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Dalla passione politica alla pittura, intervista all’artista Marco Lusetti

A Novellara è in corso fino al 6 gennaio presso la sala polivalente “Nomadi” una mostra speciale, organizzata dal “Club delle Arti Reggiane” e Pro loco che raccoglie le opere di 70 artisti, prevalentemente reggiani.

Sculture, opere in legno e quadri che stanno intercettando l’interesse del pubblico e di intenditori provenienti anche dall’estero.

Fra i quadri esposti spiccano quelli del Dott. Marco Lusetti, ex amministratore ed esponente di spicco della Lega Nord, non solo per la peculiarità di quanto viene raffigurato, ma anche per il mix unico di materiali utilizzati. E’ facile incontrare nel week end lo stesso artista ad accogliere i visitatori illustrando l’ispirazione alla base di ogni singolo quadro (in calce la fotogallery di alcuni quadri di Marco Lusetti).

Lusetti, oltre ad esporre insieme ad autorevoli pittori, sta suscitando l’interesse di galleristi extra confine provinciale e nazionale.

ReggioNelWeb l’ha intervistato.

Lusetti, quando ha iniziato a dipingere e perchè?

Ho iniziato a dipingere circa a 18 anni, alla fine delle scuole superiori, mi ero innamorato del modo di disegnare e dipingere di un pittore di Guastalla (Pasqualini), perciò sui banchi di scuola, cercavo di riprodurre quel modo particolare di rappresentare le cose, con linee, foglie e tronchi stereotipati. Poi mi accorsi che questo modo di disegnare mi rilassava molto e mi permetteva di estraniarmi da eventuali problematiche potessi avere in quel momento.

Com’è cambiato negli anni il suo percorso artistico?

All’ inizio utilizzavo solamente il pennino e la china bianca, su sfondo nero, rare volte utilizzavo il colore, anche perchè era molto difficile utilizzare il colore, per chi come me non aveva mai frequentato una scuola artistica ed era totalmente autodidatta. Poi con il tempo ho iniziato a sperimentare e mettere coraggio nell’utilizzo del colore, degli abbinamenti cromatici, anche se, ancora oggi, non sempre riesco a fare il colore che vorrei e gli abbinamenti come li ho pensati nella mia testa. Il mio passaggio deciso dal bianco e nero al colore e dall’astratto al semi-figurativo lo devo al mio amico scomparso da poco, Alberto Agazzani: parecchie volte è venuto a casa mia, a consigliarmi come fare certe cose e come modificarne altre. La differenza dal prima al dopo è molto marcata, ma senza dubbio in meglio, dato che ora riesco a sviluppare quasi sempre quello che è il concetto che ho in mente.

Quali tecniche utilizza?

Utilizzo sette tipologie di tecniche di colore differenti: pennino con china, acrilico, metallizzato, smalti, gessetti, pastelli ad olio, colori ad olio; all’ interno dello stesso quadro ho raggiunto ad oggi, fino a sei tecniche di colore diverse contemporaneamente.

Dai suoi quadri emergono soggetti e messaggi diversi. Ce ne può indicare tre rappresentativi del suo percorso artistico?

Riesco a trovare la voglia di dipingere unicamente quando sono molto depresso, molto stressato o molto euforico. In sostanza il dipingere mi serve per trovare la pace interna in momenti di disequilibrio, la differenza dello stato d’animo si vede immediatamente dal soggetto e dai colori utilizzati. Se devo catalogare i miei dipinti in tre aree li collocherei così : 1) il rapporto tra me e l’amore di coppia; 2) il rapporto tra me e quelle che ritengo ingiustizie sociali (politica, magistratura, banche, poteri forti …); 3) gli stereotipi che ognuno di noi vive nella quotidianità.

Sa già quali futuri soggetti intende dipingere?

Le idee di cosa dipingere mi vengono camminando per strada tutti i giorni, leggendo i giornali, parlando con le persone: ad un certo punto mi si accende la lampadina e dentro di me penso di dipingerlo. Se sono fiori, oggetti o frutta, mi fermo anche per strada e li fotografo, se sono idee di concetto, prendo un foglio e una biro e faccio lo schizzo per ricordarmi quell’idea. Quindi non so ad ora cosa dipingerò nei prossimi giorni, dipende molto da quale umore avrò, quali persone incontrerò e dagli accadimenti del mondo che potrebbero impressionarmi più o meno.

Il colore verde non emerge come altri, anzi, in alcuni quadri è quasi assente. Tentativo di resettare attraverso la pittura l’esperienza amministrativa e politica nel Carroccio?

Ah! Ah! No, il colore verde lo uso come acrilico nei disegni di fondo, nelle foglie per esempio, quindi nei soggetti che coloro ad olio, mettendoli in risalto, utilizzo colori che stacchino dal fondo e perciò non il verde: il mio colore preferito è comunque il lilla o tutte le tendenze di viola.

Si nota invece la presenza massiccia di cuori.

Uno degli stimoli principali che muove il mio dipingere è basato dal mio rapporto con la vita di coppia, quindi essendo io molto romantico e passionale, il cuore è molto presente, sia quando sta ad indicare amore e passione, sia quando sta ad indicare una crisi si coppia.

Nei suoi quadri la presenza femminile c’è quasi sempre. Quanto è importante a suo avviso la donna nella vita di un uomo?

La donna è fondamentale nella mia vita, ed anche nella mia pittura: senza la componente di coppia sicuramente la stragrande maggioranza dei miei quadri non esisterebbe; nel bene e nel male il compagno o la compagna ti fanno soffrire ed entusiasmare, sentimenti questi che mi mettono in condizione di dipingere. Negli ultimi due anni ho dipinto quasi esclusivamente per sofferenza, da poco ho iniziato anche a dipingere per un equilibrio ritrovato. Si vede infatti un aumento considerevole di colori vivaci e meno ombre all’ interno dei quadri.

@reggionelweb

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