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Messa per Mussolini a Carù di Villa Minozzo, il Vescovo la fa sospendere

“Una messa per un dittatore assassino, fascista e responsabile della morte di Matteotti e di Gramsci non si rifiuta mai. Così come l’inchino di qualche madonna nelle più svariate processioni di fronte al boss mafioso di turno.

A Piergiorgio Welby che nel 2006 volle consapevolmente porre fine alla sua vita di sofferenza, la messa fu negata e con essa la presunta pietà cristiana. L’appennino reggiano è stato teatro delle più svariate violenze fasciste, da Cervarolo alla Bettola, dalla canonica di Tapignola di quel don Pasquino Borghi fucilato il 30 gennaio 1944, allo Sparavalle.

E come non ricordare Valentina Guidetti l’eroina di Pasqua al monte della Castagna, torturata, brutalmente pugnalata e gettata in un dirupo. E Luciano Fornaciari, catturato, torturato e impiccato per i piedi ad un albero in piazza a Febbio. Una messa per il duce non solo è un’offesa per questi morti, ma una provocazione che suona ancor più insopportabilmente vergognosa a pochi giorni dal 25 aprile. Se esiste un limite alla decenza, questa stavolta il limite è stato oltrepassato, perchè l’ipocrisia sui morti tutti uguali non regge davvero più.

Questi giovani che hanno dato la vita per la nostra libertà non hanno proprio nulla di simile a coloro che li vollero morti, il duce prima di tutti. La chiesa faccia il suo mestiere e non si occupi di prestarsi alla politica per riscrivere la storia. Il vescovo di Reggio Emilia quanto ancora impiegherà per mettere fine a questo triste teatrino?”

Alessandro Fontanesi, segretario provinciale Partito Comunista d’Italia


Il Vescovo interviene a proposito della Messa in programma sabato a Carù

Il vescovo Massimo Camisasca, riaffermando che è dottrina consolidata della Chiesa il suffragio per i defunti, chiunque essi siano, tanto più quanto più si reputi che essi sono bisognosi di perdono, chiede al parroco che la celebrazione venga spostata per evitare ogni possibilità di strumentalizzazione politica di un momento che deve restare esclusivamente religioso.

Il Vescovo, inoltre, ricordando il sacrificio di sangue pagato dalle popolazioni di Villa Minozzo durante la Resistenza, chiede a Dio per tutti la grazia della riconciliazione.

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