Questo argomento contiene 5 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da
Alessandro Fontanesi (Partito Comunista d’Italia) 6 mesi, 3 settimane fa.
-
AutoreArticoli
-

MelissaSarò di poche parole. Non capisco perchè un pischello come Matteo Renzi e tutti i suoi sciaquini vogliano picconare una Costituzione che ci invidiano in tutto il mondo. Sono preoccupata per il nostro paese, in mano a gente mediocre che distrugge anzichè costruire.
-

Alessandro Fontanesi (Partito Comunista d’Italia)
Il Governo Renzi e gli sciacalli della Costituzione
22 set 2015Vediamo di fare un minimo di chiarezza in merito alla riforma dell’attuale Senato, dichiaratamente finalizzata al superamento del cosiddetto bicameralismo perfetto e perseguita con grande determinazione dal governo Renzi, all’insegna di quel fare, enfatizzato spesso a sproposito, come tratto distintivo del proprio operato, ma che è evidente quanto prescinde invece dal merito, sicuramente dai bisogni reali della gran parte della popolazione.
Anche se non viene quasi mai sottolineato dagli organi di stampa e di informazione, la questione è ormai ridotta alle sole modalità di elezione dei pochi senatori che resteranno, con compiti assai discutibili e come riscontrato da diversi costituzionalisti, tali da giustificare più di un dubbio circa la loro utilità. Su tale questione, come vediamo da settimane, si scontrano maggioranza e minoranza del PD, forze di governo e di opposizione, prospettando i possibili scenari al momento del voto in aula.
La questione della eleggibilità o meno del nuovo Senato della Repubblica è ovviamente importante, ma non è quella decisiva, la posizione di chi la sostiene, in particolare la minoranza PD, merita attenzione, ma è parecchio tardiva e qualora si affermasse, non cambierebbe la questione di fondo.
Il rischio è quello di guardare al dito e non alla luna.
La riforma che si prospetta è profondamente sbagliata, il suo rapporto, ineludibile, con la nuova legge elettorale, il cosiddetto Italicum, recentemente approvata dal Parlamento e che entrerà in vigore il 1 Luglio 2016, è tale da prefigurare un assetto dei poteri nel nostro Paese assai preoccupante, da uomo solo al comando.
E’ evidente il sussistere in Italia di una questione democratica ed è questo il nodo che va affrontato. Tale riforma è sbagliata, oltre nel merito per le ragioni sottolineate, lo è certamente anche e soprattutto sul piano del metodo, perché pur non essendo anti costituzionale, è perseguita a colpi di maggioranza, peraltro risicata, con buona pace di quel “le regole del gioco vanno definite assieme” strumentalmente agitato come un feticcio da Renzi e quasi quotidianamente dalla “ministrina” Boschi.Col cosiddetto “Patto del Nazareno” vi era la condivisione anche del centrodestra nella spartizione della “torta”, oggi venuta meno per ragioni perlopiù di opportunismo, tuttavia altro non evidenzia la pervicace volontà di esautorare il Parlamento delle proprie prerogative, attraverso un approccio palese nella gestione dell’attuale governo che ha già fatto ricorso a 43 voti di fiducia.
Le modifiche proposte alla Costituzione, alla forma dello Stato attraverso la modifica del Senato, il tutto sommato al venire meno delle Province specie dal punto di vista eleggibilità dei loro esponenti da parte dei cittadini, non possono quindi che preoccupare.
Il rapporto tra esse e la legge elettorale, affermatasi in fretta e furia quale risposta alla sentenza della Corte Costituzionale in merito al cosiddetto” Porcellum”, una legge con palesi contraddizioni, per molti osservatori anch’essa a rischio di incostituzionalità, è tale da prefigurare l’uscita dalla democrazia costituzionale.
costituzioneLocandinaLa legge elettorale in questione è pessima, peggiore della stessa “legge truffa” di antica memoria, perché altera la composizione della rappresentanza democratica, la funzione rappresentativa dell’assemblea parlamentare. La soglia del 40% per l’attribuzione del premio di maggioranza significa che il 60% dei voti andati ad altri contano assai meno. In caso di ballottaggio tra le due liste che non hanno raggiunto tale quorum, ma che hanno preso più voti al primo turno, il premio di maggioranza è assegnato indipendentemente dalla soglia raggiunta, il che significa che chi vince, anche con pochi voti, si prende tutto: Camera dei Deputati, Governo, Istituzioni, Organi di garanzia ( Il Presidente della Repubblica, ad esempio, è eletto dal Parlamento).
Si esce in tal modo dall’assetto democratico previsto dalla Costituzione, si prospetta un accentramento di poteri tale da inficiare qualsiasi mediazione, un uomo solo è al comando.
Siamo di fronte ad un cambiamento profondo, senza precedenti nella storia recente del nostro Paese, ad opera di un Parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata illegittima.
Ciò che è accaduto, che si prospetta, non è casuale, è parte di un processo che viene da lontano, che ha progressivamente messo in discussione i principi costituzionali, i diritti sanciti, gli equilibri tra i poteri dello Stato, in nome di una governabilità sempre più funzionale ad affermare le politiche antipopolari da tempo in atto, in altre parole gli interessi di pochi a scapito dei tanti. Che a seguito di tale riforma il governo Renzi si attenda dall’Europa un allentamento dei vincoli finanziari vigenti, funzionale a coprire parte dei costi di quanto dallo stesso prospettato attraverso la legge di stabilità, dice molto del senso, del carattere antidemocratico del processo di unione europea affermatosi, della subalternità dello stesso a tali politiche, altro che cambiare verso!
Il governo Renzi continua ad ammantare di sinistra ciò che in realtà è di destra, prospetta una realtà che poco o nulla ha a che vedere con la Costituzione antifascista nata dalla Resistenza, ma è incontrovertibile che nella disputa per il nuovo Senato, non c’è più nulla che ha a che vedere con la democrazia prospettata dai padri costituenti, men che meno con le necessità dei cittadini, ma soltanto la bramosia di spartirsi poltrone e poltroncine, incarichi e sotto incarichi, al momento in cui l’attuale classe politica deciderà di convolare a nuove elezioni con la nuova legge elettorale.
Se esistesse ancora un minimo di vergogna, questo sarebbe sicuramente il quadro ideale per connotarla.
Alessandro Fontanesi, Segretario provinciale Partito Comunista d’Italia
-

KatiusciaBravo Fontanesi!! I nostri costituzionalisti si stanno rivoltando nella tomba vedendo lo sciempio che stanno facendo i nostri politicanti al governo.
-

JenkoScusi Fontanesi, non pensa che una costituzione fatta circa un secolo fa sia un tantino datata? I tempi cambiano, le cose cambiano, la società cambia. Non si può rimanere sempre indietro.
-
bertocchi giovanniRicordiamoci che ,senza i 2/3 di voti,alle camere, verrà indetto un referendum confermativo(2016 ottobre circa).Allora si che si vedrà se gli italiani avranno voglia dell’uomo solo al comando.E che Dio vi dia la saggezza di riapondere NO,grande come una casa:ohh nella testa ,non sulla scheda,altimenti viene annullata
-

Alessandro Fontanesi (Partito Comunista d’Italia)
Presidio per la difesa della Costituzione
03 ott 2015Si è svolto nonostante un’intensa pioggia, il presidio in difesa della Costituzione, di fronte alla Prefettura di Reggio Emilia.
Per circa due ore, un centinaio di cittadini con le bandiere delle associazioni, dei partiti e delle categorie della CGIL, hanno animato il presidio, prendendo la parola, grazie all’impianto audio messo a disposizione dalla stessa Cgil, accendendo l’attenzione lungo Corso Garibaldi.
Ne è uscita la preoccupazione che attraversa larga parte della popolazione, per le frettolose ed improvvide modifiche che un governo ed un Parlamento di nominati, con una legge elettorale non costituzionale, stanno apportando alla Costituzione, stravolgendo l’assetto democratico della nostra Repubblica pensato e voluto dai padri costituenti.
Una piccola delegazione rappresentativa del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, composto da Rina Zardetto, Giancarlo Ruggeri, Salvatore Coda, Matteo Alberini e Alessandro Fontanesi è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto della Prefettura, Giorgio Orrù, al quale sono state portate le istanze dei cittadini proprio in merito a queste “riforme” che nulla hanno a che vedere con i bisogni dei cittadini stessi ed al quale è stato consegnato un documento ufficiale redatto e firmato dai presenti, dove sono chiarite le motivazioni del presidio, che è solo il primo passo della mobilitazione per la difesa della Costituzione antifascista nata dalla Resistenza.
Alessandro Fontanesi, Segretario provinciale PARTITO COMUNISTA d’ITALIA
-
AutoreArticoli
