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Frammenti d’America a Reggio. La laurea di Paloma sulle note di Guccini

E’ possibile trovare oggi l’America a Reggio Emilia, nei luoghi, nei paesaggi e nelle persone? C’è chi c’è riuscito, concretamente, e l’ha fatto catturando quei frammenti d’America scovati attraverso scatti fotografici.

Paloma Lucenti (paloma.lucenti@gmail.com), giovane studentessa reggiana del corso Fashion Styling in IED (Istituto Europeo di Design) a Milano, ha appena terminato una tesi di laurea unica nel suo genere. “Frontiera Emilia” è il titolo che in due parole racchiude il prestigioso lavoro di Paloma: una raccolta di fotografie scattate dalla stessa nel nostro territorio e che sta già suscitando l’interesse di critici ed esperti del settore.

Paloma ha catturato l’America vera, quella spensierata della musica e della moda, ma anche quella dura, del lavoro nei campi, del fucile in spalla tipico di un cowboy che si rispetti, e dello sguardo americano fiero che scruta fisso negli occhi di chi ha davanti.

ReggioNelWeb ha incontrato Paloma Lucenti.

Paloma, perchè la scelta di una tesi, “Frontiera Emilia”, che parla dell’America nel nostro territorio?

Questa tesi è nata sotto le note di “Fra la via Emilia e il West” di Guccini. Ero incuriosita dal fatto che proprio in un territorio come il nostro, una roccaforte rossa, di sinistra, si potesse cantare del West, dell’America. Così ho scelto di approfondire questo aspetto. Tutto è stato anche mosso dal desiderio di risvegliare lo sguardo e di non abituarsi al già visto.

In che senso?

Ho cercato di guardare in maniera diversa ai luoghi che mi circondano tutti i giorni da tutta la vita. Nella nostra società bombardata di immagini credo sia sempre più difficile percepire il mondo. In un qualche modo questa tesi vuole essere anche un invito a fare lo stesso, a sviluppare un proprio modo di vedere o per lo meno a rendersi conto delle possibilità di visione del mondo che ci circonda.

AmericaEmilia21Secondo te che tipo di reggiano può essere attratto dallo stile americano?

Durante il mio viaggio ho incontrato contadini con cappelli da cowboy, musicisti blues, bikers, persone che conoscevano a memoria i film di Clint Eastwood, persino dei surfisti nei lidi ferraresi… L’America è talmente vasta, comprende talmente tante estetiche che probabilmente ognuno di noi è attratto da un aspetto dell’America, da una delle tante Americhe.

I giovani tuoi coetanei cosa pensano a tuo avviso degli Stati Uniti?

Difficile dirlo, sempre per il fatto che Stati Uniti vuol dire tantissime cose. Io stessa ne sono affascinata per un verso (paesaggisticamente in particolar modo) e per l’altro la trovo addirittura detestabile. E’ ingombrante, questo sicuramente.

La tua tesi sta già riscuotendo ottime critiche da parte di esperti del settore. Dopo la laurea ti butterai nella fotografia?

Difficile dire se la fotografia diventerà qualcosa di più di una semplice passione. Sicuramente sarebbe un sogno per me! Ma quello che amo di più quando fotografo è la libertà di scegliere, di esprimere me stessa senza compromessi. Perciò se anche resterà una passione sarò comunque felice e continuerò sempre a scattare.

Cosa significa per te fotografare?

Fotografare è prendere il proprio mondo interiore e portarlo fuori. È far vedere le cose attraverso l’occhio della tua mente. Ciò che alla fine speri è che la tua messa a fuoco coincida con quella dello spettatore, che si crei una convergenza, un senso comune di ciò che guardi.

Marina Bortolani, @reggionelweb