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Congresso Pd, le condizioni degli orlandiani, partendo dall’Ulivo

Dopo la mano tesa dei renziani (leggi qui) per trovare una sintesi politica in occasione del congresso provinciale del Pd che si svolgerà in autunno, la risposta degli ornaldiani non si è fatta attendere in un lungo documento.

Consapevoli che “Ricostruire l’amore dei reggiani per la politica “vera” e per il PD è molto di più del vincere il congresso”, e che “oggi spirano venti di dolore, disagio, il sistema valoriale che ha fatto grande la nostra comunità è messo in discussione da una piega della storia pericolosissima”, gli orlandani fanno appello all’esperienza dell’Ulivo: “Se la discussione a livello nazionale ancora non è chiara, vogliamo da subito dire che la nostra primaria esigenza politica, a livello locale, è ricostruire e dare nuovo ossigeno all’alleanza di centrosinistra che discende dall’Ulivo ed è un “prodotto tipico reggiano” che non siamo disponibili a mettere in discussione alle prossime amministrative”.
Per i sostenitori di Orlando alle ultime primarie, occorre partire “dai risultati della gestione unitaria di questi anni, come quello al referendum costituzionale, in cui Reggio Emilia e’ stata tra le poche province in Italia dove ha vinto il Sì”.
Dobbiamo abbracciare le nostre comunità -spiegano-, in questo momento difficile: e non lo si fa a colpi di tweet e di slide, ma con un lavoro quotidiano, paziente, sapiente. Un lavoro politico, fatto con la libertà di sostenere le idee che hanno fatto grande la democrazia. Noi la avvertiamo, la rabbia e la paura, anche tra i reggiani. Ci aspetta un periodo non convenzionale. Un periodo storico che sia ri-Costituente a partire dal principio di uguaglianza”.
Gli orlandiani poi mettono i paletti sulle scelte amministrative fatte e future: “Ci chiediamo: è condiviso da tutto il partito il bilancio politico ed amministrativo positivo di questi anni? La risposta a questo interrogativo è fondamentale per costruire il nostro approccio programmatico ai problemi sociali della comunità reggiana e per affrontare le prossime sfide elettorali tra il 2018 e il 2019 (politiche, amministrative, europee e regionali)”.
Dai rumors interni sembra infatti che fra i temi focali sia la riconferma di Vecchi alla guida di Reggio Emilia, scelta che qualcuno sta cercando di offuscare. Quindi, partendo da questo punto fermo, si tratta il resto. “Se ne abbiamo il coraggio, guardiamo – per Reggio – al merito delle persone che possono essere utili al PD e dimentichiamoci le etichette ed il gioco dei veti. Si scelgano volta per volta le persone migliori per il successo delle idee che vogliamo potare avanti. Chiediamo alla gente non da dove viene, ma dove vuole andare. E se vogliamo andare nella direzione che sopra abbiamo descritto, perfetto. Facciamolo insieme”.
Infine il richiamo alle origini, quelle di un Ulivo di cui oggi non parla più nessuno: “Abbiamo scelto di rimanere nel PD e di batterci mica per ambizioni personali. C’erano strade più semplici, per quelle. Ci batteremo dunque contro tentativi di “normalizzazione” occulta: abbiamo i numeri per farlo con successo. Ma abbracceremo volentieri qualsiasi scelta di cammino nello spirito fondativo del PD e dell’Ulivo, dove il “noi” è il concetto più ampio e determinante possibile, prima di tutto per il bene dei nostri cittadini”.

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