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Bufera in Lega Nord. Ecco ragioni espulsione Fossa nell’intervista

Bagarre politica in salsa verde reggiana. La Lega Nord perde pezzi, fra espulsioni e declassamenti (guarda qui il servizio di Telereggio a cura di Giulia Gualtieri). Parte della base è in subbuglio e diversi iscritti, espulsi e simpatizzanti stanno elaborando un documento descrittivo della situazione reggiana da portare direttamente all’attenzione di Salvini.

Fra i leghisti reggiani espulsi ha fatto scalpore l’epurazione di Gabriele Fossa, leghista della prim’ora, già segretario provinciale del Carroccio, capogruppo in Consiglio Comunale, da sempre stimato da un numeroso zoccolo duro leghista che lo voleva Segretario nazionale all’ultimo congresso del dicembre 2015. Fossa in quella occasione si ritirò all’ultimo e rimasero candidati solo il giovane piacentino Rancan e Gianluca Vinci che vinse il congresso. Da quel momento si sono verificate una serie di azioni, fra commissariamenti, espulsioni e declassamenti, che portano oggi la LegaNord reggiana ad essere un partito orfano di quei leghisti della prim’ora che hanno fatto una storia importante del Carroccio reggiano. Ma quali sono le motivazioni che portano il Segretario Vinci a chiedere le espulsioni insieme al direttivo composto da persone di fiducia del segretario?

ReggioNelWeb ha intervistato Gabriele Fossa per conoscerle.

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Fossa, cosa sta succedendo nella Lega Nord reggiana?

E’ in atto uno scontro interno fra una militanza legata ai principi della Lega Nord e una parte maggiormente incline ad ottenere benefici personali, tipo scranni parlamentari o cose simili.

Negli ultimi temi si sono registrate richieste di espulsioni e declassamenti di stimati militanti storici, come la sua e quella di Fabio Ferrari.

Nell’ottica dello scontro interno di cui parlavo poc’anzi, persone come il sottoscritto e Fabio Ferrari che sono sempre state coerenti al perseguimento del federalismo e delle politiche della Lega Nord, siamo visti dalla nuova dirigenza come degli ostacoli al raggiungimento dei loro obiettivi. Quindi sono iniziate una serie di azione, come appunto le espulsioni, con motivazioni puerili e inventate

FossaBanchettoQuali sono le ragioni alla base della sua espulsione?

Mi hanno contestato diverse cose: 1) di aver aiutato mia moglie a portare un banchetto in Piazza del Monte (ndr, la moglie di Fossa, Antonella Cattania è un’attivista di Progetto Reggio insieme a Cinzia Rubertelli e Giacomo Giovannini); 2) di essermi tesserato alla sezione matildica anziché a Reggio Emilia; 3) di aver proposto un progetto politico mutuandolo da quello degli indipendentisti scozzesi; 4) di aver confabulato in piazza con una giornalista.

La violazione politica del parlare con una giornalista in cosa consisterebbe?

Non lo so, se avevo qualcosa da nascondere mica parlavo con la giornalista in piazza. Le leggo testualmente cosa ha scritto Vinci sul punto: “Sabato 14 maggio a Reggio Emilia al comizio di Roberto Marcato, Gabriele Fossa si trova in piazza prima dell’inizio del comizio in disparte parla con una giornalista…. appena iniziato il comizio la giornalista e Fossa si sono allontanati. Fossa era presumibilmente venuto a vedere quanta gente partecipava. Lo stesso pomeriggio è uscito un articolo online dove la giornalista sottostimava i partecipanti dicendo che erano solo 30 persone. La stessa sera, sempre la stessa giornalista pubblicava un articolo dove indicava i nomi dei rinviati a giudizio della Lega Nord…”.

Altre” violazioni”?

Di aver salutato Giacomo Giovannini sotto al portico del comune un giorno che passava.

No, scusi, ma è proprio il Segretario provinciale Avv. Vinci che scrive nero su bianco queste “denunce”?

Sì, proprio lui. Quella cosa “gravissima” si verificò al termine di un evento in Sala Tricolore sui 70 di Consiglio Comunale. Vinci scrive testualmente sul punto: “…Giacomo Giovannini….che Fossa continua a frequentare furtivamente e che ho visto incontrare a inizio dicembre in disparte in piazza a Reggio Emilia”. Ma ce ne sono altre.

Quali?

Di aver emesso una fattura nel febbraio 2014 per il Comune di Brescello (ndr, per il lavoro relativo a una pratica di prevenzioni incendi svolto da Fossa come professionista) senza comunicarlo a Catia Silva, ipotizzandolo come un possibile scandalo per la Lega Nord.

Poi, altra motivazione per la mia espulsione, di aver mandato a qual paese Vinci -in modo padano- mettendolo in imbarazzo in piazza davanti ad altra gente. In realtà c’erano solo dei militanti della Lega Nord, quindi era come se fossimo all’interno di una sezione, dove si è sempre potuto parlare liberamente e anche animosamente mandandoci a quel paese in modo padano senza incorrere in alcuna sanzione.

Fossa, la serie di motivazioni alla base della richiesta di espulsione scritte da Vinci e presentate insieme al direttivo all’organo di garanzia del Federale, sono però state considerate valide da quest’ultimo organo e lei ora è fuori dalla Lega Nord.

Sì, ma sa com’era composto l’organo di garanzia Federale che ha giudicato sulla mia espulsione quando mi sono presentato?

No.

Da 4-5 persone: Vinci, Tombolato, due persone che non avevo mai visto e Calderoli. Quindi 2 persone (ndr. Vinci e Tombolato, di Parma) sono quelle che avevano chiesto la mia espulsione. I giudicanti erano i miei accusatori: appena entrato ho capito subito che non c’era più nulla da fare.

FossaGabriele2Cosa prova ora a seguito della sua espulsione?
Sono dispiaciuto perchè dopo 25 anni di militanza la cosa non fa certo piacere. Ma sono anche sollevato perchè non mi esaltava di certo lavorare per portare acqua al mulino di questo genere di dirigenza.

Se si dovesse andare a elezioni politiche, Vinci sarà candidato senza competitor interni?

Essendo segretario nazionale delle Lega Nord Emilia avrebbe in un certo senso diritto alla candidatura, che poi possa essere eletto invece non è così automatico. Di competitor interni in Emilia attualmente non ne ha.

Torniamo alle motivazioni che portano alle espulsioni di militanti della Lega Nord. Posso presentarle un caso ipotetico -ma non troppo- e lei mi dice se potrebbe configurarsi una possibile incompatibilità con l’iscrizione al Carroccio?

Certo.

Se un militante della Lega Nord, partecipa al servizio di un’organizzazione volta a preservare i simboli autoritari della Corona, ad esempio nel ruolo di “guardia”, si configurerebbe l’ipotesi di incompatibilità?

Lo statuto della Lega Nord dispone che un militante non può appartenere a logge segrete, logge massoniche, o comunque ad associazioni che siano in contrasto con gli obiettivi politici della Lega Nord. Non dimentichiamo che l’articolo 1 dello statuto sancisce l’indipendenza della Padania. Appartenere a un movimento o associazione che invece lavorano in tutt’altra direzione risulta ovviamente incompatibile. A maggior ragione nel caso in cui il militante firmi tutti gli anni questo impegno pur svolgendo attività incompatibile con lo statuto della Lega Nord.

Quindi, nel caso emergesse concretamente l’ipotesi, il militante in questione potrebbe essere espulso.

Certo, perchè già mentre firma la richiesta di militanza dichiarerebbe il falso e violerebbe lo statuto inficiando così la domanda stessa di militanza.

Marina Bortolani, @reggionelweb