Home > Città > Serpenti e altri animali formando i bambini reggiani. Intervista a Sara

Serpenti e altri animali formando i bambini reggiani. Intervista a Sara

Serpenti, pappagalli, criceti, topi, insetti… tanti animali negli ultimi anni interagiscono sempre più spesso con i bambini reggiani nelle scuole, nei campi estivi, nei dopo scuola ecc.. L’idea di una formazione educativa dei bambini reggiani grazie agli animali è stata sviluppata in modo particolare da “L’arca di Sara”, un’associazione di cui è presidente Sara De Rossi. “Avvicinare un animale nel modo corretto, stabilendo un’intesa, favorisce, specie in bambini e ragazzi, lo sviluppo del senso di empatia e la consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni, sviluppando capacità relazionali e sociali”, spiega Sara. ReggioNelWeb l’ha intervistata.

***

unnamed6Sara, parlaci dell’Associazione “L’arca di Sara” di cui sei presidente, quando e perchè nasce?

L’Arca di Sara nasce nell’autunno del 2013 dall’idea che le dinamiche della Natura e del mondo degli animali (in fin dei conti noi apparteniamo al regno animale) possano davvero fornirci spunti di riflessione e confronto per il nostro quotidiano. Questioni che, una volta aperte, cerchiamo possibilmente di approfondire grazie all’aiuto di diverse discipline. Per questo nell’Associazione sono attive più figure di educatori, ognuno con una specifica competenza, ed abbiamo intessuto una fitta rete di collaborazioni con professionisti ed enti pubblici e privati.

Quanto sono stati importanti gli animali nello sviluppo educativo di una persona?

La relazione con un animale ci aiuta ad uscire dal nostro “ego”, dalle nostre esigenze, per aprirci a quelle di un altro essere vivente. Se si vuole davvero interagire con lui occorrono accortezze, avvicinandolo, rispettando i suoi tempi e le sue forme di comunicazione. Di rimando l’animale può accogliere, senza pregiudizi, ciascuno di noi. Avvicinarlo nel modo corretto, stabilendo un’intesa, favorisce, specie in bambini e ragazzi, lo sviluppo del senso di empatia e la consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni, sviluppando capacità relazionali e sociali.

Ti occupi di educazione con animali integrata a psicomotricità relazionale. Cosa significa di preciso?

Nelle nostre proposte l’educazione con animali viene integrata da differenti discipline, non solo psicomotricità relazionale, ma anche musicoterapia, teatralità, yoga, dialogo e narrazione, gioco … Studiamo un percorso educativo in cui, partendo dalla relazione con uno o più animali, avviamo delle riflessioni che, successivamente, approfondiamo con queste tecniche scegliendo le più appropriate per il tema ed età dei bambini/ragazzi. Il tutto si sviluppa in base all’argomento richiesto dalla scuola, o altro ente, in base alle sue esigenze.


Come interagiscono i bambini con gli animali?

Sfatiamo l’idea che il rapporto tra bambini ed animali sia sempre positivo ed educativo: lo è quando c’è rispetto delle reciproche esigenze e non sempre accade. E’ vero che il bambino riceve utili stimoli ma, se non guidato, rischia di rafforzarsi nel tener conto solo dei propri desideri, a discapito di quelli altrui. Ogni animale ha un suo modo di comunicare e percepire le cose e suoi tempi per concedere fiducia; imparare a non forzarlo o umanizzarlo, capendo ciò che davvero esprime ed i suoi reali bisogni, è un grande insegnamento. Nel nostro quotidiano siamo circondati da persone diverse da noi e imparare ad uscire dalla nostra visuale per comprendere quella altrui è una grande risorsa.


unnamed (5)11
Hai notato casi con evidenti miglioramenti nei bambini?

I risultati di questi percorsi si vedono nel tempo e solo con la collaborazione dei principali educatori: i genitori. Per questo cerchiamo sempre di coinvolgerli e renderli partecipi, in un’ottica di confronto e collaborazione. Certo, quando dopo un incontro su “pregiudizi e paure” i genitori mi riferiscono che le figlie, udendo la mamma esclamare “Che schifo!” di fronte ad un insetto, le dicono “Non bisogna dire che schifo, ma che curioso e interessante!”, sorrido. Così come mi sento appagata quando la mamma di un bambino di quarta elementare mi dice che il figlio l’ha informata che il nostro “Non è l’unico punto di vista, ma c’è chi le stesse cose può vederle in modo molto diverso!”.

Ci sono animali che interagiscono meglio con i bambini?

Ogni animale, se correttamente avvicinato, ha qualcosa da trasmettere: il criceto che si muove veloce tra le mani, il serpente che sta immobile sul tuo braccio o scivola piano e tranquillo, il coniglio che ti salta vicino accoccolandosi per poi scappare se cerchi di afferrarlo, il gatto che ti osserva schivo e diffidente lasciandosi coccolare solo se è tranquillo e ne ha voglia, il pappagallo che ti sale sulla spalla, ma non vuole essere accarezzato o salirti sul dito… per non parlare degli insetti.. Ogni interazione dona qualcosa e muta in base al contesto ed al bambino.

Nei tuoi corsi formativi hai portato anche i serpenti. Che reazione hanno avuto i bambini accarezzando i rettili?

I bambini, sia quelli pieni di entusiasmo che quelli carichi di paura, provano grande curiosità e fascino per i rettili. Si stupiscono quando, toccandoli, scoprono che è piacevole. Il bello è riuscire ad insegnare a quelli che hanno paura che devono concentrarsi sull’animale riconoscendo se è davvero pericoloso e imparando come avvicinarlo. Verificato che non c’è pericolo e appreso cosa devono fare, si tratta di controllare la propria paura, impedendo, come spiego loro, che scappi dal cervello nel cuore, nelle mani, nelle gambe… E’ bello osservarli quando, infine, riescono a toccare o prendere in mano l’animale, con un poco di tensione, ma tanto entusiasmo e fierezza.

Marina Bortolani, @reggionelweb