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Una Reggio da ridere. Intervista a Pier Francesco Grasselli

Come ogni seconda domenica del mese, il 12 febbraio, nel cuore del centro reggiano, presso Cucine Clandestine in via dell’Aquila alle 18.30, ospite dell’evento culturale sarà lo scrittore Pier Francesco Grasselli, che porta con se tutti e cinque i suoi romanzi, e qualche novità. Intervistato dall’organizzatrice e moderatrice Avv. Valeria Munari, Grasselli, ripercorrerà i suoi successi: «Ho scaricato Miss Italia», «Fanculo amore» e la trilogia di ferro «L’ultimo Cuba Libre», «All’Inferno ci vado in Porsche» e «Vivere da morire».

Pier Francesco Grasselli l’avevamo lasciato qualche anno fa in versione “fighetto del centro”. Aveva fatto arrabbiare molti lettori di ReggioNelWeb per la sua frase “Me ne vado da Reggio perchè mi annoio”. E così fu. Ma oggi è tornato, una persona per certi aspetti diversa (ndr, anche prima però bisogna ammettere che non era niente male, e i successi editoriali l’hanno dimostrato), non più mondano come un tempo, più riflessivo, meditativo… ReggioNelWeb l’ha intervistato.

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Pier Francesco, circa 10 anni fa hai scritto i romanzi di successo libriGrasselliambientanti in una Reggio Emilia da bere: «Ho scaricato Miss Italia», «Fanculo amore», «L’ultimo Cuba Libre», «All’Inferno ci vado in Porsche» e «Vivere da morire». Com’era il Pier Francesco di allora?

Senz’altro era più mondano di quello di adesso. Più spericolato, più sbruffone… e più ingenuo. Mi piace pensare d’esser maturato… ma non garantisco. Quella che ho raccontato nei miei romanzi è una Reggio Emilia iper-realistica dove gli aspetti tipici della provincia ricca e crapulona sono esasperati e spesso caricaturizzati. Cosi sarà anche nei prossimi libri, ma con qualche ingrediente in più.

Vedendoti ora, non passa inosservato un tuo cambiamento… più moderato, riflessivo e, permettimi, per certi aspetti non più “fighetto”. Cos’è successo in questi anni a Pier Francesco Grasselli?

Astrologicamente, c’entra Saturno. Immagino di aver fatto il pieno di mondanità, così a un certo punto ho sentito il bisogno di condurre una vita ritirata e tranquilla. Il che è stato positivo anche dal punto di vista della scrittura. Negli ultimi sette anni ho praticato la meditazione, letto una valanga di libri, scritto migliaia di pagine, e non è un modo di dire. Ma ora è tempo di scendere dalla montagna e ritornare nella società degli uomini.

GrasselliMOricRinneghi il tuo “torbido” passato di apparente fighetto del centro che girava per i locali reggiani alla moda?

In realtà fighetto non lo sono mai stato… era un personaggio costruito mediaticamente e sui cui avevamo giocato. In realtà sono stato una specie di osservatore di quel mondo…uno spione, che forse è anche peggio:)

Quali libri hai letto?

Vuoi la lista?

Dimmene qualcuno.

Gli scritti corsari di Pasolini. Moby Dick. Il dottor Faustus. La montagna incantata. I tre volumi del Wilhel Meister e…la Recherche.

Tutta?

Dovevo pur documentarmi.

Per la tua Ricerca?

Per capire dove si può arrivare con la letteratura. Nessuno, in prosa, è arrivato dove è arrivato Proust.

Filosoficamente quali sono i tuoi punti di riferimento?

I tradizionalisti. Guenon, Evola (per la metafisica)…ma anche Rudolf Steiner, i sufi, gli yogi e così via.

Sei buddhista?

Certo. E sono anche cristiano, confuciano e induista, mussulmano, cabalista, taoista, zoroastriano e animista.

Parli sul serio?

Assolutamente sì. Tutte le religioni tramandano gli stessi principi con linguaggi diversi. È uno dei temi della Ricerca di Sé stessi.

Gli scrittori che ammiri di più?

Henry Miller, Goethe, John Fante…

Come vedi oggi Reggio Emilia?

Meglio per quel che riguarda la vita sociale, soprattutto quella dei giovani. Mi sembra migliorata da quando ero ragazzo io. Allora Reggio era veramente un paesone. C’erano le solite quattro compagnie, e le facce che vedevi in giro erano sempre le stesse. Ora si vedono un sacco di facce nuove. Una marea di giovani e meno giovani e diversamente giovani (come me, ah ah). Peggio per quanto riguarda l’inquinamento. A Reggio non si respira più. In certi giorni bisognerebbe davvero andare in giro con la mascherina antismog come a Pechino.

I luoghi della città che preferisci?

Adoro Piazza Fontanesi. Purtroppo Piazza della Vittoria l’hanno rifatta quasi più brutta e tristona di prima. Cosa costava metterci un po’ di verde? e dei lampioni un po’ eleganti tipo quelli di viale Allegri invece di quei fari orrendi da stadio? Come per la piazza di Albinea, anziché abbellire e migliorare, gli interventi pubblici peggiorano e abbruttiscono. E’ triste.

GrasselliSantuarioSei tornato qui per sempre? Perchè?

Non per sempre, ma per ristrutturare casa (simpatia a pacchi, lo so). In ogni caso, sono legatissimo a Reggio e passo molto tempo qui, soprattutto nella bella stagione. Adesso comunque mi sono trasferito in campagna.

Fidanzato?

No…

Ottima notizia per le tue fans. Hai in cantiere nuovi progetti editoriali?

Parecchi, direi. Come ho detto in questi anni non ho fatto altro che scrivere e così adesso mi tocca di correggere tutto quello che ho scritto, il che non è mai troppo divertente perché per ogni testo le stesure sono tante. Io scrivo a casa, ma correggo fuori, altrimenti divento matto. Debbo ringraziare gli amici della Caffetteria Fontanesi, per la cioccolata calda e per l’ospitalità. Conto di uscire presto con tre titoli nuovi: “Femme Fatale”, una raccolta di racconti piccanti, “Don Giovanni redivivo”, un romanzo divertente (mi auguro) e “La Ricerca di Sé stessi”, Libro I, un romanzo illustrato…forse la miglior cosa che ho scritto finora. C’è molta Reggio, specialmente negli ultimi due.

Marina Bortolani, @reggionelweb