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Neofascismi, Fiano (Pd): “Certa propaganda non è libertà d’opinione”

Emanuele Fiano, deputato Pd e membro della segreteria nazionale del partito, è stato ospite in questi giorni a FestaReggio dove in un dibattito insieme a Federico Amico (Presidente Arci Emilia Romagna) moderato dal sindaco di Quattro Castella Andrea Tagliavini, ha spiegato le ragioni della proposta di legge contro la propaganda fascista di cui è primo firmatario.

Figlio di Nedo Fiano deportato ad Auschwitz e famoso per le testimonianze sull’orrore di Auschwitz dove perse i famigliari, per Emanuele Fiano esiste oggi un sottobosco di propaganda fascista forse sottovalutato: “Quella ideologia è oggi diffusa in particolare attraverso strumenti senza filtro, basti pensare che su internet ci sono filmati di gerarchi fasciasti che ottengono milioni di visualizzazioni. E’ una forza per la quale non basta la battaglia culturale, ma una diversa impostazione”.

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A chi lo critica perchè la sua proposta di legge violerebbe la libertà di opinione, Fiano replica: “Sono critiche che rispetto, ma non le condivido, perchè non voglio assolutamente colpire le opinioni. A mio avviso chi dice “sono fascista e per me Mussolini è un grande”, o chi ha la statuetta del Duce sul comodino, non deve essere perseguito. Vanno puniti coloro che fanno propaganda delle idee fasciste”.

Sebbene in Italia esista già la legge Scelba del 1952, per l’on. Del Pd non è sufficiente: “Per fare propaganda a quei tempi si organizzavano manifestazioni di piazza o si scrivevano articoli sui giornali, intercettando qualche migliaio di persone. Oggi è sufficiente che uno crei una pagina Facebook, postandoci i discorsi di Hitler e di Mussolini sulla razza ebraica che non deve mescolarsi con gli italiani e vengono raggiunte in pochi minuti milioni di persone. L’Anpi ha monitorato in Italia 1.500 pagine neofasciste”. “E’ in errore -prosegue Fiano- chi pensa che la nostra democrazia abbia già gli anticorpi, quindi c’è bisogno di rafforzare dei divieti. Ribadisco fermamente che certa propaganda è pericolosa: il nostro paese ha patito per l’ideologia fascista che insieme ai nazisti ne hanno fatte di ogni. Noi siamo peculiarmente antifascisti, non possiamo non far nulla di fronte al diffondersi di una pericolosa propaganda fascista”.

Oltre a criticare i tribunali che non applicano la legge Scelba “è stato fatto solo una volta e il magistrato che l’applicò venne punito”, Fiano lancia uno strale anche nei confronti di certi intellettuali: “C’è un atteggiamento liberale da salotto di molti commentatori che sostengono che la battaglia contro questi neofascismi sia una battaglia culturale. Il potere forte rimane l’informazione, che però non è più il quinto potere dopo l’avvento di google, Facebook ecc. Ho denunciato diverse volte pagine che sostenevano propagande fasciste, ma oggi c’è ipocrisia da parte di chi si oppone a certi divieti. Costoro si oppongono alle immagini reali e crude dell’Isis mentre uccidono e decapitano le persone, o quando scrivono certe frasi? No, quindi c’è ipocrisia”.

“La libertà -conclude Emanuele Fiano- si difende anche impedendo che i nemici della libertà possano diffondere le loro idee”.

Marina Bortolani, @reggionelweb