesso modo.
La politica è chiamata oggi a sanare questa situazione per migliorare la vita delle cittadine e dei cittadini di oggi e di domani.Per questo motivo invitiamo tutti a partecipare a quella che è una grande battaglia di libertà e di civiltà, che riguarda tutti al di là delle appartenenze politiche.
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giadocontiFiguriamoci se non né approfittavano per farsi notare. Sinistronzi
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RnWFamiglie arcobaleno in piazza. A pochi metri la famiglia spiegata dal Vescovo Camisasca
23 Gen 2016Si è svolta nel pomeriggio in piazza Martiri del 7 Luglio la manifestazione promossa da ArciGay “Svegliati Italia, è l’ora di essere civili”.
Qualche centinaio di persone hanno manifestato per sostenere la battaglia per l’uguaglianza in materia di diritti, in vista della discussione al Senato “Parliamo di un valore, cioè dell’uguaglianza di tutti e tutte, e del diritto di vivere in uno Stato laico”, hanno detto gli organizzatori.
gaylesbA pochi metri, nell’aula dell’Università di Modena e Reggio, il Vescovo Massimo Camisasca, durante l’incontro con i giornalisti per il Santo patrono ha ricordato il significato della famiglia: “Sono profondamente convinto che parlare della famiglia non sia un discorso che guarda al passato, ma piuttosto al futuro.
La famiglia intesa come incontro tra l’uomo e la donna che si assumono la responsabilità reciproca di portare assieme i pesi e le scoperte dell’esistenza, aperti alla possibilità della generazione e dell’educazione dei figli. La nostra Europa ha bisogno della famiglia. Le nostre società hanno bisogno della famiglia. Hanno bisogno di luoghi in cui i bambini possano nascere, trovare un padre e una madre, essere da loro introdotti alla vita e alla maturità. Equiparare la famiglia ad altre forme di relazioni affettive che, dico ad alta voce, tutte rispetto, non è un bene. Non sto parlando semplicemente di una prospettiva ecclesiale. Sto parlando di un bene per l’intera società e per il futuro dei nostri popoli”.
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Cosimo Pederzoli, Coordinatore Circolo Sel LoukanikosDalla parrocchia di Baragalla e Rivalta sostegno ad Alfano (NCD). Insorge SEL e chiede chiarimenti
“Firma la nostra petizione, indirizzata ad Alfano e al Nuovo Centro Destra con la richiesta di rimanere nel governo Renzi solo se il ddl Cirinnà sarà ritirato. È il momento di mettere in campo un altro piccolo sforzo (forse quello decisivo) per fermare le unioni civili e riaffermare il valore della famiglia naturale e il diritto di ogni bambino a una mamma e un papà”.
Questo è l’appello arrivato via mail a migliaia di reggiani da parte della Parrocchia di San Lorenzo (Baragalla) e Rivalta, della stessa Unità pastorale che comprende anche Coviolo. (clicca qui per continuare a leggere)
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K.K.K.questa è la loro tolleranza
Sempre più dimostrate la vostra intolleranza e la vostra totale mancanza di democrazia (e anche di intelligenza) Siete gay? Cavoli vostri! Non cercate, però, sostegno da chi non lo è o non è abbastanza maturo per mandarvi a quel paese. SINISTRONZI
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famigliaSono di un altra parrocchia!
Ma i chiarimenti li chiediamo noi!
Avete cercato,invano,di sostenere che
- Dio era l’oppio dei popoli
-la Russia Sovietica era il Paradso in terra
Avete voluto far credere che difendevate
-i lavoratori dal capitale
-le donne dallo sfruttamento
Per far questo avete sostenuto che bisognava sottrarre i figli alla famiglia naturale
… e ora volete darli ad una unione innaturale..
LA MENZOGNA CONTINUA -

K.K.K.Una cosa risulta lampante: per i sinistri, l’unica cosa da fare per diventare un paese civile è essere tutti f….. e lesbiche. Non frega niente a questi SINISTRONZI se molti pensionati ITALIANI, muoiono di fame. Non interessa che famiglie ITALIANE debbano vivere in un’auto (o sotto un ponte). L’importante per questi è favorire i gay e gli invasori.
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Yuri Torri (Sel)Studenti di Correggio a convegno pro famiglia tradizionale, Torri (SEL): “Regione chiarisca”
La partecipazione a Correggio (Re) nei giorni scorsi, in orario scolastico, di una settantina di studenti dei licei Corso e Einaudi al convegno organizzato dal circolo culturale Pier Giorgio Frassati e dal movimento Pro Vita, “necessita di chiarimenti”. (Clicca qui per continuare a leggere)
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Gabriele Delmonte (Lega Nord)Incontro studenti a Correggio su famiglia, Delmonte (LN): “Da Sel solo strumentalizzazione”
“Se la gara è a chi la spara più grossa non partecipiamo. Se, invece, le accuse mosse all’incontro organizzato a Correggio dal Circolo Culturale Pier Giorgio Frassati a difesa della famiglia tradizionale, sono vere, beh, allora ci schieriamo apertamente al fianco degli organizzatori della manifestazione”. (clicca qui per continuare a leggere)
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