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Lotta alle discriminazioni, la Mori (Pd) rappresenterà l’Emilia Romagna

La Regione Emilia-Romagna sarà rappresentata dalla reggiana Roberta Mori (Consigliere Regionale Pd)  nella Rete nazionale Ready di coordinamento e sostegno delle politiche antidiscriminatorie, per il rispetto del genere e dell’orientamento sessuale. La scelta di Mori è del presidente della Regione Stefano Bonaccini, visto il ruolo di presidente della commissione Parità e diritti delle persone della consigliera e “l’ampia esperienza in materia di tutela di diritti delle persone contro ogni discriminazione”. La rete Ready (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e di identità di genere) è una rete alla quale aderiscono centinaia di enti locali e molte Regioni, in campo per promuovere azioni contro le discriminazioni. A Ready l’Emilia-Romagna ha aderito nel 2014. La scelta della consigliera Mori va nella direzione già presa dalla Regione Emilia-Romagna, “che con la legge quadro regionale già prevede la lotta alle discriminazioni”. Per questo, Roberta Mori sottolinea come questo suo nuovo ruolo “potrà favorire il coordinamento con tutti gli enti regionali e tutte le pubbliche amministrazioni impegnate in questo senso per andare ancora una volta verso un’unica giusta direzione: evitare discriminazioni”. (Margherita Giacchi)

La rete muove i primi passi nel novembre 2005 con un incontro all’interno del COM.PA (il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica) di Bologna tra amministrazioni pubbliche impegnate nelle tematiche lgbt. Nel corso di un successivo meeting al FORUM P.A. di Roma, nel maggio del 2006, è annunciata l’intenzione dei Comuni di Roma e Torino di promuovere una Rete nazionale per sviluppare azioni e diffondere buone prassi finalizzate al superamento di ogni discriminazione nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender. RE.A.DY prende avvio ufficialmente con il Convegno “Città Amiche” organizzato dal Comitato Torino Pride 2006, una tavola rotonda tra rappresentanti di istituzioni sul tema delle politiche locali contro l’omofobia. A latere del convegno, le amministrazioni invitate si riuniscono e redigono una Carta di Intenti che rappresenta il documento di impegno per le amministrazioni pubbliche che aderiscono alla Rete. L’obiettivo di RE.A.DY è quello di mettere in sinergia l’azione delle Pubbliche Amministrazioni per promuovere sul piano locale politiche che sappiano rispondere ai bisogni delle persone lgbt, contribuendo a migliorarne la qualità della vita e creando un clima sociale di rispetto e di confronto libero da pregiudizi.

Possono aderire alla rete, sottoscrivendo la Carta di Intenti[, le regioni, le province, i comuni, le associazioni, le istituzioni e gli Organismi di Parità. Tra i Comuni aderenti il Comune di Reggio Emilia. Il sottoscrittore: «promuove presso le Pubbliche Amministrazioni un’attenzione permanente all’emersione dei bisogni della popolazione lgbt e opera affinché questi siano presi in considerazione anche nella pianificazione strategica degli Enti; diffonde i propri obiettivi e le esperienze realizzate nel territorio nazionale attraverso idonee campagne di comunicazione sociale; promuove nuove adesioni alla Rete e la realizzazione di azioni positive».

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