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Conto alla rovescia per le elezioni, ecco alcune strategie di marketing

Manca ormai meno di un mese alle elezioni politiche del 4 marzo, che dovrebbero ridisegnare l’assetto del Governo del nostro Paese, ma la campagna elettorale è già entrata nel vivo. Oltre che come di consueto nei talk show televisivi e, in generale, sulla vecchia Tv, la battaglia si sposta sempre di più anche sul Web.
Non solo buone notizie. L’ultima notizia arriva proprio dal Web e dall’azione di protesta messa in atto dal collettivo di hacker AnonPlus, che il 6 febbraio ha lanciato un attacco al Partito Democratico, rivelando online i dati sensibili di tutti gli iscritti al partito, a cominciare da quelli del segretario Matteo Renzi. Poco prima era stata Rousseau, la piattaforma del MoVimento 5 Stelle destinata al voto elettronico per le “parlamentarie” e alle attività politiche del gruppo, a essere hackerata,ma per fortuna non tutte le news riguardano attività illecite.
Una politica interattiva. Come rivela anche l’ultimo saggio di Alberto Di Majo, giornalista de “Il Tempo” esperto di comunicazione politica, oggi internet, i social, i media sono i nuovi strumenti “della politica interattiva del terzo millennio”, ritenuti “formidabili, ma che possono far credere e illudere della possibilità di realizzare una democrazia diretta esclusivamente tramite il click operato su una tastiera”. Un’accezione negativa che sembra essere confermata anche da quanto scritto in precedenza.
Gli strumenti per comunicare. Uscendo dal campo del pessimismo, però, si può anche semplicemente osservare le modalità con cui i partiti – e i candidati – stanno affrontando la campagna elettorale: se una volta i manifesti in città erano lo strumento principe per far conoscere il proprio volto, oggi tutto si sposta online, con siti vetrina, pagine Facebook e così via, all’insegna di una strategia che punti a massimizzare il numero di strumenti comunicazione. Non si trascura neppure l’ingaggio “diretto” di potenziali elettori, soprattutto in uno scenario così incerto e in cui il peso degli indecisi potrebbe essere decisivo.
La riscoperta degli sms. Una delle modalità più utilizzate per l’informazione in tempo reale di attività elettorali, per la comunicazione di piccoli parti del programma o anche semplicemente per l’invio di rimandi ipertestuali a landing page costruite ad hoc è rappresentata dai vecchi messaggi di testo: come spiegano i tecnici di SmsHosting, una delle società italiane leader di questo comparto, inviare sms da internet è una strategia pratica per coinvolgere gli utenti e può portare risultati utili.
Come coinvolgere i potenziali elettori. Rispetto ad altre forme di promozione e comunicazione, infatti, gli sms sembrano essere anche più apprezzati da chi li riceve: il tasso di cancellazione immediata del messaggino è appena dell’1,5 per cento, mentre ad esempio una mail stile newsletter viene recepita come “spam” ed eliminata una volta su dieci. Molto elevato anche il cosiddetto tasso di apertura, ovvero la reale apertura del contenuto da parte dell’utente: il messaggino viene letto nel 98 per cento dei casi (e in genere nei primi 15 minuti dal ricevimento), mentre il livello massimo di “click trough” che si riscontra su Facebook è dell’1,61 per cento.
Ultima curiosità. A proposito di SMS, bisogna poi citare un caso piuttosto curioso: oltre che essere strumento di comunicazione elettorale, il 4 marzo questa sigla può essere addirittura votata. Non si tratta ovviamente dello “Short Message Service” che abbiamo sui telefonini, ma della lista SMS – Stato Moderno e Solidale, che ha presentato candidati in varie regioni d’Italia.

Rdz