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Don Macchioni, esorcista: “Il lavoro del Diavolo e la guarigione”. #Foto malefici

Esiste il Diavolo? “Sì, esiste eccome”. Don Ermes Macchioni, classe ’48, ha tenuto con il fiato sospeso il pubblico che gremiva il teatro parrocchiale di San Pietro in città per due ore e mezza. Ha iniziato ad occuparsi di esorcismo sul finire degli anni ’90, quando in Italia gli esorcisti erano circa una trentina. “Ero da poco parroco a Prignano, quando venne da me una vecchietta per chiedermi di benedire il fieno che teneva in una borsina di plastica: <<Mi è morta una mucca e sta morendo anche l’altra, per favore benedica questo fieno>>, mi supplicò. Le dissi di rivolgersi a un veterinario, ma lei insistette piangendo dicendomi che c’era già stata e che quelle morti erano dovute a qualcosa di malvagio. Quindi, impietosito, diedi la benedizione al fieno. Il giorno dopo la signora venne da me felice con un formaggio per ringraziarmi, perchè la mucca era improvvisamente guarita. Lei era felice, ma lì inizio il mio “tormento” interiore che mi portò ad occuparmi di esorcismo”.

Don Ermes da allora dà del filo da torcere al maligno e dal 2008 è incaricato di liberare i fedeli dal demonio tramite il ministero di esorcista.

Maleficio1Con il tempo gli esorcisti sono aumentati in Italia e oggi se ne constano circa 200, “Se ne sente sempre di più l’esigenza perchè il Diavolo riesce ad entrare con maggiore facilità nella vita delle persone”. Come? Don Macchioni punta il dito su chi si rivolge ai maghi, agli stregoni, a chi celebra sedute spiritiche, a chi pratica il reiki, a chi magari ingenuamente porta al ciondolo simboli diversi dal crocifisso (ndr, come il cornetto rosso) dandovi un bacio prima di addormentarsi, a certi stili di vita caratterizzati comportamenti che piacciono particolarmente al Diavolo, quali ad esempio le dipendenze da alcol, droghe, gioco d’azzardo, sesso ecc… “Il Diavolo lavoro molto meglio in questi casi, perchè si aprono dei canali”. “Per alcuni possono sembrare cose da Medioevo -spiega don Macchioni- ma invece la presenza del Diavolo è attualissima e in fase di espansione, silenziosa, perchè così agisce bene nell’anima della gente”.

In aumento sono anche coloro che si avvicinano all’occulto. Citando un servizio del Corriere della Sera, don Ermes evidenzia che su 1000 giovani 3 hanno avuto rapporti con Satana, circa 30 si sono rivolti maghi e stregoni, 230 seguono con interesse trasmissioni televisive che spiegano la magia e circa 190 hanno partecipato a sedute spiritiche “In particolare quando si occupano le scuole -spiega il sacerdote-, quasi sempre durante l’occupazione, c’è qualcuno fra i ragazzi che organizza una seduta spiritica. Sono tutte trappole dalle quali stare assolutamente lontani”.

Il Diavolo sarebbe in continua competizione con Dio, vorrebbe avere tutti i suoi onori, essere al suo pari, “In origine era una creatura buona, poi è divenuta cattiva”. “Satana riesce a lavorare però fino ad un certo punto perchè l’uomo, grazie a Dio, continua a conservare il libero arbitrio”, ecco perchè il maligno, anche quando possiede una persona, non è capace di far uccidere.

Ma qual è il confine fra il posseduto e una persona con disturbi psichici? Don Ermes spiega che la principale differenza sta nel fatto che chi è posseduto detesta tutto ciò che è sacro, a partire dall’acqua benedetta e della chiesa: “bisogna portare con la forza una persona posseduta in chiesa, perchè fa di tutto per non mettervi piede”.

Maleficio2Il sacerdote esorcista ha illustrato diversi casi di persone possedute, o cose e ambienti infestati, come anche diversi casi di malefici e fatture: “Sappiate che purtroppo esistono anche queste cose e possono fare del male”. I casi vengono spiegati anche attraverso l’illustrazione di diapositive con l’immagine dei malefici, quali i chiodi senza la “testa” che erano nel cuscino di una donna, o composizioni di piume, sempre nel cuscino di qualcuno, o una croce rossa nell’abito da sposa di una donna, simbolo di un maleficio per rompere l’amore degli sposi.

Quando il Diavolo lavora su una persona questa spesso vive una sorta di isolamento, soffre terribilmente, non riesce a condividere con i propri cari il malessere che sta vivendo, avverte che tutto va a rotoli e talvolta pensa al suicidio. Un circolo vizioso che si può interrompere grazie anche all’intervento dell’esorcista.

Ma cosa si può fare per tenere lontano il maligno? “Innanzitutto non cadete nelle sue trappole, nelle tentazioni, mi raccomando. Non bisogna andare da maghi, stregoni e ciarlatani, bravi solo a prendervi dei soldi. Tenete comportamenti sani, non fate sedute spiritiche non avvicinatevi all’occulto, alla magia e alla stregoneria”.

Ma una volta che si è cascati nella trappola? Oltre a rivolgersi all’esorcista in grado di liberare lo spirito posseduto dal demonio, è importante conservare la fede, pregare, onorare i sacramenti, ricevere le benedizioni, rivolgersi a Dio, alla Madonna e agli angeli buoni: “Noi tutti abbiamo un angelo buono che ci protegge, e ha pure un nome, provate a cercarlo e lo scoprirete”, ha esortato don Ermes. “Non abbiate paura, non abbandonate le speranze, perchè si può guarire. Dio ci aiuta, noi esorcisti siamo umili strumenti per la liberazione dal maligno supportati sempre da Dio e dalla Madonna che ci protegge sempre”.

Marina Bortolani, @reggionelweb