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Al bando il comunismo? Fontanesi (PCI): “Pericolosa equiparazione con il fascismo”

Sarà discussa in consiglio comunale a Reggio Emilia la mozione della Lega Nord per mettere al bando l’ideologia comunista. Una proposta analoga è stata approvata il mese scorso nel parmense, dal comune di Soragna che ha fatto da apripista per la proposizione di mozioni analoghe in altri comuni del territorio come appunto a Reggio Emilia. A Soragna sabato 7 ottobre si svolgerà una marcia nazionale per “per il rispetto dei diritti costituzionali” durante la quale si chiederà di ritirare la mozione approvata e le scuse da parte del sindaco.

In attesa della discussione in consiglio comunale a Reggio Emilia, i comunisti reggiani stanno già scaldando i motori per opporsi con tutte le forze alla messa al bando di un’ideologia che sul territorio ha fatto storia. ReggioNelWeb ha intervistato Alessandro Fontanesi, segretario provinciale del Partito Comunista Italiano.
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Fontanesi, la proposta di mettere al bando il comunismo lo equipara al fascismo. Cosa ne pensa?

Cercare di equiparare fascismo e comunismo come totalitarismi è una pratica che è in voga da anni, ormai diventata quasi un luogo comune, adesso però stiamo assistendo a qualcosa di più subdolo, se non addirittura pericoloso: portare questo falso storico nelle istituzioni. Ed è ciò che sta succedendo nei consigli comunali di alcuni comuni della nostra regione, attraverso mozioni che invitano a mettere fuori legge il comunismo.

A suo avviso potrebbe essere una provocazione da seguito dell’approvazione alla Camera della legge Fiano?

E’ evidente come tutto questo sia una vera e propria provocazione, ma a tutto c’è un limite, che modo di fare politica è mai questo?!?

FascismoTazzeIl reato di apologia di fascismo esiste già.

Purtroppo il tutto nasce dall’ambiguità di questi trent’anni proprio in merito al reato di apologia di fascismo, questo sì sancito per iscritto nella nostra Costituzione e non per le estemporanee voglie di vendetta postume sulla storia di certi amministratori, ma che proprio istituzioni ed amministratori locali si sono ben guardati dal far rispettare, ogni volta che partiti ed organizzazioni fasciste sono stati lasciati manifestare in barba alla prima legge del nostro Stato democratico, rinato proprio dopo la sconfitta del fascismo. Ora al tutto si aggiunge la voluta confusione sulla legge Fiano.

In che senso “voluta confusione”?

Perchè è assai ambigua laddove associa il comunismo sovietico al fascismo e al nazismo. Ovviamente la grancassa mediatica e politica, non a caso, pensa bene di indulgere il fascismo, come da trent’anni a questa parte e di mettere alla gogna il comunismo e l’equiparazione è fatta.

E’ molto critico sulla legge Fiano…

Sì, perchè la legge Fiano non serve a nulla, se non per il goffo tentativo di rifarsi una verginità antifascista, da parte di coloro che hanno tentato con ogni mezzo di manomettere proprio quella Costituzione antifascista nata dalla Resistenza, poi scongiurato con la sonora sconfitta nel referendum di dicembre.

Quindi?

Che cos’è questo se non ipocrisia?! A cosa serve una nuova legge sull’apologia di fascismo, se a farla rispettare dovranno essere proprio coloro che non hanno mai fatto rispettare la XII^ disposizione transitoria della Costituzione, la legge Scelba e la legge Mancino?

Marina Bortolani, @reggionelweb

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