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Salute e difesa dalle bufale web. Allerta medici al convegno al CORE

Vaccini, cancro, prevenzione, salute, bufale sul web. A Reggio Emilia si è svolto nei giorni scorsi presso il CORE un importante convegno nazionale organizzato dall’Aiom (Associazione Italiana Oncologia Medica). Autorevoli oncologi, il regista Alessandro Zizzo, giornalisti medico-scientifici ed esperti dei social web hanno dato un contributo importante per la divulgazione delle corrette informazioni che riguardano la salute.

Fra i principali temi trattati, lotta al cancro nei social media, comunicare l’innovazione in oncologia e bufale e notizie gonfiate, come “difendere” i cittadini.

MediciRicercaIl primo giorno del convegno è intervenuto anche il Dott. Mauro Ferrari, inventore della nanomedicina oncologica, fra i più importanti esperti a livello mondiale, che casualmente si trovava a Reggio Emilia per un impegno al CORE. Ferrari, nel suo breve intervento, ha dato un aggiornamento importante sulla cura del cancro con metastasi: “Si potranno curare metastasi al polmone ed epatiche grazie a un farmaco ancora in fase sperimentale sugli animali che ha dato ottimi risultati e che presto sarà sperimentato sulle persone”. Mauro Ferrari è uno scienziato italiano, impegnato principalmente nella ricerca sulle nanotecnologie e nel campo della bioingegneria applicate in medicina. È presidente e CEO del Houston Methodist Research Institute, direttore dal 2013 dell’Institute of Academic Medicine del Methodist Hospital System ed Executive Vice President del Methodist Hospital System (TMHS). È presidente della The Alliance for NanoHealth.

La breve descrizione su Mauro Ferrari non è casuale. Chi ha la responsabilità di fare informazione medico-scientifica è bene che dia la possibilità ai lettori di illustrare in modo chiaro l’autorevolezza e attendibilità della fonte, affinchè i cittadini informati siano in grado di poter discernere fra una notizia corretta e una bufala/fake news, sempre più diffuse sul web.

Diritto alla salute significa anche diritto ad essere correttamente informati. Una comunicazione che rappresenta una sfida complessa, specialmente quando si parla di tumore. Oggi molti pensano: “Ho il cancro quindi morirò”. “Non è assolutamente così -ha spiegato Gracemaria Bricalli (ESMO). Posto che ogni caso è a sé stante, pur senza dare false speranze, è importante far passare il concetto di patologia cronica e di prevenzione, a seguito della quale si possono curare il 40% dei tumori”.

Social507Internet e i social media sul tema della salute assumono un valore sempre più importante, ma è bene fare estrema attenzione, perchè nel mondo virtuale possono svilupparsi insidie fuorvianti, informazioni false, vere e proprie bufale, magari create ad arte da qualcuno per far soldi.

Attualmente non esiste garanzia di trovare la veridicità delle informazioni sui social, dove si coinvolge il pubblico attraverso la community e gli influncer, e dove si diffondono a macchia d’olio le news tramite gli hashtag e tag.

“Bisogna combattere la disinformazione anche sul campo della nutrizione dove l’88% degli italiani cerca informazioni utilizzando prevalentemente internet e i libri”, ha evidenziato Lucilla Titta (Smart Food IEO), “In che modo? Con semplici regole: divulgare notizie solo con evidenze scientifiche, dirette alla popolazione e agli operatori sanitari. Le fonti non scientifiche riguardano siti non accreditati, aneddoti personali, sensazioni, programmi tv, blog personali…”.

“Le fake news, come ad esempio quelle che oggi dilagano sui vaccini, esistevano anche prima dell’avvento di internet – ha ricordato Luigi Ripamonti (giornalista, Responsabile Salute Corriere della Sera)-, come gestirle? Facendo semplicemente il nostro lavoro di girnalisti nel migliore dei modi attraverso una comunicazione corretta capace di erudire i lettori”.

“Oggi si parla sempre più di di “medicina di precisione” -ha detto Federico Mareta, che da medico è diventato giornalista per Focus e oggi per il Secolo XIX-, bisogna essere critici e attenti per influenzare l’evoluzione del sapere offrendo novità di livello da traslare sul territorio”.

Gli oncologi presenti al convegno hanno fatto un appello importante ai divulgatori delle notizie medico-scientifiche: “Comunicate in modo equilibrato, riportando la corretta informazione con studi e risultati. No a titoli sensazioni e furovianti, come ad esempio: “Inventato il farmaco che scioglie il tumore evitando la chemio”, perchè il giorno dopo i medici verrebbero presi d’assalto da pazienti che magari hanno nutrito false speranze, con richieste di assunzione di quel farmaco”.

DottoreMedicoVisitaImportantissimo quindi avere un approccio scientifico alla discussione, solo in questo modo si può capire chiaramente l’attendibilità dell’informazione sulla salute, evitando così di assumere decisioni fondamentali per la vita delle persone facendo affidamento alle bufale.

Secondo i dati Censis del gennaio 2017, l’88% degli italiani cerca informazioni online sulla salute. Di questi il 44% ritiene che rivolgersi a internet sia poco o per niente rischioso e 1 utente su 2 si affida ai primi risultati che compaiono sui motori di ricerca. Per quanto riguarda i social-network 2 italiani su 3 utilizzano facebook, il 47% youtube e il 61% whatsapp e il 17% instargam.

Al termine del convegno è stato anche illustrato un decalogo stilato da Unamsi (Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione) per evitare di affidarsi alle fake news, vere e proprie bufale che diventano molto pericolose quando si tratta della salute e di patologie tumorali.

1) Verificare chi sia il proprietario del sito, del giornale, del blog, sia esso istituzione, editore, industria, associazione, singolo cittadino. Questo serve per comprendere chi ha interesse a veicolare quel tipo di informazione. Ed è importante che il sito riporti sempre, nelle notizie pubblicate, autorevoli fonti di provenienza, una caratteristica che è una misura di attendibilità del sito stesso.

2) Accertarsi dell’aggiornamento del sito, perchè su Internet non si perde nulla e può capitare, utilizzando un motore di ricerca, di arrivare su una notizia vecchia anche di anni e che quindi non abbia più il valore e l’attendibilità del presente.

3) Evitare il ‘fai da te’ nelle cure mediche, perché nessuna informazione scritta può sostituire la visita del medico o il consiglio del farmacista e i contenuti in Rete devono avere solo uno scopo informativo.

4) Diffidare delle prescrizioni senza visita.

5) Monitorare il rispetto della privacy, nei siti con la rubrica ‘l’esperto risponde’. Accertarsi che il proprietario del sito dia garanzie di privacy.

6) Valutare con la giusta attenzione blog e forum, perché qui vengono raccontati spesso episodi che coinvolgono emotivamente, ma sono sempre soggettivi e non è detto che abbiano affidabilità scientifica.

7) Occhio ai motori di ricerca, perché quando si digita una parola chiave il risultato della ricerca non mostra un elenco di siti in ordine di importanza, ma la selezione può dipendere da altri fattori. I motori di ricerca memorizzano infatti le scelte e i gusti dell’utente per poi proporre argomenti in linea con le preferenze manifestate nelle scelte precedenti.

8) Non abboccare alla pubblicità mascherata

9) Acquistare con cautela farmaci online. Sul sito di vendita deve obbligatoriamente comparire un logo identificativo, cliccando il quale si viene rinviati al sito web del Ministero della Salute, dove è possibile verificare se il venditore è autorizzato.

10) Invito a non cascare nella psicosi del complotto, come le fake news su notizie catastrofiche riguardanti i vaccini e altri farmaci: quindi, “non perdere mai la capacità di analisi e di critica e confrontarsi sempre col proprio medico”.

In tutto questo i giornalisti hanno una responsabilità molto importante: elaborano le informazioni della scienza e dei professionisti della sanità per tradurle con chiarezza ai cittadini. E’ una comunicazione che non solo influisce sulla vita delle persone,a ripristina la verità combattendo le bufale.

Attualmente è in fase di discussione un decreto legge contro le fake news. Una proposta che ha trovato consenso bipartisan. Nel mirino blog, forum e siti internet non registrati come testate giornalistiche.

Marina Bortolani, @reggionelweb