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Uccidere un figlio è meno grave se adottivo?! La Iori (PD) presenta nuova legge

Recentemente la Cassazione ha annullato la sentenza che condannava all’ergastolo un padre, accusato dell’omicidio del figlio adottivo che si era interposto fra padre e madre durante un violento litigio. Il caso ha portato di nuovo alla luce il problema dell’esistenza nel nostro codice penale di determinate norme ancora valide, approvate ai tempi del codice Rocco.

L’articolo 577 del codice penale codifica infatti una differenza fra figli naturali e figli adottivi: è previsto l’ergastolo per omicidio contro un “ascendente” o “discendente”, ovvero contro un genitore o un figlio, ma al quinto comma si specifica che la pena della reclusione va dai 24 ai 30 anni “se il fatto è commesso contro il coniuge, il fratello o la sorella, il padre o la madre adottivi, o il figlio adottivo”.

La deputata reggiana del Pd Vanna Iori, ha annunciato battaglia e presentando subito come prima firmataria una proposta di legge per modificare l’art. 577 del codice penale.

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On. Iori, qual è la situazione normativa attuale fra figli naturale e figli adottivi?

Esiste una legge (la n. 219 del 2012) nata proprio con l’obiettivo di cancellare dal nostro ordinamento tutte le disuguaglianze tra le varie tipologie di figli. È infatti inconcepibile oggi che all’interno di una stessa famiglia siano fatte distinzioni fra i figli adottati e i figli “naturali” nati dall’unione biologica dei genitori. Progressivamente, attraverso la cosiddetta “adozione legittimante”, la riforma del diritto di famiglia, la nuova legge in materia di adozione nazionale ed internazionale si è stabilito che il minore adottato divenga, fin da subito, figlio “legittimo” dei genitori adottivi, ne prenda il cognome e assuma tutte le caratteristiche per l’ingresso, a pieno titolo, nella sua “nuova” famiglia.

Pare però che la legge del 2012 non abbia impedito alla Cassazione di “riesumare” le differenze codificate con il codice Rocco.CodicePenaleR

Esatto, purtroppo è sfuggita una norma contenuta nell’art. 577 del codice penale che è quindi riemersa con il recente fatto di cronaca.

Può riassumercelo?

Il recente fatto di cronaca riferiva di un figlio adottivo che si era interposto fra padre e madre durante un violento litigio per difendere la madre ed era stato ucciso dal padre. Questo figlio era adottivo. La Cassazione ha perciò dovuto annullare la sentenza che condannava all’ergastolo il padre, autore dell’omicidio, perchè non si trattava di un figlio naturale ma adottivo.

Lei ha presentato subito una modifica normativa. Quali sono le ragioni di fondo della sua proposta di legge come prima firmataria circa le disparità tra figli naturali e adottivi?

Il caso che ha riproposto il problema della permanenza nel nostro codice penale, di residuati di una logica familiare ingiusta e inaccettabile (risalente al codice Rocco del 1938). Da qui la mia proposta di legge per modificare proprio quelle norme contenute nell’art 577 del codice penale e per porre fine a una discriminazione immotivata e superata dalla legislazione attuale in materia di adozione.

Se fosse approvata cosa cambierà?

Spero che venga adottata perchè si tratta di una modifica che rende i figli tutti uguali, senza discriminazioni, tra i figli naturali e quelli adottivi. In specifico sarà modificato il comma 2 dell’art. 577 del codice penale che prevede quella specifica aggravante. Un delitto verso un figlio o un genitore adottivi non sono “meno gravi” e devono essere puniti allo stesso modo. Secondo la mia proposta saranno perciò equiparati i medesimi reati quando l’omicidio viene commesso contro l’ascendente o il discendente, sia adottivo sia biologico.

Mb, @reggionelweb