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Nessun allarme meningite. No vaccinazioni last minute

Anche a Reggio Emilia si registrano preoccupazioni per ipotesi infezione da meningite considerati i recenti casi di decessi avvenuti in Toscana. Diversi cittadini reggiani stanno chiedendo informazioni per fare vaccini “last minute”, ma non esiste alcun allarme nel nostro territorio.

E’ solo in Toscana che si è registrato negli ultimi due anni un aumento dei casi da meningococco C, motivo per cui la Regione Toscana sta offrendo la vaccinazione a larghe fasce della popolazione. Si tratta, però, di una strategia vaccinale che ha motivo di essere adottata solo in Toscana e non nella nostra regione.

La Regione Emilia Romagna è stata oltretutto fra le prime in Italia, a iniziare le vaccinare contro il meningococco C nel 2006, proponendo la vaccinazione ai bimbi al 13°-15° mese di età e agli adolescenti. Nel corso del 2017, anno in cui si completerà la vaccinazione degli adolescenti con la chiamata dei nati nel 2004, si raggiungerà la copertura vaccinale completa di tutti i nati dal 1990 in poi.

Il meningococco C è un batterio che colpisce principalmente i bambini più piccoli e gli adolescenti e le strategie vaccinali nazionali e regionali prevedono l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione a 13°-15° mese e a 13-14 anni, proprio per proteggere le fasce di età più a rischio. Inoltre i portatori sani del meningococco, che sostengono la trasmissione del batterio, sono più frequenti fra gli adolescenti/giovani (nell’età 10-20 anni) e solo raggiungendo una copertura molto elevata in questa fascia di età si può ottenere l’interruzione della catena di contagio.

Le elevate coperture vaccinali raggiunte nella nostra regione (nel 2015: 87,4 % nei bambini di un anno, 82,9 % negli adolescenti). Ma è importante migliorare ulteriormente le coperture vaccinali in queste fasce di età; si tratta di una strategia mirata, che agisce dove è utile per interrompere la circolazione del batterio.

Inoltre, dal 2015 viene offerta una seconda dose di rinforzo agli adolescenti che hanno fatto la prima dose nell’infanzia per conseguire una maggiore protezione.

Per quanto riguarda gli adulti e gli anziani, i medici sostengono che il verificarsi di casi sporadici di meningite C non devono portare a una irrazionale corsa al vaccino: gli adulti e gli anziani devono eseguire la vaccinazione contro il meningococco C solo in presenza di fattori di rischio, quali ad esempio determinate patologie croniche che comportano deficit immunitario (mancanza o malfunzionamento della milza, gravi emoglobinopatie, uso di anticorpi monoclonali ecc.) o il fatto di recarsi in maniera continuativa in Toscana per motivi di lavoro o studio.

Viceversa, per gli anziani sono raccomandate la vaccinazione anti-influenzale e anti-pneumococco, malattie che possono colpirli molto più della meningite da meningococco.

Ricordiamo che i casi di meningite da meningococco C registrati in Italia sono stati 63 nel 2015 (dei quali 31 in Toscana) e 57 nel 2016 (28 in Toscana). Si può affermare che nel resto d’Italia non si registra un aumento rispetto agli anni precedenti e, comunque, l’incidenza di questa malattia in Italia resta fra le più basse in Europa. In Emilia-Romagna, dopo l’introduzione della vaccinazione, si è avuta una riduzione del 65% dei casi e, mediamente, si registrano 3-4 casi all’anno.

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