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Umberto Gianferrari 6 mesi, 2 settimane fa.
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Coldiretti
Allarme Coldiretti: “A Castelnovo Monti danni provocati dalle aggressioni dei lupi”
24 ago 2015È della notte scorsa l’aggressione da parte di un branco di lupi o cani inselvatichiti, non meglio identificati, di alcuni animali allevati all’aperto e custoditi nei recinti di un’azienda agricola nei pressi di Castelnovo ne’ Monti. A dare l’allarme è Coldiretti Reggio Emilia che esprime il timore per una situazione pericolosa che se gestita adeguatamente sin dal suo esordio potrà essere contenuta e limitata nei danni.
Un branco di lupi ha sbranato 6 daini allevati all’interno di un apposito recinto da un’azienda agricola in località Gnana e inseguito una mandria di manze allevate all’aperto; una della quali si è ferita gravemente tanto da costringerne l’abbattimento.
«Molte aziende agricole di montagna si sono strutturate per tenere i bovini all’aperto investendo, come scelta per il loro futuro, su un’agricoltura a minor impatto ambientale, sul miglioramento del benessere animale e della qualità delle produzioni e sulla valorizzazione delle aree a pascolo – commenta Assuero Zampini, direttore della Coldiretti reggiana. Ora le aziende si trovano costrette a riportare le bovine all’interno delle strutture per paura di subire altri attacchi».
«Servono dei provvedimenti urgenti – commenta Giuliano Guglielmi, produttore che ha subito l’ultimo attacco – perché conviviamo tutte le notti con questi branchi nei cortili. Le persone della mia zona di notte non escono perché hanno paura per la loro incolumità e non solo quella dei propri animali. Oltre a fronteggiare il danno diretto subito dalle aggressioni, che si può stimare tra i 2000 e i 2500 euro, ora mi trovo anche a dover gestire i costi di una riorganizzazione dell’allevamento con il mantenimento in stalla delle manze, valutabile in alcune migliaia di euro».
La situazione pericolosa allarma e preoccupa anche chi frequenta i boschi della zona per raccogliere castagne o funghi mettendo a rischio la tenuta dell’area boschiva con provocando abbandono e degrado.
«Solitamente l’attacco di un lupo è occasionale e sporadico – continua con preoccupazione Guglielmi – e raramente avviene così a ridosso di area abitate. Queste scorribande che continuano ogni notte già da diverse settimane ci lasciano perplessi sulla natura degli animali coinvolti e ci fanno temere il peggio per il prossimo futuro delle nostre aziende e del nostro territorio. Il lupo infatti ha un capacità riproduttiva elevata e non ha un predatore naturale». -

RnW
Attacchi lupi, in Emilia Romagna uccise 300 pecore
25 ago 2015Oltre ai cinghiali ci si mettono anche i lupi. Mentre i primi devastano le campagne e mettono a rischio la vita delle persone sulle strade, i secondi attaccano gli allevamenti, soprattutto quelli di pecore e capre. Lo sottolinea Coldiretti Emilia Romagna alla luce dei recenti attacchi di lupi e canidi ad allevamenti in alta Val Samoggia, in provincia di Bologna, e nell’Appennino reggiano. Secondo le stime di Coldiretti regionale nel 2014 in Emilia Romagna sono state uccise almeno 300 pecore e capre, mettendo a rischio la presenza e il lavoro dell’uomo in molte aree interne della regione, con attacchi che riguardano per il 90% i capi delle circa mille aziende che allevano ovicaprini.
Agli animali uccisi si aggiungono – precisa Coldiretti Emilia Romagna – i danni indotti dallo spavento e dallo stato di stress provocato dagli assalti, con ridotta produzione di latte e aborti negli animali sopravvissuti. La presenza di branchi di lupi e canidi sta scoraggiando in molte aree l’attività di allevamento che costituisce una risorsa fondamentale soprattutto per l’economia montana e rappresenta anche un modo per valorizzare il territorio e le tradizioni culturali che lo caratterizzano. Con il ritorno del lupo, il lavoro dei pastori è però notevolmente cambiato divenendo – continua Coldiretti regionale – sempre più complesso e oneroso e stravolgendo le abitudini di una pratica storica.Non è infatti più possibile lasciare gli animali allo stato brado, impiegando il tempo in tutte le altre attività che caratterizzano il lavoro in montagna, dalla lavorazione del latte alla fienagione. Negli ultimi anni si è infatti reso necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie, al fine di proteggerle da attacchi di lupi e cani randagi poiché recinzioni e cani da pastori spesso non sono stati sufficienti per scongiurare il pericolo.
La Regione Emilia Romagna sul fronte dei danni – ricorda Coldiretti regionale – è intervenuta con i finanziamenti per la prevenzione e con il risarcimento anche per i canidi oltre che per i lupi. Ma ora è necessario lavorare sulla prevenzione attiva, perché non è più tollerabile che un’attività d’impresa sia tenuta continuamente sotto scacco.Occorrerà intervenire decisamente per eliminare la presenza e la diffusione dei canidi e salvare il reddito degli allevatori nonché salvaguardare il patrimonio di biodiversità rappresentato dal lupo (specie canis lupus) del nostro Appennino, che, sia detto per inciso, ha tra le sue prede principali i cinghiali più che le pecore. Secondo Coldiretti è necessario cominciare ad operare sul fronte indicato da Ispra (istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per evitare l’estinzione della specie lupo e cioè mettere in piedi rapidamente misure per la cattura e la sterilizzazione dei capi non appartenenti alla specie canis lupus e, nel caso questo non fosse possibile, bisognerà pensare anche di portare la raccomandazione dell’Unione europea di salvaguardare prioritariamente il lupo fino all’estrema conseguenza dell’abbattimento degli ibridi.
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Umberto Gianferrari
Un branco di lupi ha sbranato 3 pony
30 set 2015Lo ripetevo anche recentemente ad un convegno , tenutosi a Carpineti, dal Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato : il lupo e’ animale straordinario ( Ossia, fuori dall’ordinario!)Ne sono ancora convint!
Il bellissimo esemplare della foto, è stato da me immortalato qui a Castelnovo nè Monti ( loc. Frascaro e si trovava a circa 100 m dalle case.
Ma trattasi di superpredatore “ ingombrante “, difficile da gestire, affinchè quella presenza non interferisca pesantemente con le attività dell’uomo.
Ricevo ora una telefonata in cui mi si avvisa che nel Parmense (a Bardi, loc. Carpana per l’esattezza ), un branco di lupi ha assalito e sbranato 3 pony.
I 3 equini malcapitati, si trovavano in un recinto, di proprietà del sig. Manuel Zeraschi. Anche il pony, come ogni equino è in grado di sferrare calci poderosi; anche per questo non è attaccato di sovente… Ma proprio per questo, l’accaduto deve farci riflettere profondamente!
Già vi vedo, certi scienziati (si fa per dire) che ci diranno che il Lupo non è pericoloso per l’uomo.
Lungi da me l’idea di creare allarmismi, ma da ciò che ho letto anche di recente, così non parrebbe.
Pensate solo che, per esempio in India, in certi villaggi, vengono dati premi in denaro per coloro che abbattono animali pericolosi per le persone.
Ebbene, il premio che spetta a chi abbatte un Lupo, è doppio, rispetto a quello elargito a chi abbatte una Tigre.
E qui, mi fermo per ora; alta la guardia quindi!
Umberto Gianferrari
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Umberto Gianferrari
Cane sbranato dai lupi a Carpineti
08 ott 2015Gli amici Cacciatori mi comunicano che proprio ieri mattina a Carpineti, sarebbe stato sbranato un cane, durante una battuta in braccata al cinghiale.
A quanto pare, il cane era dotato di collare GPS che permette al “canaio“ (colui che si occupa di addestrare e condurre i cani) di individuare anche a chilometri di distanza, dove si trova il proprio ausiliare; ciò è utilissimo, anche per non perdere i cani che a volte rincorrono per molti chilometri i cinghiali, una volta scovati.
Così si riduce il pericolo di avere in giro cani vaganti sperduti, pericolo per se stessi e per moto e autoveicoli.
Sembra che il Canaio, avesse sul display del proprio apparato ricevente, il segnale di un cane che era fermo (spesse volte il cane “abbaia a fermo“, al suide che, rintanato nel covo, non vuole partire lasciando quell’inviolabile riparo, il più delle volte, posto in roveti impenetrabili: le cosiddette “ RIMESSE”).
Occorreva “indagare” quel FERMO e verificare se il cane avesse trovato la preda.
Una volta giunto sul posto però, pare che il Canaio si sia trovato davanti a questa scena agghiacciante (ndr, come da foto); ma alla vista dell’uomo che sopraggiungeva, almeno 3 o 4 lupi, si sarebbero poi allontanati, abbandonando la spoglia.
Che dire?
Come sapete, ritengo che il Lupo sia un animale STRAORDINARIO, ma non ritengo opportuno tacere, simili eventi.
Tutto ciò, come sempre, NON da esperto, ma da semplice appassionato e non per creare inutili allarmismi.
La condotta di questo superpredatore significa che può predare anche animali predatori) credo vada monitorata attentamente, poichè solo così si potranno prendere i provvedimenti del caso; il sottovalutare questi accadimenti infatti, potrebbe nuocere specialmente al Lupo che, ritrovandosi circondato da un centinaio di Cinghialai attorno ad una montagna, potrebbe tribolare ad uscirne vivo.
Ciò ovviamente va stigmatizzato, al pari della condotta di chi, esasperato o solo spaventato, potrebbe decidere di disseminare certe zone, di bocconi avvelenati o polpette “ripiene” di oggetti mortali, non voglio nemmeno, ricordare quali…
Atteggiamento criminale che, potrebbe poi causare la morte di altri animali (volpi, gatti, tassi o cani da tartufo per esempio), non bersaglio della bischerata.
Umberto Gianferrari
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