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Mal di pancia nel centrodestra reggiano

C’è aria amara nel centrodestra reggiano. Da tempo ormai l’area politica di opposizione a Reggio Emilia e provincia sta vivendo un momento delicato. Complice la situazione nazionale con Forza Italia tornata alle origini dove molti esponenti erano anche uomini e donne di fiducia dell’azienda di Silvio Berlusconi.

Berlusconi oggi strizza l’occhio a Renzi e la cosa non va giù a parte della base.

Nel nostro territorio l’elezione di Pagliani in consiglio provinciale con anche il voto “pesante” di una Consigliera comunale (o Consigliere) del PD di Reggio Emilia (clicca qui per rileggere articolo) ha portato a una riflessione interna da parte di azzurri che hanno rappresentato, e alcuni rappresentano tutt’oggi, una storia politica locale importante. Seduti allo stesso tavolo durante un pranzo conviviale infatti si sono interrogati sul futuro del partito.

Il malcontento è radicato, non solo per la mancanza di un leader nazionale, ma anche per il mancato coinvolgimento a livello locale, rispetto al passato, quando si convocavano periodicamente i consiglieri eletti e venivano organizzate consulte territoriali. “Faccio parte parte di un gruppo whatsapp del partito, ma non registro particolare attività politica. Non c’è nemmeno una sede dove trovarci” ha dichiarato una persona presente all’incontro, “si avverte delusione nei confronti di Forza Italia e di Berlusconi, siamo un po’ in attesa di una nuova casa”.

Voglia di nuova Democrazia Cristiana? “Sì, tanta. Gli estremismi sono già rappresentati da Fratelli d’Italia e Lega Nord. C’è bisogno di un leader moderato di centro che assuma le redini di un’eredità che in tanti rimpiangiamo”.

Nostalgici, quindi, di una stagione finita. Ma allo stesso tempo con voglia di tornare a fare politica attiva. A livello istituzionale collaborano più con soggetti civici che con gli eletti di Forza Italia.

E intanto c’è un gruppo di azzurri reggiani che si sta consolidando e crescendo numericamente. Sono vicini a Raffaele Fitto, incontrato in più occasioni da una delegazione reggiana a Roma, ma guardano anche altrove.

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