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Carabinieri “setacciano” le reggiane: nel covo dei pusher un costoso prototipo di bici rubata

Blitz alle Officine Reggiane da parte dei Carabinieri di Reggio Emilia che hanno passato al setaccio lo stabilimento aziendale che ha contribuito al progresso della città e che da anni è in buona parte ancora al degrado.

Non più luogo di vita e di produzione, ma rifugio di senzatetto e di spaccio.

Da quest’area della città gli spacciatori si spostano in bicicletta raggiungendo il centro dove si dedicano alla più remunerativa attività di spaccio. Per questo nel mirino dei Carabinieri è finito quindi tutto il “cosmo” del degrado, dai pusher agli sbandati e dagli ubriachi ai cosiddetti pendolari della droga che, provenienti anche da altre province, “presidiano” in maniera sempre più costante l’intera area dismessa delle reggiane.

Ad agire le pattuglie in colori d’istituto con finalità preventive supportate da personale in borghese e con auto civette per mirati interventi repressivi. Tra il fuggifuggi generale che il blitz ha prodotto i Carabinieri sono riusciti a fermare alcune persone tutte risultate aver precedenti di polizia.

Alcune dosi di eroina sono state rinvenute nascoste tra i cumuli di spazzatura dove bivaccano sbandati all’interno di locali in assoluto degrado ed in pessime condizioni igienico sanitarie.

In uno dei capannoni i carabinieri hanno rinvenuto una costosa bicicletta elettrica interamente cromata marca scoiattolo con pedalata assistita.

Si tratta, di un costoso prototipo di bicicletta elettrica la cui provenienza furtiva è ancora all’esatto vaglio. Non avendo dati identificativi diviene difficile risalire al proprietario ecco perché i carabinieri rivolgono un appello a chi avesse subito il furto della bicicletta, del valore di circa 3.000 euro, a presentarsi, denuncia alla mano, presso gli uffici della caserma di Corso Cairoli per le procedure di riconoscimento restituzione.

Le attività di controlli nell’area comunque proseguiranno per dare le dovute risposte alle incessanti richieste di sicurezza che giungono da più parti in un area che in anni passati rappresentava la punta di diamante dell’eccellenza reggiana.

A.P

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