Home > Città > Intervista a Stefano Bonilauri (Socialismo Patriottico) “Non siamo estremisti”. L’appoggio a Putin e Assad.

Intervista a Stefano Bonilauri (Socialismo Patriottico) “Non siamo estremisti”. L’appoggio a Putin e Assad.

E’ stata inaugurata ieri pomeriggio la nuova sede di Socialismo Patriottico in via San Zenone in città. Dopo gli interventi del responsabile di Reggio Emilia Luca Rossi e del Segretario Nazionale Stefano Bonilauri (guarda i video in calce) iscritti e simpatizzanti (guarda la fotogallery) hanno festeggiato e gettato le basi per futuri progetti politici.

All’esterno della sede massiccia la presenza della Digos che garantiva la sicurezza.

Reggio Nel Web ha intervistato il Segretario nazionale -cavriaghese- Stefano Bonilauri per conoscere da vicino Socialismo Patriottico, finalità e scopi.

StefanoBonilauriBonilauri, ci parli di Socialismo Patriottico, su quali valori si basa?

Socialismo Patriottico, come si evince dalla denominazione, è un partito politico che basa il proprio agire su due pilastri: il socialismo, quindi la solidarietà e l’equità che si traducono in una società che dia la possibilità a tutti di vivere dignitosamente e al contempo dare l’opportunità ai migliori nei rispettivi campi di sviluppare appieno le proprie potenzialità per un miglioramento individuale e collettivo; il patriottismo, in quanto riteniamo che il socialismo sia prima di tutto un percorso che ogni popolo deve intraprendere autonomamente senza interferenze dall’esterno. Non è pensabile e/o auspicabile ragionare in un’ottica ideologicamente internazionalista poiché difficilmente traducibile in una prassi politica concreta.

Quali sono gli obiettivi?

Il fine ultimo di Socialismo Patriottico è la creazione di uno Stato forte e solidale, la rigenerazione di una comunità popolare attorno ad alcuni valori tradizionali fondanti, in opposizione all’attuale situazione che di fatto dispone/impone un nichilismo iper-individualista. Quindi nell’immediato lotta per il ristabilimento dello Stato di diritto, pesantemente vilipeso dalle varie caste che considerano le istituzioni come “cosa loro”. Questa è la condizione preliminare per la rinascita della coesione sociale oggi distrutta nel nostro Paese.

Quale base da cui partire?

La base da cui partire per il ristabilimento dello Stato di diritto è la riforma di tutto l’impianto legislativo che deve aderire scrupolosamente alla Costituzione Repubblicana del 1948: una parte importante dell’impianto legislativo italiano è palesemente incostituzionale. A titolo di esempio, le imposte indirette collidono con l’articolo 53 che recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Noi riteniamo che il ristabilimento della Costituzione Repubblicana sia la base da cui partire per una graduale e progressiva costituzione di uno Stato socialista italiano.

Quanti sono ad oggi i vostri iscritti a Reggio Emilia?

Temo di non poterle dare numeri per una questione di riservatezza, tuttavia posso dirle che se abbiamo deciso di aprire una sede in centro è perché abbiamo necessità di un punto di incontro per gli iscritti, i simpatizzanti e chi ci contatta per i più svariati motivi.

All’inaugurazione della vostra sede c’erano diverse persone…

Socialismo Patriottico scinde l’iscritto dal simpatizzante; chi si iscrive al partito deve firmare sotto propria responsabilità un protocollo che vincola il militante nel proprio agire: è un modo per evitare di aggregare individui violenti o con una condotta morale non confacente ai nostri standard. Ecco perché per il rapporto fra militanti e simpatizzanti in Socialismo Patriottico è circa 1 a 10. Fra i simpatizzanti annoveriamo anche cittadini stranieri che sono in Italia per contribuire al benessere della nazione. Siamo antirazzisti e ce ne vantiamo. Essere italiani o amare l’Italia, anche se stranieri, non conosce colore di pelle o religione, ma l’adesione scrupolosa ad una scala valoriale ben precisa e non negoziabile.

Visitando il vostro sito (www.socialismopatriottico.eu) risulta ricco di iniziative. La gente partecipa attivamente?

La partecipazione varia a seconda dell’iniziativa, ma in generale è in aumento dopo la liquefazione delle cosiddette ali estreme della politica che ripropongono schemi vetusti e comunque, a conti fatti, arrivano sempre a patti con il partito unico, che va dal centro-destra al centro-sinistra, divisi nella tattica, ma non certo nella strategia. Detto ciò, chiunque, indipendentemente dalla posizione politica, può aderire alle nostre iniziative se ritiene il tema pertinente al proprio pensiero.

Nella vostra sono appese con orgoglio le immagini di Assad e Putin. Perchè sostenete Putin, Assad e l’Iran degli Ayatollah?

Mettiamo le mani avanti: la geopolitica non è di destra o di sinistra, la geopolitica è pragmatismo e la politica estera di una nazione deve tenerne conto. È ovvio che Putin o gli Ayatollah non sono leader socialisti, ma è indubbio che la Russia e l’Iran sono sempre stati nostri partner commerciali, le nostre aziende hanno sempre fatto affari con questi Paesi, ma gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni che noi riteniamo demenziali e che, si noti bene, valgono solo per noi europei tanto che in questo periodo l’import-export fra Russia e Stati Uniti è aumentato del 13%.

Quindi?

È nel nostro interesse tornare ad avere una politica estera autonoma ed è un nostro dovere rispettare qualsiasi Paese del mondo a patto che non rappresenti un pericolo per noi. Un discorso diverso riguarda la Siria di Assad, dove l’alternativa al governo laico e tendenzialmente socialista sono l’ISIS e altri “islamisti moderati” appoggiati da Washington e da alcuni Paesi europei. È nel nostro interesse una Siria laica, multiconfessionale e socialista poiché l’alternativa sarebbe un focolaio terroristico permanente ed una seria minaccia per tutta l’Europa. In Siria si gioca il futuro del nostro continente.

E’ possibile secondo lei sconfiggere l’Isis? In che modo?

Certo che sì! Semplicemente, basterebbe che la cosiddetta coalizione anti-ISIS facesse veramente il proprio lavoro invece di paracadutare per errore aiuti in armi ai terroristi, bombardare sempre per errore gli eserciti regolari e le milizie filo-governative in Siria ed Iraq. Ovviamente non dimentichiamo Israele, che ricovera nei propri nosocomi i terroristi feriti, e la Turchia, che gioca un ruolo decisivo nella logistica e nello smercio del petrolio contrabbandato dall’ISIS verso l’Europa. Detto ciò, un plauso va al presidente Putin che sta aiutando fattivamente la Siria contro l’oscurantismo religioso dei terroristi sunniti dell’ISIS e consimili.

Cosa risponde a chi vi considera estremisti?

Siamo percepiti come estremisti perché rifuggiamo dall’ideologia “liquida” e astratta, tipica dei partiti contemporanei. Detto questo, è molto più facile usare le scorciatoie del cervello piuttosto che iniziare a pensare fuori dagli schemi del politicamente corretto. Non siamo estremisti, siamo realisti e pragmatici. Si può essere d’accordo o meno con noi, ma Socialismo Patriottico ha una politica chiara e definita nel suo programma, scaricabile in rete. Chi ci accusa di essere estremisti, sia esso di destra o di sinistra, dovrebbe spiegarci cosa lo differisce dallo schieramento opposto dal punto di vista pratico.

A Reggio Emilia a quali movimenti partitici e/o politici vi sentiti più vicini?

Socialismo Patriottico attualmente non ravvisa la presenza di partiti politici con i quali intavolare un percorso politico anche di ampio respiro. Piuttosto, il nostro interesse è verso i comitati civici in quanto espressione viva del popolo. Al massimo i partiti politici, stando alle attuali condizioni, rappresentano solo sé stessi, quindi dialogo a tutto campo con associazioni e comitati. Il resto si vedrà.

craxiNella sua pagina personale Facebook il ricordo Craxi. Cos’ha rappresentato per l’Italia a suo avviso Bettino Craxi?

Non minimizziamo i deficit e le problematiche della Prima Repubblica, ma la nostra onestà intellettuale ci porta a considerare Bettino Craxi come il più importante leader socialista in Europa ed uno statista a cui era cara l’indipendenza e la sovranità nazionale, come dimostrato durante la crisi di Sigonella. Come tanti italiani, anche noi siamo convinti che a Washington decisero di fargliela pagare anche per quell’episodio, così come ad altri grandi gruppi finanziari occidentali non è mai andato giù il suo tentativo ostinato di difendere la sovranità monetaria del Paese. Inoltre Bettino Craxi, con il suo discorso davanti alle camere, inchiodò tutta la classe politica di allora impegnata nel “si salvi chi può” alle proprie responsabilità e alla propria pochezza.

E dei socialisti di oggi che cosa ne pensa?

Capisco molto bene che fra di loro vi siano idealisti e persone intellettualmente oneste, ma quando un libro è arrivato all’ultima pagina è giusto chiuderlo e passare ad altro. Oggi i socialisti vivono divisi fra i ricordi di un glorioso passato, che ha fatto grande l’Italia dall’Ottocento fino alla Prima Repubblica, ed un futuro in cui sono condannati all’irrilevanza politica figlia dell’adesione a quelle stesse logiche che hanno reso l’Italia un Paese a sovranità limitatissima. Attualmente possiamo dire che l’unica forza socialista inserita nel solco del XXI Secolo è Socialismo Patriottico.

ProfugFBBonilauriSempre sul suo diario FB ha postato l’immagine dello stesso profugo oggi in Europa e 2 anni fa ad Al Nusra Front mentre esibiva orgogliosamente un’arma in mano. Cosa pensa delle politiche sui profughi?

Il flusso migratorio in atto è dovuto alla politica estera americana del caos generalizzato contro nemici veri o presunti, i flussi migratori sono in parte un incidente collaterale ed in parte uno strumento geopolitico. I flussi migratori sono quindi un’arma, ma anche un’opportunità per il grande capitale che nell’arrivo dei profughi vede manodopera a basso costo da sostituire con quella indigena, che si troverà davanti alla scelta se lavorare per pochi spiccioli o andare a rovistare nei bidoni. Quanto alla gestione degli arrivi, va valutato in tempi brevi se il richiedente asilo sia realmente nelle condizioni di rifugiato in fuga da una guerra. In caso contrario, deve essere allontanato il più velocemente possibile.

Non pensa che i profughi che arrivano sul nostro territorio siano persone realmente bisognose?

Molti immigrati sono qui per beneficiare del Welfare europeo, mentre molti europei non hanno un lavoro né aiuti dai rispetti Stati. Per quel che riguarda i rifugiati, dobbiamo considerare se questi abbiano valori comuni o meno ai nostri. In Siria, ad esempio, i fondamentalisti sono giustamente perseguiti a norma di legge, quindi mi sembra assurdo permettere a chi vuole la nostra distruzione di poter godere della nostra protezione. La politica di Socialismo Patriottico è contraria alle “porte aperte” di Angela Merkel e Francois Hollande. Invece di pensare a dove ospitare questi profughi, veri o presunti, per non parlare dei lauti affari che si celano dietro all’accoglienza, sarebbe ora di orientare la politica europea al ritorno di un ordine e di una stabilità nell’area mediterranea. Il resto sono chiacchiere che un domani non faranno che servire su un piatto d’argento la vittoria a movimenti xenofobi e razzisti.

Marina Bortolani

@reggionelweb

Print Friendly

Homepage Forum Fascismo, comunismo…e socialismo, hanno ancora senso?

Questo argomento contiene 51 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  Coordinamento Destra reggiana 2 mesi, 3 settimane fa.

  • Autore
    Articoli
  • #82853 Risposta

    Coordinamento Destra reggiana

    Nuova manifestazione della Destra reggiana in città per il Giorno del Ricordo
    28 Gen 2016

    Il Coordinamento per la Giornata del Ricordo a Reggio Emilia comunica che nella giornata di SABATO 13 FEBBRAIO 2016 si svolgerà una iniziativa dedicata al Giorno del Ricordo che ricorda gli Italiani d’Istria e Dalmazia, vittime nelle Foibe e costretti all’Esodo dai partigiani comunisti di Tito, consistente in una manifestazione in Piazza Prampolini alle ore 11,00 di sabato 13 Febbraio 2016. (clicca qui)

  • #82846 Risposta

    RnW

    Assolti 47 esponenti del Centro Sociale per manifestazione non autorizzata contro Casapound. Striscione di Aq16 incendiato nella notte

    Nella notte fra martedì 26 e mercoledì 27 gennaio, ignoti hanno incendiato uno striscione esposto sulla recinzione del Centro Sociale Lab Aq16, sul lato di Via F.lli Manfredi con la scritta “Contro ogni nazionalismo, per un’Europa dei diritti, chiudere ai fascisti”.

    Il fatto anticipa di poche ore la Sentenza di assoluzione per 47 militanti e simpatizzanti del Centro Sociale che proprio ieri pomeriggio hanno appreso della decisione decisione del Tribunale di Reggio Emilia in merito a una manifestazione svolta nel 2009 davanti alla sede di Casapound in città in via Montefiorino.

    Sempre nel 2009, ignoti che non furono mai identificati qualche giorno prima avevano attaccato nella sede del Centro Sociale adesivi con svastiche e scritte riferite a Casapound.

    Gli esponenti del Centro sociale risposero organizzando quella manifestazione davanti alla sede di Casapound durante la quale venne gettato anche del letame. Per quest’ultimo gesto solo una persona è stata condannata a pagare 300 euro di multa (ndr, verso tale condanna probabilmente verrà presentato Appello), mentre gli altri 47, denunciati per svolgimento di una manifestazione non autorizzata sono stati assolti pienamente. (clicca qui per leggere l’intero servizio)

  • #81018 Risposta

    amaro

    Il raduno di Giornalisti e Forze dell’ Ordine in Piazza Martiri del 7 Luglio è stato un grande successo, nonostante il disturbo di una qualche decina di spaesati nostalgici fascisti che chiedevano continuamente dove si trovasse Piazza Cavour.

    • #81053 Risposta

      K.K.K.

      Tra i sinistronzi non poteva mancare il “migliore”. Hai fatto il tuo dovere di parassita.

  • #80982 Risposta

    Andrea Nanetti

    Considerando il massiccio accerchiamento di PD, Anpi, ArciGay, Sel, centri sociali ecc. ecc. accorsi da mezza Italia per impedirci il diritto manifestare democraticamente, la nostra manifestazione ha avuto successo con almeno centoventi Reggiani che non si sono fatti impaurire dallo sproporzionato impianto intimidatorio.

    Anzi oggi si e finalmente riunito il mosaico che si riconosce nei valori della destra sia sociale che liberare per salvaguardare il diritto di opposizione alla sinistra senza essere etichettati fascisti (!!).

    Etichetta fuori dal tempo, ma indispensabile all’anacronistico antifascismo per incassare finanziamenti, come l’ultimo milione di euro appena stanziati dalla regione, soldi tolti a chi ha bisogno per mantenere una pletora di burocrati.

    Quindi ricordo al PD che la maggioranza della gente non si lascia più sviare dalla solita caccia alle streghe degli antifascisti ma chiede la soluzione dei problemi veri.

    Andrea Nanetti (promotore della manifestazione “Orgoglio della destra Reggiana”)

    • #80986 Risposta

      Giadoconti

      Mentre rientravo ho ascoltato i commenti di un paio di “barbudos” con fazzoletti rossi e sciarpe arabe tirare delle bestemmie perché speravano di menare le mani e rompere almeno qualche vetrata. Uno li ha consolati dicendo: sarà per la prossima. Questa è la sinistra.

  • #80585 Risposta

    RnW

    Manifestazione della destra, Bertolini: “Qualcuno dica a Renzi dell’insurrezione della sinistra, potrebbe dare un buon consiglio: STATE SERENI”
    http://www.reggionelweb.it/2016/01/manifestazione-della-destra-bertolini-qualcuno-dica-a-renzi-dellinsurrezione-della-sinistra-potrebbe-dare-un-buon-consiglio-state-sereni/

    • Questa risposta è stata modificata 3 mesi, 1 settimana fa da  admin.
    • Questa risposta è stata modificata 3 mesi, 1 settimana fa da  admin.
    • Questa risposta è stata modificata 3 mesi fa da  admin.
    • Questa risposta è stata modificata 3 mesi fa da  admin.
    • #81995 Risposta

      giadoconti

      Nessuno vi chiede di abolire il pugno chiuso, ricordo di stragi e dittature.

  • #80100 Risposta

    Flavio Tosi, Sindaco di Verona

    Tosi2MANIFESTAZIONE REGGIO EMILIA. TOSI: “VECCHI ABBIA MENO PAURA DI DARE LE PIAZZE A CHI LO CRITICA”

    Ricambio volentieri al collega Luca Vecchi il consiglio di studiare cosa fu la strage di Reggio Emilia perché, come nella sua città probabilmente sanno anche i bambini, non furono partiti o movimenti riconducibili al centrodestra a sparare sul corteo sindacale e a uccidere 5 manifestanti, ma fu la forza pubblica per ordine dell’autorità costituita. Anche allora qualcuno negò la piazza ai manifestanti (come vorrebbe oggi far lui) e pretese di imporre una sede alternativa, la non accettazione di questa costrizione causò poi la strage. Nella manifestazione della Destra reggiana io non vedo né profanazioni della memoria dei morti del 7 luglio 1960, né pericoli per la democrazia: vedo solo la preoccupazione del Sindaco Vecchi di togliere visibilità a chi non la pensa come lui.

  • #80075 Risposta

    Ugo scaramuzza

    Quanta retorica veterocomunista nell’intervento del Primo Cittadino, vorrei ricordare che: Nel 1960 al tempo dei martiri del 7 luglio che onoriamo a prescindere, il governo era democristiano come quello attuale!!! Se il sostegno al Consigliere Manuel Negri infastidisce le frange più estreme della sinistra imbrattamuri, ricordo che tutta la polemica nasce da due sagome di cartone e un manifesto di carta, nessun danno e nessun imbrattamento alle proprietà altrui. Solo una legittima protesta!!!

  • #80035 Risposta

    Luva Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia

    DICHIARAZIONE DEL SINDACO DI REGGIO LUCA VECCHI: “FLAVIO TOSI STUDI COSA FU LA STRAGE DEL 7 LUGLIO ’60 E PENSI AI PROBLEMI DI VERONA”

    La poca abitudine di alcune persone al confronto democratico si manifesta, come si evince chiaramente dalle reazioni di questi giorni, appena qualcuno che non la pensa come loro ha “l’ardire” di esprimere la propria opinione. Nessuno ha negato alla destra reggiana di fare una propria manifestazione, nondimeno non restiamo e non resteremo zitti quando si fanno a vario titolo elogi al fascismo o si imbastiscono difese d’ufficio di un personaggio indagato per i blitz notturni contro le sedi della Caritas, del Pd e di Prc assieme al Veneto Fronte Skinheads.
    Un consiglio a Flavio Tosi, dunque: risparmi il fiato, nessuno a Reggio Emilia ha bisogno delle sue banalità. Questa città ha pagato un tributo altissimo proprio alla riconquista della democrazia, per permettere che chiunque – anche lui – avesse diritto di espressione. Già che c’è potrebbe utilizzarlo meglio.
    Ad esempio, visto che mi pare gli manchino i fondamentali della storia contemporanea, potrebbe studiare cosa fu la strage del 7 luglio ’60, in cui morirono cinque giovani innocenti: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Marino Serri, Afro Tondelli ed Emilio Reverberi.
    Altrimenti potrebbe dedicarsi a quella che dovrebbe essere l’occupazione principale di qualsiasi sindaco: pensare alla sua città.
    Flavio Tosi pensi ai problemi di Verona, dunque. Basta e avanza.

    Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia

    • #80987 Risposta

      Giadoconti

      mi spiace per i suoi scagnozzi che non hanno avuto modo di sfogare i loro istinti primordiali. Con loro ho visto anche molti “di colore”, non avevate braccia sufficienti per distruggere?

    • #80666 Risposta

      Giadoconti

      Sig. sindaco, lei e i suoi scagnozzi state facendo la solita figura del piffero. Mi sembrate tante zitelle isteriche, o tante piagnone (quelle che seguivano i funerali nel meridione e ancora oggi nei paesi islamici). Datevi una calmata, nessuno vuole privarvi della poltroncina e tanto meno distogliervi dalle …”importanti” decisioni che dovreste prendere. State sereni, come dice il vostro amichetto Renzi, e seguite gli insegnamenti della altrettanto vostra Boldrina.

  • #79983 Risposta

    Movimento NONviolento

    Il comunicato stampa del Movimento Nonviolento

    Razzismo, militarismo e autoritarismo – i tre principali avversari della nonviolenza - sono i caratteri fondamentali del fascismo, che tutti li racchiude in sé.
    L’appello di convocazione di una manifestazione dell’estrema destra reggiana nella piazza che ha visto la mattanza del 7 luglio 1960, ed a quei martiri è dedicata, ma che quella precisa memoria i promotori della manifestazione vogliono cancellare, definendo la piazza con il nome precedente alla strage, è una provocazione alla città di Reggio Emilia, alla sua storia ed alle sue Istituzioni democratiche. Manifestare in Piazza dei Martiri del 7 luglio, non riconoscendone la toponomastica, significa negare i valori fondamentali per i quali sono stati uccisi i “ragazzi con le magliette a strisce”, cioè proprio l’antifascismo e la Costituzione nata dalla Resistenza. Significa, simbolicamente, fare apologia di reato.
    Per questo motivo le istituzioni democratiche della Città non possono concedere una piazza che – di fatto - i manifestanti non riconoscono ed offendono. Per questa ragione il Movimento Nonviolento di Reggio Emilia si unisce alle voci di chi chiede che l’autorizzazione all’uso di quel suolo pubblico – erroneamente concessa - venga immediatamente revocata.

    Movimento Nonviolento Centro di Reggio Emilia

    • #80382 Risposta

      giadoconti

      “razzismo, militarismo, autoritarismo….” non vuole inserirci anche “komunismo”?
      In Italia si è dimostrato razzista verso gli italiani. Sul militarismo, penso, non ci sia bisogno di discutere (basta vedere le sfilate militari dei paesi ancora oppressi dalla vostra dittatura). Non credo che esista una frangia più autoritaria di quella comunista, senza andare lontani, basta vedere come osteggiate le manifestazioni della destra. Ma dialogare con voi è impossibile, e questo io lo definisco: “autoritarismo & razzismo.

    • #80022 Risposta

      Gilberto Gasparini

      Da cittadino di sinistra e rigorosamente antifascista sono molto preoccupato della piega che ha preso la discussione sulla annunciata manifestazione della destra reggiana, il 16 gennaio in piazza Martiri del 7 luglio.
      Si ripropone in questa discussione un muro contro muro, una incapacità di dialogare che riporta tutti ai tempi bui che hanno caratterizzato gli scontri politici negli anni 70-80 dove non esisteva l’avversario politico ma il nemico da distruggere. Io sono molto critico nei confronti della destra che ha messo in un angolo i suoi tratti e le sue personalità liberali ed è diventata subalterna di Salvini vero leader di quest’area politica.
      Ma la storia mi insegna che è con il confronto duro, di merito, coraggioso supportato da idee robuste che si combatte la destra non con la demonizzazione, con il vietare le manifestazioni, con la drammatizzazione di un evento politico che nella sua presentazione non mi pare abbia richiami ne al fascismo, ne alla violenza.
      La destra rappresentata nelle istituzioni, con la quale si discute e spesso si fanno accordi ( a volte sottobanco) ha diritto di manifestare in tutte le piazze a Reggio come altrove. Spesso, ahimè, dietro un antifascismo urlato e usato come clava si nasconde una povertà di idee che, temo, sia il vero male politico di questa città, più della manifestazione del 16 gennaio.

  • #79980 Risposta

    Tommaso Foti (Fratelli d’Italia)

    REGGIO EMILIA. FOTI (FDI-AN): “IL VERO ALLARME DEMOCRATICO LO SUSCITANO LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO E I CENTRI SOCIALI”

    La manifestazione politica indetta il prossimo 16 gennaio a Reggio Emilia, in piazza Martiri del 7 luglio 1960, da “forze politiche e rappresentanti nelle istituzioni del centro-destra (da Fratelli d’Italia a Forza Italia) e da civiche associazioni, quali il Centro studi Italia e il Nucleo Mag.” è al centro di una interrogazione del consigliere Tommaso Foti (Fdi-An), che denuncia come questo evento abbia “provocato una levata di scudi da parte di esponenti della sinistra, che vanno dai centri sociali al segretario provinciale del Pd, dall’Anpi al sindaco di Reggio Emilia, preoccupati dal presunto ‘allarme democratico’ suscitato dalla manifestazione, inopinatamente quanto provocatoriamente tacciata come ‘fascista’”.
    Al contrario, “allarmante”, scrive Foti, dovrebbe essere considerato il comunicato stampa pubblicato nelle cronache locali “con cui il centro sociale Aq16 ha invitato altre sigle della galassia dell’ultra sinistra a incontrarsi per l’organizzazione ‘di una risposta collettiva’ e a prevedere una ‘movimentazione e mappatura delle realtà di destra in città e provincia’, che- sottolinea il consigliere- hanno il sapore delle spedizioni punitive e delle famigerate liste di proscrizione degli avversari politici alle quali risultavano particolarmente affezionati i ‘compagni’ negli anni ’70”.
    Nella stessa giornata e nei medesimi orari, prosegue Foti, è stata quindi indetta una contromanifestazione organizzata dai centri sociali, Rifondazione comunista e Sel, che, “al contrario, non desta allarme alcuno, né al sindaco né al segretario provinciale del suo partito”, nonostante la cronaca recente ci testimoni “quanto siano ‘democratici’ e ‘civili’ i cosiddetti antagonisti nelle loro manifestazioni”.
    Foti critica anche il sindaco reggiano quando “asserisce che la manifestazione della destra è stata provocatoriamente fissata in un luogo simbolo dell’antifascismo, dando una lettura dei fatti del 7 luglio 1960 fuorviante. In questa data, infatti,- spiega l’esponente Fdi-An- non ha a che fare con il Ventennio, ma appartiene alla storia repubblicana, in una fase in cui il Pci non era più associato al governo del Paese e non disdegnava lo scontro di piazza. Appare, quindi, sconcertante- rileva- che oggi il sindaco rievochi quei fatti qualificando gli agenti di PS e i Carabinieri, che rappresentavano lo Stato, come famigerati fascisti”.
    Foti invita quindi la Giunta regionale a esprimere un giudizio sulla vicenda e vuole sapere se non ritenga doveroso esprimersi in modo favorevole alla concessione della piazza per non impedire alla “controparte politica di poter manifestare pubblicamente le proprie idee”.
    Il consigliere chiede infine alla Giunta se “non ritenga che sia giunto il momento di negare spazi pubblici gratuiti e finanziamenti pubblici ad associazioni della sinistra che si preoccupano unicamente di schedare gli avversari politici, certamente non per spirito democratico”.

  • #79975 Risposta

    Anonimo

    FlavioTosiIl Sindaco di Verona Tosi a difesa della manifestazione della Destra reggiana

    11/01/2016

    Levata di scudi da parte degli organizzatori della Destra reggiana a difesa della manifestazione del 16 gennaio a Reggio Emilia (clicca qui). Dopo il lancio dell’iniziativa, istituzioni, politici e associazioni antifasciste sono intervenute contro la manifestazione (nel forum in calce tutti gli interventi).

    Appelli non graditi dai promotori che hanno scritto a Prefetto, Questore e Sindaco di Reggio Emilia: “Signor Sindaco, la Sinistra ha vinto le elezioni a Reggio Emilia, ma non usi il potere che ne deriva per escludere dalla vita politica la Destra politica e culturale reggiana.

    Signor Sindaco accetti di discutere del nostro passato anche con la Destra, anche dei giorni violenti, la violenza è stata sia di Sinistra che di Destra.

    Signor Sindaco, Signor Prefetto, Signor Questore la Destra reggiana chiede di manifestare liberamente a Reggio Emilia, dove fa politica e cultura civilmente alla luce del sole da decenni.

    In Piazza Martiri del 7 Luglio la Destra ha manifestato sul tema della politica estera anche lo scorso 5 Dicembre. La Destra reggiana chiede la propria libertà di fare politica alla pari della Sinistra, con correttezza, rispetto reciproco e nel rispetto della legge”.

    Sulla vicenda interviene anche il Sindaco di Verona Flavio Tosi: “Non vedo il motivo per il quale a Reggio Emilia la Destra non dovrebbe farlo in piazza Martiri. È forse di proprietà del Partito Democratico? Vecchi, negando la piazza alla Destra, vuol forse sottolineare che chi non è allineato al suo partito ha meno diritti rispetto ad altri cittadini?”.

    “Il diritto di manifestare -sottolinea Tosi-, pacificamente, è sacrosanto. Come sacrosanta, a meno che non vi siano dei reali rischi per l’ordine pubblico, è la scelta del luogo. E dunque il Sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, non ha il diritto di vietare piazza Martiri del 7 luglio, dove per sabato prossimo la Destra ha organizzato la manifestazione “Libertà e orgoglio della Destra reggiana contro 70 anni di potere di Sinistra”.

    “Oltretutto -conclude Tosi- a differenza di quanto si ostinano a sostenere alcuni esponenti della sinistra, la Destra di Reggio Emilia, che recentemente ha manifestato davanti alle sedi del Pd e della Caritas per esprimere il proprio dissenso nei confronti dello ius soli, non ha commesso alcuna violenza, a meno che non si considerino un pericolo per la comunità delle sagome di cartone tricolori”.

  • #79889 Risposta

    Manuel Negri

    Sfoghi isterici del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e del segretario provinciale del Pd Andrea Costa

    10/01/2016

    Innanzi agli sfoghi isterici del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ed al segretario provinciale del Pd Andrea Costa, intendiamo ribadire la libertà di espressione e di opinione nel novero del dibattito politico, oltre a difendere, nel rispetto dell’ordine pubblico, il diritto di manifestare; in particolar modo perché quando scendiamo nelle piazze e nelle strade non siamo certo noi ad imbrattare e a danneggiare i beni e le proprietà altrui.
    Non ci stupiamo se anche a Reggio Emilia, per i sodali di un PD che governa il paese senza alcuna legittimazione elettorale, la democrazia è a senso unico.
    Signor Sindaco, sabato a Reggio non ci saranno fez e camicie nere, né manganelli e olio di ricino, ma uomini liberi, non omologati e non omologabili che vivono il presente e sono proiettati al futuro:
    uomini che chiedono luce sui milioni di euro di risparmi truffati ai cittadini reggiani con l’implosione delle cooperative rosse;
    uomini che si battono perché la Storia non si decreti ma si studi e soprattutto che si sgretoli quel muro di menzogne e di ipocrisie instauratosi alla fine di una sanguinosa guerra civile che ha visto nelle nostre terre i teatri più cruenti;
    uomini che non accettano che la propria città si trasformi in un ghetto in preda ad orde di balordi senza arte né parte come lo sono ormai le zone di via Turri, della stazione, di via Roma e di un centro dove i cittadini reggiani non possono più sentirsi a casa loro e dove, voi che amministrate, siete incapaci di garantire ordine e legalità;
    uomini liberi che hanno il legittimo diritto di chiedersi perché l’assegnazione di molti servizi e di lavori pubblici vengano sempre e solamente assegnati ai soliti noti;
    uomini liberi che intendono avere risposte sul sistema delle porte girevoli relative alle poltrone intercambiabili tra organi del partito, enti locali e sistema cooperativo.
    Di questo Vecchi e Costa & C. devono aver paura.
    E credetemi, è già abbastanza…

    Manuel Negri, FARE CON FLAVIO TOS

  • #79864 Risposta

    Promotori Manifestazione 16 gennaio, Destra reggiana

    Ora è una battaglia per la libertà, non solo più una manifestazione della Destra reggiana

    10/01/2016

    Ora è una battaglia per la libertà. Non è più solo una manifestazione della Destra reggiana. Se a Reggio Emilia la Destra non può manifestare la democrazia della Sinistra è una truffa.
    Il proclama del Sindaco Vecchi ha posto una grave ipoteca sulla libertà degli avversari politici di manifestare.
    Ci rivolgiamo ai Reggiani ed alle Istituzioni, al Questore ed al Prefetto.
    Se ci verrà impedito di manifestare forse alcuni nostri concittadini di idee avverse potranno essere contenti, ma attenzione : quello che accade oggi a noi, potrà accadere domani a voi se parlerete in opposizione a chi è al potere.
    Il Sindaco Vecchi non dice il vero sui temi della nostra manifestazione: leggete il comunicato! Non si inneggia alla dittatura, ma si parla di Riconciliazione e di corretto dibattito fra Destra e Sinistra.
    Il Sindaco Vecchi richiama la Memoria, ma non c’è solo la Memoria sua e della Sinistra, non ci sono solo i crimini del Fascismo, ma anche quelli del Comunismo (e pure dell’Occidente), non ci sono solo i Fratelli Cervi, ma anche Rolando Rivi ed il cavon di Campagnola, non ci sono solo i Martiri del 7 Luglio 1960, ma anche le Brigate Rosse.
    Signor Sindaco noi sui luoghi della violenza, che è stata anche partigiana, della guerra mondiale abbiamo alzato delle Croci, sui nostri studi abbiamo invitato a dibattere allo stesso tavolo Anpi ed Istoreco. Sono questi i comportamenti aberranti?
    Il Sindaco Vecchi vuole impedire di manifestare ad esponenti della Destra reggiana che hanno seduto per anni nei Consigli Comunali liberamente eletti, che rappresentano ed hanno rappresentato le forze politiche di governo ed opposizione in Italia nel nostro tempo: è questo che è “aberrante”.
    Questa ormai non è più solo una manifestazione della Destra reggiana, questa è una battaglia per la libertà politica e culturale a Reggio Emilia.
    I promotori.

  • #79862 Risposta

    Alessandro Fontanesi (Partito Comunista d’Italia)

    LA CITTA’ MEDAGLIA D’ORO PER LA RESISTENZA MERITA DAVVERO TANTA INDECENTE VOLGARITA’?!

    Con un tale “programma politico”, la destra fascista chiama alla mobilitazione i suoi camerati, citando direttamente dal comunicato: “Solidarietà a Manuel Negri ed altri giovani indagati per iniziative contro la legislazione sull’immigrazione e di denuncia della violenza partigiana”.
    “Questa è stata la terra del triangolo della morte, dove i partigiani erano comunisti stalinisti, nonostante fossero armati e guidati dagli americani”. (è risaputo infatti da tutta la storiografia con quanti “numerosi” lanci gli americani armassero le brigate garibaldi, manco la stora sanno)
    “Denunciare i crimini partigiani, oltre 1000 reggiani (di cui 70 donne) massacrati dai partigiani comunisti in terra reggiana”. (vent’anni di dittatura fascista e 20 mesi di stragi al servizio del nazismo quelle le dimentichiamo vero?!).
    “Il 2015 si è chiuso con denunce contro gli autori di legittime contestazioni contro i crimini partigiani e l’immigrazione selvaggia. Esprimiamo solidarietà a queste persone, che non ci risultano abbiano commesso reati, in particolare al consigliere comunale di Reggiolo Manuel Negri”. (sempre quello “pizzicato” dalla Digos).
    Siamo davvero sicuri che la città Medaglia d’Oro per la Resistenza, dei fratelli Cervi, di Paolo Davoli e di “Tina” Boniburini, meriti tanta indecente volgarità?!

    Alessandro Fontanesi, segretario provinciale Partito Comunista d’Italia Reggio Emilia

    • #80027 Risposta

      K.K.K.

      Le varie “organizzazioni” di sx (dal Sel adAQ16 e ai vari movimenti antifascisti e organizzatori di “spaghetti e cappelletti antifascisti”) dovrebbero essere felici: gli diamo la possibilità di dimostrare quanto sono pacifici e democratici distruggendo auto, vetrine, bancomat e gettando fumogeni alla polizia. Come hanno fatto sempre (ricordiamo Genova)

    • #79943 Risposta

      K.K.K.

      Reggio non meriterebbe nemmeno di essere distrutta da voi, sinistri, e dai vostri “amichetti” invasori.

  • #79859 Risposta

    Andrea Costa, Segretario Provinciale PD

    Andrea Costa: “Quell’adunata non va fatta in piazza Martiri del 7 luglio”

    Intervento del segretario Pd Andrea Costa in merito all’annuncio di un raduno delle destre a Reggio Emilia.

    “Avercela una destra vera, all’altezza delle sfide dell’attualità, come accade in altri Paesi. Ci si potrebbe confrontare come prevede il nostro ordinamento. In Italia, invece, abbiamo un manipolo di nostalgici che blaterano mescolando un po’ di slogan a casaccio e organizzano carnevalate di tanto in tanto. Tant’è che parlano di 70 anni di “occupazione” da parte della Sinistra, senza rendersi conto che se in questo lasso di tempo i cittadini li hanno sempre mandati all’opposizione – perché non lo hanno scelto loro di stare all’opposizione, ma ce li ha mandati la gente attraverso libere e democratiche elezioni - è perché i reggiani li hanno sempre giudicati esattamente per quello che sono: semplicemente inadeguati. E poi ci facciano un piacere una volta per tutte. Ci dicano se sono fascisti oppure no. Perché se lo sono, come dicono per sollecitare gli animi, allora molto semplicemente la manifestazione deve essere vietata. Vietata non perché lo dice qualcuno, ma perché lo recita la nostra Costituzione, una carta nata dalla lotta di Liberazione. Se invece non lo sono, lo dicano a chiare lettere. Dicano – come ho il coraggio di dire io – che il fascismo è uno schifo. Che è stato uno dei mali del nostro Paese e la sua pagina più buia. Che la Libertà di cui godiamo ce l’hanno regalata le persone che hanno combattuto il fascismo. Che è anche grazie alla Resistenza se viviamo in una Repubblica democratica. E tutti possono manifestare: tranne i fascisti che uccidono chi non è d’accordo con loro. Anche per questo quell’adunata non va fatta in piazza Martiri del 7 luglio”.

    Andrea Costa, Segretario provinciale PD

    • #80026 Risposta

      K.K.K.

      Forse dimentica (che strano…) questo che da tempo ormai immemore, gli amministratori (dittatori) reggiani hanno saputo pilotare per bene le elezioni. Boicottando qualunque iniziativa della destra, dando fior di benefit ai propri iscritti, permettendo feste varie libere da spese e tasse, mantenendo nell’ignoranza totale gli accoliti, grazie ad istoreco, museo Cervi, arci, anpi (quella reggiana) e giocattolini vari. Aggiungiamo che gli aderenti alle varie destre sono sempre stati esclusi o boicottati dalle attività comunali o politiche. I reggiani hanno sempre votato a favore della sx? In parte è vero (ci sarebbe da verificare come accumulano voti….) ma non dimenticatevi che oltre il 50% non vi vorrebbe. La dittatura, soprattutto komunista, è dura da sconfiggere. Speriamo che il2016 porti qualche novità

  • #79858 Risposta

    Associazione Culturale Nucleo Sociale Mag

    Anche il Nucleo Sociale Mag aderisce alla manifestazione del 16.01.2016.

    Benvenuti nel 1945! Ah no, scusate, siamo nel 2016 a Reggio Emilia!
    Eppure, nonostante il “fallimento” di Coopsette, il concordato di CMR Cooperativa, lo scandalo della divisione degli utili tra i soci della cooperativa “La Dimora di Abramo” (prestatrice di manodopera gratuita alla festa del Partito di Maggioranza, dopo aver ricevuto i finanziamenti pubblici riservati all’accoglienza) etc. etc., il nemico numero uno pare ancora essere “il fascista”!
    Ma chi sono questi squadristi che attentano alla nostra democratica città? Ovviamente chi si dice contro lo Ius Soli, chi si interroga sulla gestione del fenomeno migratorio, chi difende la famiglia tradizionale e osa pronunciarsi sulla politica estera in un modo diverso dalla sinistra.
    Scusate l’ironia, ma non può che scappare un sorriso davanti a una montatura che ha solo del ridicolo.
    Ecco, il PD si annoia e sembra voler far rivivere uno scenario anacronistico, quasi fosse ammaliato dall’immaginario nemico fascista a tal punto da non poterne vivere senza. Reggio Emilia è improvvisamente diventata la città degli estremisti, fascisti, squadristi, facinorosi, antidemocratici! Teatri che protestano contro sit-in in piazza, Bukowski scomodato per descrive scene ordinarie, riunioni tra tutte le forze istituzionali e non. Ci sorge il dubbio che l’allarme fascista serva a distogliere l’attenzione dai problemi reali, e a dare identità ad una sinistra annoiata.
    Noi questo non lo sappiamo con certezza, noi sappiamo soltanto che siamo nel 2016, i più vecchi tra di noi sono nati negli anni ’70, i più giovani negli anni ’90, ben lontano dalla caduta del regime. Non abbiamo ovviamente vissuto le realtà di ottanta anni fa e non abbiamo titolo per sbilanciarci in arditi paragoni, sappiamo solo di avere idee libere, idee qualificate di destra, controcorrente ed indipendenti, rispetto a chi si fregia di democrazia ma pratica dittatura culturale e non rispetta un pensiero diverso dal proprio.
    Il PD reggiano sta involontariamente realizzando quello che non era riuscito finora ai partiti e alle associazioni non conformi: dare visibilità a chi la pensa diversamente e per questo ringraziamo.
    Noi, Nucleo Mag, associazione culturale libera ed indipendente, che rifiuta etichette partitiche, aderiamo alla manifestazione del 16.01.2016; ci saremo per ribadire che il diritto di espressione non può essere in balia della noia e dei capricci di chi, evidentemente, non ha più niente da dire. La libertà di opinione non è sindacabile, mai.
    Provocatori? Forse. Goliardi? Certamente. Ridicoli? No, quelli sono altri.

    Associazione Culturale Nucleo Sociale Mag

  • #79820 Risposta

    K.K.K.

    La manifestazione della destra, ammesso che i dittatori concedano il permesso, si svolgerebbe in maniera totalmente pacifica. Il pericolo sono le contro-manifestazioni dei sinistronzi dei c.sociali, dei comitati “antiffasssissti”, degli anarcoidi, degli antagonisti e feccia varia. Questi aspettano solo le occasioni per dimostrare che sono i più forti e poter così, distruggere di tutto, commettere atti vandalici alla luce del sole, ben sapendo che verranno scagionati. Siamo sotto una sporca, lurida, nauseante dittatura comunista, se non reagiamo con risposte altrettanto idiote (con gli stronzi ci si comporta da stronzi) verremo sottomessi. Ai sinistronzi auguro un 2016 ricco di tragedie e di disgrazie.

  • #71452 Risposta

    giadoconti

    Mi sembra un’ottima ripartenza. Ti auguro (mi, auguro; ci auguriamo ) che tu riprenda in pieno l’ attività politica. Per il bene dei cittadini oppressi da una dittatura che solo persone VERAMENTE motivate possono combattere. Auguri

  • #71362 Risposta

    Jenko

    Io ho voglia di politica seria e politici seri. E Marco Eboli è una persona per bene che non si è mai lasciato corrompere dai comunisti e dai compromessi. C’è davvero bisogno di persone così, oggi più che mai.

  • #71355 Risposta

    Melissa

    Voglia di destra in Italia e a Reggio Emilia? SIIIIIIIIIII!!!!!! Desta estremissima! Non estrema!

  • #71356 Risposta

    Fabrizio Molteni

    Ben tornato Eboli, mi fa piacere leggerla tonico come un tempo! In bocca al lupo e spero di vederla di nuovo presto.

  • #66013 Risposta

    Luca Reggiani

    In poche righe le parole di un politico saggio , realista e con capacita’ , speriamo che il cammino di Progetto Nazionale in territorio reggiano sia appena iniziato e che si riesca a sfatare questo falso mito dell’accoglienza forzata che rappresenta solamente un business per i cooperative, Caritas, ecc..

  • #66010 Risposta

    Melissa

    Mi piace il ragazzo, dice cose sagge, c’è solo un problema: con l’idealismo puro non si va da nessuna parte. Bisogna per forza fare alleanze con forze politiche più vicini possibile.

  • #66007 Risposta

    RnW

    ManuelNegri13/11/2015

    Il fascismo geniale intuizione politica. Gli stranieri? Occorre distinguere… Salvini miglior polizza per Renzi”. Intervista a Manuel Negri, coordinatore di Progetto Nazionale

    E’ presente anche a Reggio Emilia Progetto Nazione, un movimento politico-associativo rappresentato da Manuel Negri. Nei giorni scorso gli attivisti di Progetto Nazionale avevano affisso striscioni in città con la scritta “4-11-2018 Non passa lo straniero – 4-11-2015 Accogliamo il continente nero”, iniziativa che aveva fatto discutere in particolare rappresentati della sinistra reggiana.

    ReggioNelWeb ha intervistato Manuel Negri per conoscere più da vicini radici, attività e scopi di Progetto Nazionale.

    Manuel, ci parli di Progetto Nazionale. Quando e perchè nasce e quali sono gli scopi?

    Progetto Nazionale nasce a metà del 2010, originatosi dal Movimento Sociale Fiamma Tricolore e successivamente divenuto un soggetto indipendente; scevro dal voler essere l’ennesimo partitino, ma con l’obiettivo, attraverso i circoli territoriali, di rappresentare un veicolo, tra l’associazione ed il laboratorio politico, per poter “riportare il baricentro del potere all’interno della Nazione e la politica al vertice del potere”. Siamo aperti al confronto ed al dialogo, mentre non crediamo nella logica della contrapposizione a prescindere ed alla negazione preferiamo di gran lunga l’affermazione.

    La vostra Associazione è molto vicina al Sindaco di Verona Flavio Tosi. Programmi politici in vista delle prossime elezioni amministrative che si terranno anche in quattro comuni reggiani?

    Con Flavio Tosi, ci lega un rapporto che dura da anni ed attualmente il nuovo movimento politico lanciato a livello nazionale vede protagonisti molti uomini di Progetto Nazionale. Nello specifico, anche a Reggio Emilia, dove rappresento ‘Fare con Flavio Tosi’, pur essendo ancora in una fase embrionale cercheremo di dire la nostra in concomitanza delle prossime amministrative sul territorio.

    Il vostro motto è “Sovranità”. Cosa intendete di preciso?

    Per Sovranità intendiamo la salvaguardia e la promozione degli interessi nazionali, pur in un’ottica europea, un’Europa lontana dalle logiche di Bruxelles e di Francoforte ma vicina alle esigenze ed alle volontà dei popoli, sul piano politico, economico-monetario e militare. Chi ha difeso la nostra sovranità, da Mattei a Craxi, passando per Moro, abbiamo visto che fine ha fatto.

    Una settimana fa, nel cuore della notte, avete affisso in città striscioni con le scritte: “4-11-2018 Non passa lo straniero – 4-11-2015 Accogliamo il continente nero”. Perchè ce l’avete con gli stranieri che giungono nelle nostre coste?

    Occorre distinguere chi fugge realmente da una guerra, riconducendo il diritto d’asilo al suo vero significato, dal ‘migrante economico’. Gli enormi costi socio economici stanno devastando l’intera collettività nazionale ad un prezzo elevatissimo; è ora di sfatare il falso mito dell’immigrazione come risorsa. Chiediamo ai cittadini reggiani come vedono e soprattutto come vivono situazioni come quelle di via Turri o dei quartieri adiacenti alla stazione, senza tralasciare il degrado di via Roma e dello stesso centro storico. Chiediamo il rispetto della legalità, dell’ordine e delle nostre tradizioni; poi possiamo parlare di qualsiasi cosa.

    Nei giorni successivi il militante di Sel Cosimo Pederzoli ha dichiarato: “Striscioni comparsi questa notte fanno parte di un terrorismo sociale”, “Progetto Nazionale è una montagna di merda, per campare ha bisogno di identificare nemici ovunque: immigrati, omosessuali, comunisti”. Cosa replica?

    Grazie alla nostra azione ha potuto beneficiare di un po’ di celebrità; mi pare abbia ottenuto anche un discreto seguito, visto circa i 9 like sulla sua pagina facebook…

    Pochi giorni dopo una svastica è stata incisa sull’auto di Pederzoli…

    Non la ritengo un’azione politica, qualsiasi azione va rivendicata; personalmente, e chi mi conosce lo sa, ci ho sempre messo la faccia. Non siamo certo noi quelli che imbrattano e danneggiano beni di proprietà altrui.

    Cosa pensa del fascismo?

    Ritengo il Fascismo una geniale intuizione politica sfociata dalla sintesi tra il nazionalismo ed il socialismo, che ha trovato la sua concretizzazione storico-politica nel secolo scorso. Oggi possiamo valorizzarne ed attualizzarne i postulati dottrinari sul piano sociale, ma soprattutto quale esempio di primato della politica sull’economia, dell’etica del valore e dell’essere rispetto a quella dell’apparire e dell’avere.

    E della nuova alleanza di centrodestra lanciata domenica scorsa a Bologna?

    Non c’è nulla di nuovo, sono gli stessi che hanno creato e poi distrutto il Pdl, sono quelli che prima hanno sostenuto il governo Monti e poi lo hanno criticato, cambia solamente che al posto di Bossi, uno che almeno il fiuto della politica lo deteneva, abbiamo un demagogo come Salvini che ulula all’Europa poi vota a favore del trattato di Lisbona. Il centrodestra ha bisogno di un importante rinnovamento, partendo da programmi condivisi e soprattutto di nuovi volti credibili; oggi Salvini rappresenta la miglior polizza a vita per Matteo Renzi.

    Marina Bortolani

    @reggionelweb

  • #49841 Risposta

    Michele Bonforte (SEL)

    Il populista della porta accanto.
    Non bastava Corbyn in Inghilterra. Adesso ci si mette anche Tsipras, che invece di perdere, come prevedevano lor signori, è tornato a vincere. Allora dagli al populista. I media europei si stracciano le vesti. Lo fa anche Antonio Polito dalle colonne del Corriere della Sera con un articolo smaccatamente intitolato “Con Corbyn si amplia il fronte populista“.
    In tanti parlano di populismo, tranne che nessuno sa dire cosa sia. In Italia poi, è quasi un insulto. Il populismo dilaga a sinistra e a destra, ma nessuno ne chiarisce i contorni. Comprensibilmente, perché è storicamente arduo definire il populismo (fate un salto su wikipedia o sua una buona enciclopedia per verificare).
    Mi pare invece più facile definire cosa vogliono quelli che hanno in odio il populismo. La definirei la religione liberista, con i suoi cantori e suoi officianti. Per questa parte (che si potrebbe definire elitista??) c’è una sola via che conduce alla gestione ottimale della società, ed è quella che affida più decisioni possibili ai mercati. Malgrado il clamoroso patatrac di una crisi economica e sociale che dura da 8 anni, con milioni di disoccupati, meno diritti e retribuzione ai lavoratori, un disordine mondiale che causa guerre e migrazioni bibliche, ecc. la ricetta che viene propinata è sempre la stessa. E se il popolo che subisce le conseguenze delle decisioni dei mercati si permette di dire che non va bene, allora è populista (ma può il popolo essere populista?).
    Sotto sotto il dubbio che alberga fra i cantori del liberismo è che il difetto sia nella democrazia. La democrazia etimologicamente significa “governo del popolo”.
    Non è che per caso la democrazia è un po’ populista? Non sarebbe meglio far decidere a pochi illuminati? Il dubbio serpeggia sulle colonne dei giornali.
    I vari Corbyn, Tsipras, Iglesias e così via enumerando sarebbero solo capaci di indicare i problemi, senza avere soluzioni. E questo viene detto da chi ci ha condotto in una crisi catastrofica e non solo non ha chiesto scusa, ma ha preteso (ed ottenuto) che a pagare i danni fossimo tutti noi.
    Per questi sacerdoti del liberismo, proporre di istituire un reddito di cittadinanza, o avviare un piano di lavori pubblici, per risanare il territorio e creare lavoro, è impossibile perché mancherebbero i fondi necessari. Usare invece i soldi pubblici per ripianare le voragini delle banche questo si può fare. Così può ricominciare tutto come prima. Tanto se va bene loro guadagnano, se va male noi paghiamo.
    Forse mi sento un pò populista.

    Michele Bonforte

    • #64728 Risposta

      sulbigol

      …..Non ha nemmeno il coraggio di ammettere che la sua parte politica viaggia in sintonia col gruppuscolo sparuto

  • #44435 Risposta

    Katiuscia

    Ma come fate a dire che non siete estremisti? Ma vi vedete come andate vestiti e le facce che avete? Mah….

  • #44402 Risposta

    amaro

    Non siete vicino a nessun partito politico??? Ma quello nella foto non è Tadolini’

  • #40632 Risposta

    SG

    Suvvia, Luchino, stai buonino: continua a trastullarti coi bolscevichi, a godere del sostegno dei tuoi amici picchiatelli e della benevolenza di Reggio nel Web; se farai il bravo ti regaleremo una maglietta con l’effigie del fotomodello di Predappio, magari di profilo, che rende di più.

  • #40532 Risposta

    antitrinarix

    SI TRATTA DELLA SOLITA RIPASSATINA DEI VECCHI MITI PARTIGIONZOLI, CON I FASSSSISTI ASCIASSSCINI E I COMUNISTI BRAVI E CARINI. SI INSABBIANO LE MOLTEPLICI NEFANDEZZE COMMESSE DAI SEDICENTI PARTIGIANI. RICORDO BENE QUANDO IL COMUNE IMPEDI’ LA COMMEMORAZIONE DI ROLANDO RIVI IN AMBIENTI COMUNALI. COSE DA MISERABILI PER NON DIRE ALTRO. STESSA COSA DICASI PER I FAMIGERATI VIAGGI DELLA MEMORIA CON I QUALI ISTORECO SCUCE CENTINAIA DI EURO ALLE FAMIGLIE DEGLI STUDENTI AD ANDARE IN GITA, TANTO PER PERDERE UNA BELLA SETTIMANA DI SCUOLA.-………

  • #40535 Risposta

    K.K.K.

    Fascismo, nazismo, comunismo, islamismo. Sono facce di una stessa medaglia. Medaglia composta dalle tipiche caratteristiche delle dittature: violenza, imposizioni, mancanza di libertà, annullamento totale del libero pensiero (basta vedere come non ragionano gli attuali sinistri, che predicano le lezioncine propagate dalle loro cellule). Che oggi ci siano ancora degli emeriti imbecilli che inneggiano ai sistemi dittatoriali (e sono prevalentemente quelli di sx) politici e/o religiosi, sta solo a significare che l’Italia e l’Europa stanno ritornando all’anno 1000. A sinistra, poi, va imputato il fatto (che loro non possono ammettere, per ovvii motivi) di essere ancora più asserviti alla dittatura, visto che non ammettono contraddizioni né tantomeno, critiche.

  • #40548 Risposta

    amaro

    Per una volta ha ragione: è riuscito a scrivere la parola VERGOGNA per i crimini commessi dagli italiani fascisti contro altri italiani, contro serbi e croati. Meglio tardi che mai.

  • #40282 Risposta

    amaro

    Si parla di cittadini italiani che intraprendono una specie di viaggio della memoria, per ripercorrere i luoghi e gli atroci fatti commessi dai fascisti ITALIANI contro i cittadini ITALIANI e croati. Non si ha notizia di crimini commessi da comunisti ITALIANI contro chicchessia, ma qualcuno smentirà sicuramente omettendo di citare Ante Pavelic e gli ustascia, la loro alleanza con i fascisti ed i crimini commessi contro Serbi, Croati ed italiani. Per fortuna che poi è arrivato il compagno Tito di la, ed i partigiani comunisti italiani di qua. Se qualche italiano è stato giustiziato o infoibato, lo si deve solo perchè era un fascista o collaborazionista, un invasore su terra straniera. La Storia non mente https://it.wikipedia.org/wiki/Governatorato_della_Dalmazia

  • #40201 Risposta

    Corinda

    Scusate, fascisti dei miei stivali, perchè non organizzate voi un viaggetto a Zara e dintorni e poi diffodnete tutti i messaggi che volete? Istoreco e company saranno ben liberi di oraganizzare un viaggio come cavolo vogliono no?

    • #79819 Risposta

      K.K.K.

      Poveri sinistronzi. Il popolo anti dittatura dubita molto sulla vostra intelligenza, ma quando scrivete o parlate, dimostrate apertamente che siete non solo ignoranti in mala fede, ma anche totalmente decerebrati.

  • #40199 Risposta

    Il Fascista da Casina

    Grande camerataaaaaaaa!!!!

  • #40178 Risposta

    kompagno

    Veramente il Comunismo è una grande e giusta teoria formulata da un più grande filosofo tedesco, e vede il popolo e gli operai c al centro del sistema.
    Applicarloè davvero difficile perché la natura umana impedisce all’individuo di dare i suoi eccessi agli altri bisognosi.
    Il fascismo invece è nato da un individuo codardo e ha solo due scopi:
    1. Mantenere saldi i territori conquistati dall’Italia nella 1 guerra mondiale.
    2. Annientare il bolscevismo (comunismo).
    Quindi diciamo che non ha grandi ideali.
    Quindi il comunismo e il fascismo non sono assolutamente la stessa cosa.

  • #40177 Risposta

    Sara83

    HA SENSO ECCOME!
    E non dica eresie per favore! Il comunismo e il fascismo non hanno niente in comune!

    • #40601 Risposta

      giadoconti

      Niente in comune? Sono esattamente la stessa cosa, con colori diversi.

    • #40541 Risposta

      K.K.K.

      Cosa ci trova di diverso? Cosa NON hanno in comune con l’islam? L’unica differenza sta negli accoliti, ma nemmeno tanta anche qui. Sono tutti degli invasati ignoranti e privi di qualunque barlume di civiltà democratica.

  • #80700 Risposta

    antitrinarix a COSTA

    AH AH AH AH ECCOLI TUTTI INSIEME I GRANDI INTELLETTUALI RECCCIIIèèèèèèèNI : casa bettola, aq 16, notti rosse, città migrante, ecc ecc ecc carc del caz e company, ah ah ah ah ah che fantasia! avete del gran tempo da perdere in mynkyahte enormi come i cabbasisi che fate venire ad ascoltare i vostri vaniluqui decerebrati. … mi piacerebbe sapere quanti di voi lavorano.

Rispondi a: Fascismo, comunismo…e socialismo, hanno ancora senso?
Le tue informazioni:





<a href="" title="" rel="" target=""> <blockquote cite=""> <code> <pre> <em> <strong> <del datetime=""> <ul> <ol start=""> <li> <img src="" border="" alt="" height="" width="">